Pesca di notte al pesce gatto in laghetto

In estate, quando il caldo si fa insopportabile e il sole picchia duro, i momenti migliori per andare a pescasono l'alba e il tramonto. Tuttavia, per coloro che amano il brivido della pesca ai predatori, c'è sempre la magia della notte, sia in mare che in acqua dolce. In quest'ultimo caso, gli appassionati che non vivono in riviera, vi è un'offerta crescente di laghetti a pagamento aperti fino a mezzanotte, sia in giorni infrasettimanali che nel weekend. È proprio in un contesto così che ne ho approfittato per realizzare le foto a corredo dell'articolo: un pezzo che vuole spiegare come pescare il pesce gatto in notturna, una specialità affrontabile con due tecniche a galleggiante, come l'inglese e la bolognese, sicuramente alla portata di tutti.

Pesca di notte nei laghetti a pagamento 

Il fenomeno della pesca nei laghetti è in costante ascesa. Le motivazioni sono molteplici ma mi soffermo a quelle relative alla pesca in notturna del pesce gatto (e talvolta delle carpe). Innanzitutto un problema di regolamento delle acque libere, che non sempre consente la pesca di notte o la limita solo per le carpe a fondo oppure a carp-fishing, impedendo de facto di pescare a galleggiante specie differenti. Ma, non dimentichiamolo, una priorità di sicurezza: quanti si sentirebbero a proprio agio sul fiume, dopo il tramonto, col rischio di essere derubati o malmenati da bande di delinquenti dal coltello facile (i soliti noti che ben conosciamo). Ecco che pescare in un ambiente recintato, illuminato e tranquillo, senza rischi per la propria incolumità (e metteteci anche ben popolato da pesce aggressivo), diventa sicuramente un'opportunità da cogliere. Ciò vale per tutti, anche per il pescatore evoluto che, per forza di cose, non può fare decine di chilometri andando al mare e sceglie di divertirsi dietro l'angolo, a pagamento. L'avversario, poi, è molto temibile: catfish americani o africani, dal peso superiore al mezzo chilo (talvolta anche fino a 3 e più chili). Possenti, aggressivi, molto divertenti e per tutte le età.

Montature per la pesca al pesce gatto in notturna

Fatta una doverosa premessa, entriamo nel vivo della pesca di notte in laghetto. Per praticarla ci sono due tecniche a scelta: bolognese o inglese, entrambe a galleggiante con starlight. Partiamo con la prima, più affronteremo la seconda. Considerando la profondità dei laghetti a pagamento, che raramente supera i 4 metri, direi che è necessaria una valida bolognese ad azione rigida, lunga 5 metri, armata con un mulinello di taglia 2500/3000 caricato con del buon 0.18. La lenza più idonea, per raggiungere il pascolo delle prede che solitamente avviene a centro lago, è costituita da un galleggiante da 2,5 o 3 grammi, a goccia, con porta starlight. Seguirà un bulk di 4 o 5 pallini a completamento della piombatura, una girella (o un nodo non nodo per i pescatori più evoluti) e un terminale di massimo 30 centimetri dello 0,16/0,14 strong. L' amo del 14, tondo e a gambo lungo ma con una buona curvatura, ospiterà uno o due lombrichi, innescati a metà corpo, che si muoveranno a penzoloni. Pescheremo lontano da riva e sul fondo, pasturando (dove consentito) con pellets all'halibut da 4 o 6 millimetri. Perché una lenza così rigida e con un terminale così sostenuto? La risposte sono due: le abitudini dei pesci gatto americani e africani, che ho incontrato nelle mie esperienze in notturna vogliono l'esca ferma, immobile; pescando di notte, non conta molto il diametro del terminale, anzi meglio usare un diametro più elevato in caso di catture di peso, spesso armate di denti capaci di tagliare esili finali.

La pesca all'inglese è una reale e concreta alternativa alla bolognese in laghetto. Anch'essa consente di catturare i pesci gatto di notte, grazie all'impiego di galleggianti piombati con porta starlight. Inoltre garantisce il vantaggio di lanci più lunghi, sempre a centro lago, mantenendo una lenza leggera e sensibile (con solo un grammo di piombo!). Aggiungeteci anche il piacere di vedere la piega caratteristica della tre pezzi in azione… e il gioco è fatto! Utilizzeremo una match rod da 4.20 metri ad azione media (5/15 grammi) o una telescopica con montaggi all' inglese da 4 metri (azione massima 30 grammi). Abbineremo un mulinello di taglia 3000 ad alta velocità di recupero, specifico per la pesca all'inglese, imbobinato con uno 0.18 affondante. Completeremo la montatura con uno stopper in cotone, una perlina, un galleggiante piombato 3+1 o 4+1. Fermeremo il segnalatore con un bulk di 4 pallini, poi distanzieremo li stessi dalla piombatura passiva per circa 120 centimetri. Applicheremo altri 3 pallini a distanza di 10 centimetri l'uno dall'altro. Infine chiuderemo la lenza madre con una girella ed un terminale di massimo 30 centimetri dello 0,14/0,16 strong. L'amo sarà sempre un 12 a gambo corto, tondo, sul quale innescheremo uno o due lombrichi a penzoloni. La pasturazione ideale è con pellet all'halibut di 6 millimetri, viste le distanze maggiori da raggiungere.

I nostalgici di quiete, starlight e galleggiante che affonda avranno adesso un'occasione in più da sfruttare, magari in un laghetto non troppo lontano da casa. Non sarà come stare al mare (ne sono realmente consapevole - credetemi), tuttavia penso che quando si va a pesca per provare l'emozione di vedere affondare il segnalatore luminoso, poco conti se in acque salate o in un piccolo bacino artificiale. Aggiungeteci anche il fatto che questi pesci gatto tirano come dei treni impazziti, procurando stress alle attrezzature e mettendo alla prova gli esili terminali. Insomma, non hanno nulla a che invidiare ai fratelli marini. Non saranno coreografici ma poco importa: ciò che conta è pescare e liberare la mente, nel pieno dell'estate, durante le caldi notti di luglio e agosto!

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Classe 1983, vive da diversi anni nel Nord Italia occupandosi di marketing digitale. Dopo una lunga esperienza nelle acque pugliesi dell'Adriatico, frequenta da tempo gli spot del Trentino, Veneto e Lombardia. È un pescatore esperto, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila followers. È autore di due romanzi d'amore e pesca, oltre ad essere poliedrico collaboratore di riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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