Apertura stagione 2021 della trota lago

Anche quest'anno, nonostante le restrizioni tra zone gialle-rosse-arancioni, la febbre della trota lago ha colpito anche me. Ho scelto di praticare la famigerata "apertura" di dicembre fuori dal contesto trentino: mi sono diretto, infatti, nel vicino Veneto, tra i dintorni di Padova. Erano mesi che le canne da trota prendevano polvere. Purtroppo l'epidemia del Covid, con la relativa quarantena di marzo e aprile, ha spento tutti i miei entusiasmi, costringendomi in casa come tanti altri pescatori. L'arrivo della primavera a maggio inoltrato ha risvegliato la voglia di feeder, di pesca al colpo e di spinning, mentre la trota lago è rimasta accantonata nell'angolo dei miei pensieri.

Complice un cielo velato ma povero di precipitazioni (anche se poi la scrosciata d'acqua è arrivata puntuale, sul finire!), ho impostato la mia battuta di pesca a galleggiante lasciando una canna teleregolabile in disparte, montata alla ricerca di qualche trota vagante sul fondo. Non contento, ho montato la cannetta da tremarella (un'azione UL) con cui ho cominciato a rastrellare la superficie del laghetto, fiducioso di incontrare qualche bel pezzo in caccia. Per chi volesse saperne di più su questo bel complesso sportivo può informarsi sul Lago Azzurro a Peraga di Vigonza, in provincia di Padova, tel. 049-8095703. Uno specchio d'acqua ben gestito, con semine frequenti e pesci di tutto rispetto.

Le trote hanno subito percepito la mia attività e, successivamente ai primi lanci, si sono susseguiti alcuni salti fuori dall'acqua. Probabilmente le iridee, stimolate dal rumore del vetrino, hanno percepito la presenza di cibo o si sono spaventate, al punto da aumentare la propria aggressività. E durante un recupero continuo, lento ma sussultorio, è arrivata la prima mangiata. Strike! Un bel pezzo, superiore alla taglia standard, ha dapprima piegato armoniosamente la Trabucco Flare, poi si è lasciato trasportare verso il guadino dopo un'ultima sfrizionata pazza.

Le danze sono proseguite con un'altra bella trota, stimolata con un bruco giallo (lo noterete in foto), manovrato velocemente, sempre recuperando a vetrino. La canna ha retto bene gli sforzi ma, sopratutto, si è dimostrata affidabile sia nella fase di ricerca, sia in combattimento, con una cima sottile ma decisamente resistente. Continuando potrei annoverare altre trote di buona pezzatura, ma evito di mostrarvele in foto perchè rischierei di diventare monotono con ripetitivi selfie col "pesce in mano". 

La "panzona" del giorno è arrivata a cinque minuti dalla chiusura del turno, in modo oserei dire alquanto rocambolesco. Ammetto che ero in procinto di chiudere l'attrezzatura, quindi ho lanciato la canna da tremarella e l'ho posta in attesa su un apposito reggicanna. Mi sono dedicato alla teleregolabile che ho cominciato a smontare delicatamente, evitando di forzare i blocchi. Ad un certo punto, vuoi per fortuna, vuoi per distrazione volontaria, i miei occhi hanno focalizzato il vettino della Flare che cominciava a mostrare segni di importanti zuccate. La canna è caduta quasi in acqua e l'ho recuperata al volo, rischiando il tutto e per tutto. Il combattimento con l'ultima trota si è rivelato avvincente, con poderose fughe e canna flessa quasi fino a metà pezzo. La pezzatura del pesce non è stata da meno: un bell'esemplare che ha allietato la mia cena ed il palato della mia dolce metà, in una cena pre-lockdown da periodo tutt'altro che natalizio.

 

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Classe 1983, vive da diversi anni nel Nord Italia occupandosi di marketing digitale. Dopo una lunga esperienza nelle acque pugliesi dell'Adriatico, frequenta da tempo gli spot del Trentino, Veneto e Lombardia. È un pescatore esperto, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila followers. È autore di due romanzi d'amore e pesca, oltre ad essere poliedrico collaboratore di riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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