Mormore in notturna con la pesca a fondo dai moli

D'estate il mare si risveglia e regala a noi pescasportivi una ventata di possibilità. Non solo pesca con la bolognese, ledgering, inglese ma pesca a fondo. Si, per questa volta parliamo di pesca a fondo, mirata alla cattura di un pesce diffuso lungo la nostra penisola, amante degli anellidi. Signore e signori, la mormora! Durante una mia infruttuosa uscita in notturna a ledgering ho avuto modo di osservare in pesca un caro fan del nostro sito, Antonio, che ci farà da Cicerone per l'introduzione nel mondo delle mormore: a molti sconosciuto, familiare per altri. Nel caso della pesca in Puglia, la mormora pone dinanzi ad una distinzione tra catture effettuate a surf-casting presso litorali sabbiosi e pesca a fondo (o beach ledgering - ma non saremmo corretti) dai moli, spingendo le lenze su fondali sabbiosi. I sofismi sulla classificazione della tipologia di pesca lasciano il tempo che trovano, ciò che conta realmente è la mole di catture e la qualità di un metodo che funziona e non lascia scampo a mormore indecise ed abuliche.


Scopriamo la mormora

Cerchiamo di definire l'identikit di questo pesce, soprannominato zebra del Mediterraneo. Essa si riconosce per le striature verticali che le coprono il corpo, ovale ed allungato, con un muso a punta e labbra carnose. La taglia media si aggira sui 250 grammi, la classica porzione da ristorante. Nelle sue abitudini alimentari riconosciamo il continuo cercare nel fango e sabbia il proprio cibo, infatti condizione necessaria per la ricerca della mormora è la presenza di fondali di questo tipo. La dieta, quindi, è composta da vermi marini, piccoli molluschi e crostacei di vario tipo. Il periodo migliore per la cattura di questo perciforme è l'inverno. Riscuote altrettanto successo l'estate e l'autunno. Media risposta la si ha nel periodo primaverile.


Tecnica, innesco e montatura long arm

La pesca alla mormora, sia d'inverno che d'estate, richiede leggerezza. Alla fine degli anni '90 sono nati attrezzi specifici per questa disciplina (le vecchie Mitchell Mormora o le stesse Daiwa Mormora). Ebbe inizio l'era del beach ledgering, con fusti discretamente rigidi, anelli a doppio ponte e cimette multicolor, che permettevano una rapida segnalazione dell'abboccata, senza troppi fronzoli. Col tempo la produzione di attrezzi volti alla cattura del perciforme si è sempre più specializzata ed oggi possiamo contare una vasta scelta di canne per ogni esigenza. Antonio, il nostro amico ritratto in foto, ha utilizzato due canne da surf-casting con azione 80-120 grammi. Si tratta di modelli light e polifunzionali, armate di mulinelli per le pesca a fondo (Daiwa grandezza 5000 - Shimano modelli 7000-8000).

Montatura per la pesca alla mormora

La scelta del monofilo nel mulinello ricade lo 0,18 e lo 0,22 con uno shock leader dello 0,50/0,60 multifibra. Lungo il trave faremo passare un piombo scorrevole da 3 once, coadiuvato da due perline, che evitino intoppi con la girella. Per irrigidire il terminale long arm, al fine di evitare garbugli, è buona norma inserire lungo la girella un pezzo di scoubidou siliconico . Il terminale sarà di 100/120 cm dello 0,20 con un amo del 8/12 a gambo lungo. L'innesco rappresenta l'incognita principale. Per evitare la rottura dell'arenicola, le mani sapienti di Antonio hanno utilizzato un ago specifico. Il verme va dapprima inserito lungo l'ago, poi agganciato all'amo lungo l'estremità opposta dell'ago stesso. Qui faremo percorrere l'arenicola lungo il gambo e la paletta, per alcuni centimetri di scarto come segnato nella didascalia. Un innesco corpulento ben fatto non lascia scampo! Lanceremo a 60/70 metri dalla nostra postazione, senza troppo forzare, e poseremo le canne lungo un treppiedi. In caso di scarsa visibilità, inseriamo uno starlight lungo la vetta della canna con gli appositi sistemi studiati dalla Stonfo.


Conclusioni

La notte rimane il jolly nella manica. Le ore buie sono sicuramente quelle più indicate per pescare e mormore. La diffidenza scende e si avvicinano alla costa, specie perchè l'attività di sub e natanti diminuisce. Dobbiamo essere lì pronti ad affrontarle con canna e mulinello, lanciando dove prevediamo il pascolo dei pesci. Quando le sessione di pesca con l'arenicola è a pieno regime, possiamo sostituire momentaneamente quest'esca con il muriddu o, per sperimentare, col coreano. Le catture saranno sicuramente minori, ma non ci troveremo col portafogli dissanguato (cosa che lamentano molti amanti della pesca a fondo).

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Nato nel 1983, pugliese d'origine e trentino d'adozione. Autore di due romanzi d'amore e pesca, interamente autoprodotti, si occupa di marketing digitale in una pluripremiata agenzia di comunicazione. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci in provincia di Trento, Verona e Mantova. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila fan in tutta Italia. Vanta collaborazioni con riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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