In Carpodromo con la Mini Roubasienne

Col passare degli anni, alcune tecniche hanno subito mutamenti, perfezionamenti, evoluzioni. Possiamo vederlo con la bolognese, con la pesca all'inglese, col feeder fishing ad esempio. Una specialità che è cresciuta, al punto tale da avere una branca interna concepita prevalentemente per il mercato italiano è stata la pesca a roubaisienne. Si, proprio la pesca nata a Roubaix in Francia, esportata in Italia e in Inghilterra, che ha saputo adattarsi ai diversi contesti locali. Nell'ultimo decennio, la roubasienne si è espansa nei carpodromi, mantenendo comunque un'importanza fondamentale in canali e fiumi. Parallelamente allo sviluppo di canne costose, lunghe e leggere, il mercato si è evoluto con la proposta di attrezzi più corti, sempre ad innesti e con la stessa concezione del mandrino di una roubaisienne, contestualizzato però ai laghetti popolati da carpe e grossi carassi, da pescare nel sottoriva.

Pesca a roubasienne in carpodromo

Oggi siamo in Alto Adige, in una fishery che volgarmente potremmo definire carpodromo. Ho scelto di affrontarlo con la roubasienne, quindi pescherò in modo preciso, utilizzando una canna ad innesti di 9,5 metri, che mi consente di catturare le carpe a metà sponda o nel sotto riva. Una canna così è definitita comunque roubasienne? (si chiederà qualcuno) La risposta è positiva anche se, ad onor del vero, dovremmo chiamarla mini-roubasienne. Il concept dell'attrezzo è lo stesso, con la differenza però che il numero di pezzi è inferiore e il pesce si recupera con un kit 2 pezzi, dato che l'acqua delle fishery non è particolarmente profonda. Ovviamente, trattandosi di attrezzi corti, non sono costruiti in carbonio altissimo modulo bensì in alta resistenza: sia per mantenere i costi e rendere queste canne accessibili a tutti, sia perchè dovranno confrontarsi con pesci impegnativi che non vanno certo sul sottile!

Carpe a roubasienne nel sotto riva o a metà sponda

Solitamente, nei canali o nei corsi d'acqua più ristretti, si tende a pescare a roubaisienne lambendo l'altra sponda. È radicata convinzione che il pesce sia lì, ma non è sempre così. Nelle fishery, specie nel periodo estivo, il pesce è sotto riva, magari a galla o a metà carpodromo. In quelli che sono allungati ma stretti, quindi non a forma circolare, il pesce può esser quindi pescato in un punto intermedio. Ecco che una mini-roubasienne di 8 o 9,5 metri è l'ideale. Non solo! Non ha costi esagerati e con 250€ portiamo a casa un attrezzo di buona qualità, con 2 o 3 kit (punte - per chi non lo sapesse) che possono montare elastici di varia dimensione. La pesca, quindi, si effettua a metà sponda, o nel sotto riva evitando di innestare il calcio della canna. Ciò favorirà l'incontro con carpe di media-piccola dimensione, pronte a sfoggiare giovani muscoli e tirare come treni.

Attrezzature, montature e strategie

Avete comprato una mini roubasienne, magari incuriositi dal buon prezzo e volete cominciare. Da dove si inizia? Beh, innanzitutto dalla canna. Una 8 o 9,5 metri è l'ideale, specie se corredata da almeno 2 punte. Fate montare al negoziante due elastici sulle punte (kit 2 pezzi - cima e sottocima spesso con sistemi di innesto veloce), magari di dimensione 1,8 mm e 1,4 mm. Li utilizzerete entrambi a seconda delle prede: 1,8 mm per le carpe più combattive, 1,4 mm per quelle più piccole. Dotatevi di una spray bar da panchetto se fate fatica a mantenere la canna in mano per più di 2 ore. Inoltre, acquistate un rullo: nella fase di montaggio e smontaggio della roubasienne per pescare con le punte, dovrete necessariamente appoggiare due o più sezioni sul rullo, per evitare che la canna si graffi trascinandosi per terra. 

Quanto alle montature, direi che per cominciare con questa avventura c'è bisogno di semplicità: galleggianti da 0,3/0,8 grammi di vario tipo (come in foto), filo madre dello 0,20, terminale di 20 centimetri in diametro dello 0,16/0,18 e bulk di pallini a completa taratura del segnalatore d'abboccata. Regolate la lunghezza della lenza in base alla profondità finale, lasciando una banniére (ovvero scarto) tra galleggiante e cima della canna non superiore al mezzo metro. Innescate pure del mais, lombrichi, pellet. Pasturate con mais o pellet. Date inizio alle danze montando la roubasienne, montandola, maneggiando il kit e ricomponendo il tutto. Entrate in pesca con precisione e vi sembrerà già di essere padroni di una tecnica semplice ma chirurgica, più della canna fissa e della bolognese. Il resto lo sapete già, è fatto di pesca e recupero di pesci divertenti, che tirano più di un treno quindi... buona fortuna!

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Nato nel 1983, pugliese d'origine e trentino d'adozione. Autore di due romanzi d'amore e pesca, interamente autoprodotti, si occupa di marketing digitale in una pluripremiata agenzia di comunicazione. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci in provincia di Trento, Verona e Mantova. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila fan in tutta Italia. Vanta collaborazioni con riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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