Pescare nelle rogge

Corsi d’acqua artificiali che regalano emozioni enormi!

Le così dette Rogge sono opere idrauliche molto presenti nelle zone pianeggianti della nostra Penisola, e la loro origine può essere fatta risalire tranquillamente all’Evo Antico, quando le popolazioni locali, e poi i romani, provvedevano già al tempo a concepire e realizzare sistemi “collaterali” di irrigazione dei campi, captando l’acqua direttamente da grossi fiumi o importanti canali, caratteristici ad esempio del territorio pertinente al Piano Padano.

La Roggia non è mai troppo ampia, è un corso d’acqua realizzato dall’uomo che funge da “viadotto principale” dal quale scaturiscono tanti ruscelli che irrigano i campi, la profondità di una roggia e sempre decisamente relativa e la vegetazione prolifera sia sugli argini che sul fondale (essendo molto spesso le acque delle rogge regolarmente depurate grazie ad appositi sistemi) facendo si che, insieme ad essa, proliferino anche le molteplici specie ittiche che il pescatore può insidiare, con diverse tecniche, ed in diversi periodi dell’anno, con risultati talvolta anche maggiori e più soddisfacenti di quanti ne possa regalare il fiume stesso dal quale la Roggia ha origine.

Riguardo alle specie ittiche presenti in una roggia, occorre sempre considerare che esse sono le medesime che popolano il fiume che da origine alla roggia stessa, ma con un vantaggio in più: come accennato poco sopra, le acque della roggia sono molto più pure rispetto a quelle del fiume dal quale la stessa ha origine, di conseguenza la presenza di pesci come Salmonidi (nelle rogge particolarmente ossigenate), Cavedani, Savette, Lasche, Varioni, Barbi ma anche Carpe, Tinche, Alborelle ed, aimè, Pescigatto (nelle rogge caratterizzate da acque più calme e calde) è ben massiccia. In altre parole: il pescatore può insidiare quasi tutte le specie ittiche presenti nelle acque interne della nostra Penisola in una roggia.

In quanto alle tecniche di pesca che il pescatore può utilizzare allorquando decide di recarsi al cospetto di un roggia è opportuno dire che esse sono molteplici, è possibile variare dalla pesca al colpo in generale alla passata con canna bolognese, si può optare per uno spinning leggero con esche artificiali o mini spoon da torut area, o anche scegliere la classica tecnica “al tocco” con zavorre ad olivetta da massimo 1 g di peso, senza dimenticare la pesca a mosca (laddove la vegetazione arborea circostante ne consenta la pratica).

 

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