Pesca a feeder autunnale in lago

Un autunno come quello del 2020 non si vedeva da anni. Fresco, talvolta rigido, nebbioso e meteorologicamente stabile. Insomma, una mezza stagione di quelle che non eravamo più abituati a vivere, a causa dei cambiamenti climatici. Per carità, niente da dire alla volontà del Padre Eterno Meteorologico. Tuttavia devo ammettere che non ero affatto preparato ad un periodo così freddo: temperature massime di ottobre mai superiori ai 15 gradi e le minime che hanno lambito anche i 5/7 gradi in piena notte. E la pesca, com'è andata? Lo scoprirete adesso. Ho in serbo per voi un articolo tecnico che vi spiegherà cosa ho dovuto ingegnare per catturare pesci infreddoliti e spaventati

Feeder Fishing in autunno

La pesca a feeder, chiamata anche ledgering o pesca col pasturatore, è praticabile tutto l'anno, specie nei laghi naturali e artificiali. In autunno e in primavera è capace di dare il meglio di sé. La motivazione è molto semplice: il pesce cambia abitudini e tende a rifugiarsi sul fondo perchè è proprio qui che trova nutrimento. Nelle condizioni più complesse, il ledgering si è sempre rivelato un jolly a mio favore. Ho voluto testarlo durante questo autunno che non passerà inosservato a causa del Covid e di una penuria ittica senza precedenti. Ottenere risultati però, non è stato semplice. Ho dovuto escogitare qualcosa di insolito, sia a per ciò che riguardava la pasturazione, sia per la struttura della lenza.

Pastura alla betaina: un elemento da non sottovalutare

Quando ho visitato il lago Euganeo a Padova (piccolo specchio d'acqua cittadino), mi sono trovato dinanzi alle classiche condizioni di un lago naturale a inizio ottobre. Il freddo, la nebbia, l'acqua verdastra e le foglie che cadono lentamente. Il pesce che è un po' abulico, poco disposto a navigare in superficie ma stazionario sul fondo, a poca distanza da riva. Come incuriosirlo? Come stuzzicarlo? Spesso si pensa all'esca e meno alla pastura. L' errata convinzione che le pasture da feeder siano tutte uguali e che basti qualcosa di dolce, magari al pastoncino, è assolutamente errata. Nei momenti di incertezza occorre stimolare le prede con alternative concrete: pasture black a base di farina di pesce oppure... la betaina! Si, proprio lei. La betaina, sostanza che determina un colore verde, dal sapore dolce e dalla meccanica lenta, ideale per acque tendenti alle basse temperature.

Ho mescolato la betaina in una ciotola in PVA. Le ho conferito una buona consistenza, poi ho aggiunto due manciate di caster. Notate il particolare del feeder: la scelta è ricaduta su un open-end feeder Matrix da 20 grammi con alette. Una soluzione che ha garantito una certa lentezza nello scioglimento del composto ed una buona stabilità del pasturatore su un fondale sconosciuto. I caster, opportunamente secchi e privati di acqua, sono stati rilasciati sul fondo, creando maggiore attività per il pesce che ha cominciato ad incuriosirsi dopo la prima mezz'ora fatta di attesa snervante. 

Il Powergum e l'innesco misto

Autunno fa rima anche con sensibilità. In primavera ed in estate siamo abituati alla pesca a feeder con pesci che tendono ad essere aggressivi. Mordono l'esca, abboccano e scappano via. Poco importa (talvolta) che sia montato un semplice anti-tangle: con la stagione calda, il pesce fa più sconti ed è realmente affamato. E tra ottobre e novembre? Quando le temperature si abbassano, il metabolismo di carpe, pesci gatto, carassi e tinche cambia notevolmente. Il pesce ha meno fame, è meno aggressivo e diventa più sospettoso (anche se peschiamo a fondo). La soluzione al problema si chiama power-gum. Trattasi di uno spezzone in un materiale simile al silicone, che va posto tra la lenza madre e il terminale. Lo trovate in molti negozi di pesca e andrebbe comprato ad occhi chiusi: consente, infatti, di rendere la lenza più morbida, più sensibile, più delicata. Inoltre attutisce i colpi del feeder in fase di lancio e di caduta sull'acqua, evitando fastidiosi grovigli col terminale.

L' innesco poi è l'ultimo dettaglio da menzionare, che ha una dinamica un po' particolare. Mi piace ingolosire attraverso un boccone rozzo, grossolano ma efficace. Guardatelo bene! Lombrico quasi contorto su se stesso, bigattino rosso e caster. Una bomba, vero? Innesco altamente attirante, decisamente proteico e di sicuro movimento. Tra il bigattino e il lombrico, fermati entrambi dal caster appuntato all'amo, c'è un gran muoversi in acqua. Ciò che potrebbe desiderare proprio una tinca, una carpa o un pesce gatto... prede che ho collezionato nel padovano, in un sabato rigorosamente autunnale, salvato da un po' di astuzia e tanta buona volontà.

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Nato nel 1983, pugliese d'origine e trentino d'adozione. Autore di due romanzi d'amore e pesca, interamente autoprodotti, si occupa di marketing digitale in una pluripremiata agenzia di comunicazione. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci in provincia di Trento, Verona e Mantova. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila fan in tutta Italia. Vanta collaborazioni con riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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