Pesca a ledgering con attrattori luminosi

Nella mia scaletta di improrogabili impegni alieutici e professionali, le pescate a ledgering in autunno rappresentano una tappa fissa da qualche anno. Dopo un’intera estate passata pescando a spinning e al colpo, in torrenti, fiumi e laghi del Trentino, l’arrivo della stagione fredda coincide con la frequentazione di placidi laghetti di pesca sportiva dove applicare tattiche e strategie innovative per la pesca a ledgering. Tutto ciò perchè l’autunno è un periodo particolarmente delicato per i ciprinidi e per pesci gatto: sono sospettosi dopo esser stati “punti” per decine di volte durante l’estate; si avvicina l’inverno e devono immagazzinare nel proprio corpo sostanze nutritive prima del letargo. La pesca a ledgering, che si inserisce in questo contesto, è sensibilmente diversa da quella praticata in primavera, perchè il pesce è molto più smaliziato rispetto all’inizio della stagione calda. L’aggressività è minore e la propensione ad abboccare è sensibilmente più bassa.

 

Come vincere la diffidenza di carpe e pesci gatto

Il ledgering, ed in particolare la tecnica del method feeder, ci viene in aiuto perchè propone in un unico boccone sia l'esca che la pastura. Carpe, pesci gatto, tinche e storioni apprezzano molto la presentazione dell'esca suggerita dal method. Tuttavia bisogna seguire alcuni stratagemmi per vincere contro eventuali pescatori concorrenti nelle nostre vicinanze, che potrebbero influenzare i pesci con la stessa tecnica. Oppure, se l'obiettivo è cercare il big o fare numero, affidarsi ad alcuni consigli testati sul campo può essere molto utile. Partiamo dal principio: pasturazione a base di pellet. Si, proprio il caro vecchio pellet all'halibut, in formato da 2 millimetri, dovrà essere preparato sul luogo ed utilizzato come pastura. Perchè l'halibut? Semplice. È oleoso, grasso, calorico, proprio ciò che serve al metabolismo dei pesci prima di entrare in letargo.

 

Personalmente utilizzo una retina della Preston al cui interno immetto 150/200 grammi di pellet (sufficienti per una pescata di 3/4 ore), da bagnare poi in una bacinella sempre della Preston, venduta in allegato con la rete che vedete in foto. Immergo i pellet in acqua e li mantengo per 4 o 5 minuti, finchè non raggiungono la giusta consistenza. Poi libero la bacinella dall'acqua e il gioco è fatto. I pellet sono pronti per essere utilizzati sul method. 

Impiegare attrattori e integratori luminosi

La marcia in più arriva dalle ultime novità di mercato proposte dalla Sonubaits. Per carità, non ho alcun interesse nel promuovere questi prodotti. Ve ne prego da esimermi da considerazioni circa pubblicità occulta perchè non è proprio il mio caso. Voglio parlarne perchè ho ottenuto lusinghieri risultati con un mix derivante sia da alcuni granelli della linea Lava Rocks, sia dagli integratori della linea Lava, sempre commercializzati da Sonubaits e presentati in foto. C'è una sostanziale differenza tra questi attrattori ed integratori biodegradabili al 100%, impiegabili in tutte le acque (assicuratevi che non ci sia un divieto specifico!). I Lava Rocks sono degli attrattori, perchè i frammenti colorati non hanno alcun odore, ma quando sono in acqua rilasciano particelle colorate che incuriosiscono le prede, specie in ambienti poco profondi o con acqua chiara. L'effetto dura qualche minuto e conferisce al method maggiore visibilità rispetto ad un classico pasturatore caricato solo con pellet.

 

Come caricare il method con Lava Rocks

I frammenti Lava Rocks vanno appoggiati sullo stampino del method feeder come primo strato di pastura. Non vanno inumiditi, bensì devono risultare secchi e non bagnati. Poi bisogna mettere nello stampino i pellet, che copriranno i Lava Rocks. Infine seguirà l'esca, costituita da una boile o un pellet (scegliete voi) da mantenere al naturale, o integrare con i Lava in formato gel. Schiacciate sul pulsante dello stampino, liberate il method con delicatezza e otterrete quanto mostro in fotografia: un method feeder colmo di pellet con un'integrazione di Lava Rocks al centro del pasturatore

 

Esche da integrare con i Lava in versione gel

Se ciprinidi, pesci gatto e storioni non dovessero aggredire le esche in tempi brevi, nonostante le sollecitazioni imposte dai Lava Rocks, c'è un altro asso nella manica da sfoderare nelle situazioni difficili. Sto parlando dei Lava di Sonubaits in versione gel, ovvero boccette che contengono soluzioni liquide dall'alto potere attirante che lavorano secondo due obiettivi: rilasciare un richiamo colorato costante e continuo; donare all'esca un gusto forte e inebriante, tale da lasciare poco scampo ad un pesce curioso. Un po' come avviene per i "Go" da carp-fishing... tecnica che ha ispirato la realizzazione di questi integratori magici. I Lava a gel, inoltre, vanno applicati sul pellet o sulla boile prima di comprimere tutto con lo stampino del method feeder. Quando la pastura contenuta nel method si disgregerà, rilascerà un una nuvola colorata irresistibile a cui nessun pesce potrà restare indifferente.

 

Tanti gusti per ingolosire le prede autunnali

I Lava in versione gel, diversamente dai Lava Rocks, sono disponibili con diverse colorazioni e con gusti differenti. Sono solito integrare il pellet con lo stesso gusto del Lava, quindi per un pellet all'halibut scelgo la boccetta nera all'halibut; per un pellet alla betaina impiego la boccetta verde alla betaina e così via. Per le boiles, mi piace innescare le varianti pop-up, e donare quel tocco di creatività e gusto con un sapore opposto. Ad esempio, per una boile alla cioccolata, farcisco l'innesco con del gel all'ananas, oppure al formaggio, all'aglio. E continuo così per creare un effetto olfattivo contrario che, molto spesso, piace a ciprinidi e company.

 

Stratagemmi che fanno la differenza

I miei campi di prova sono i laghetti in Alto Adige che stanno diventando sempre più complesso per via di agonisti ed esperti pescatori che, in primavera e d'estate, pescano sempre più di fino, causando nel pesce parecchia sospettosità. Tre anni fa, quando la pesca al colpo ed il feeder erano tecniche praticate da nicchie di pescatori, le prede non si lasciavano pregare in alcuna stagione dell'anno. Due anni fa sembravano aver fatto la scuola elementare per via di una maggiore malizia nell'abboccare. L'anno scorso probabilmente erano già al liceo. Quest'anno, invece, pescare è diventato sempre più complesso, sembrano infatti essersi laureati con lode. Ciò accade sia per la pressione di pesca, sia perchè ognuno cerca di ingannare le prede con sistemi arzigogolati che hanno purtroppo risultati negativi, sempre più controproducenti. Pescare con uno stratagemma che stuzzica i pinnuti sia dal punto di vista olfattivo che visivo, è proprio ciò che serve per vincere contesti dati quasi per spacciati. Fatelo anche voi. I risultati non mancheranno!

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Classe 1983, coniugato, vive a Trento. Nella vita si occupa di marketing digitale al servizio di Archimede, pluripremiata società di marketing e comunicazione trentina. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci del Trentino e dintorni: divulga la pesca a spinning, al colpo, il ledgering e la trota lago. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network. Inoltre vanta collaborazioni passate con PescareOnline, I Segreti dei Pescatori, Pescare, il Pescatore d'acqua dolce e realtà aziendali italiane e internazionali quali Trabucco, Decathlon Italia (marchio Caperlan), Rizov, Cogitech, Piscor, Sport Sile. Inoltre è top contributor per il blog di Pescaloccasione.

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