Apertura della pesca alla trota in torrente

Ultima domenica di febbraio. Anzi, febbraio. Per centinaia di migliaia di pescatori, me compreso, febbraio è il mese della trota. Anche se, per via di regolamenti provinciali differenti, la possibilità di tornare a pescare la trota avviene in alcuni casi a gennaio, in altri a marzo, febbraio (e l'ultima domenica) resta comunque un appuntamento più o meno stabile per tutti. Ci si avvicina a questa data con particolare fermento, sia emotivo che piscatorio, perchè si torna a pescare la regina del torrente dopo mesi di stop causato dalla normativa nazionale che chiude la pesca al 30 settembre (in Trentino al 31 ottobre - solo mosca e spinning no-kill). Detto questo, si fa necessario consultare i regolamenti anno per anno, aggiornarsi sui cambiamenti delle acque in concessione, verificare lo stato delle attrezzature e dei corsi d'acqua prima di avventurarsi nella prima battuta di pesca alla trota in torrente dell'anno. Ho scelto, quindi, di realizzare una sorta di "vademecum d'apertura", per citare il famigerato articolo di Roberto Barbaresi, pescatore che stimo e rispetto. Nel 2007, infatti, realizzò un pezzo che conservo ancora tra i miei link preferiti, dove forniva una serie di spunti utili per il trotaiolo pronto per cimentarsi nell'apertura. Anni ed anni più tardi, col permesso dello stimatissimo Roberto, vorrei contribuire a questo vademecum con un mio punto di vista, basato sull'esperienza degli ultimi anni acquisita pescando la trota in torrente in Trentino.

Pesca alla trota in torrente con la teleregolabile

Quando si parla di pesca alla trota in torrente si intende solitamente la pesca alla trota al tocco, con la canna teleregolabile. Potremmo parlare anche di pesca alla trota in torrente includendo anche lo spinning, ma preferisco restringere la visione, almeno per questa volta, e concentrarmi su una specialità tutta italiana. La pesca alla trota in torrente va effettuata attraverso una canna teleregolabile, ovvero un attrezzo telescopico, che va dai 4 ai 10 o anche 13 metri in carbonio alto modulo. Su di essa va montato un piccolo mulinello, a frizione anteriore oppure a bobina coperta. Sicuramente sarà già nel bagaglio tecnico di molti pescatori, ma qualora foste sprovvisti, consiglio di acquistarne una non troppo lunga (una 7 metri può essere ottima per iniziare) così da fare pratica e crescere tecnicamente. Se foste invece già in possesso della teleregolabile, occorrerà toglierla dal fodero, controllare le giunture, verificare l'apertura e la chiusura della canna nelle varie sezioni dove sono presenti le boccole in teflon. L'operazione ha lo scopo di verificare eventuali graffi sul carbonio, oppure lesioni del mandrino che impediscono la corretta chiusura o apertura della canna in pesca. Fatto ciò, è buona norma controllare anche lo stato del monofilo nel mulinello. Questo, per pescare la trota in torrente, dovrà preferibilmente essere di colore giallo o arancione. Il motivo di una colorazione così vistosa è nella visibilità in pesca. Trovandoci infatti a pescare nelle buche, un filo da pesca colorato permetterà di individuare meglio la disposizione della lenza o della corona da trota.

Piombi, corone da pesca alla trota, spiraline e pendolini

Successivamente al check-up di canna e mulinello, il bravo trotaiolo ha l'obbligo di fare ordine nella borsa da pesca (o nel gilet), per comprendere lo stato della minuteria necessaria per pescare in torrente. L'inventario completo prevede la presenza di spiraline, pendolini, piombi (il classico pallettone per intenderci) e le corone da trota. Una buona scorta di questi prodotti si fa necessaria per preparare una serie di lenze che potranno essere agevolmente reperite proprio nel giorno dell'apertura. Il pallettone, per esempio, sarà utile per la pesca nelle buche. Il pendolino, invece, per contrastare la corrente e tentare la cattura della trota su correntine o piane nei torrenti più ampi. La spiralina, invece, resta utilissima per far rotolare il piombo lungo i sassi che compongono il letto del torrente. Infine le corone da trota, simili a cartucce dei cacciatori per via delle scalette inserite nelle pance del gilet, saranno praticamente obbligatorie per effettuare la passata nelle buche o in corrente. Tutto questo ben di Dio dovrà essere controllato, eventualmente collaudato oppure acquistato, e inserito nel gilet o nella borsa assieme ai terminali per la pesca alla trota in torrente. Solitamente ho l'abitudine di preparare degli spezzoni da mezzo metro e poi di un metro dello 0,16/0,20, montando ami variabili tra il 6 e il 10, tutti a gambo lungo e specifici per l'innesco di camole o lombrichi. Li ripongo in due scalette diverse, a seconda della lunghezza, e li apro solo quando sono arrivato sul torrente. Elimino il filo in eccesso, lo aggancio alla girella e sono subito in pesca. Consiglio di fare lo stesso anche per voi. È la soluzione migliore alle lenze precostituite che potremmo costruire da casa, spesso standardizzate e poco pescose.

Esche per la pesca alla trota: camola e lombrico

L’ apertura della pesca alla trota è sempre più prolifica con esche naturali quali camole, lombrichi ed il pesciolino vivo. Tralasciando questa variante, che personalmente non pratico, affrontare il torrente con delle camole e dei lombrichi di media misura è pressochè obbligatorio. Andremo in negozio il giorno precedente all’apertura, quindi compreremo una scatola di vermi di terra di dimensione media o grande (il tipico mezzano da laghetto può andar comunque bene) ed una scatola di camole, meglio se selezionate e di grossa dimensione. I bocconi corpulenti, infatti, possono fare la differenza in caso di acque chiare o velate, ma comunque fredde. In particolare, le camole sono molto gradite alle trote che saranno seminate qualche giorno prima. Avere anche la variante colorata, tipo quelle rosse, può rappresentare un jolly in presenza di molti pescatori e pesci disturbati. Non sono del parere che le camole sintetiche possano sortire buoni effetti: talvolta ho notato pescatori fare l’apertura con queste esche, di derivazione più legata alla trota lago che trota torrente. I risultati sono incerti, ma chissà… la fantasia potrebbe premiarvi.

Licenza di pesca e permesso giornaliero

Abbiamo quasi tutto. Manca un check della licenza di pesca e l’acquisto dei permessi giornalieri. Per quanto scontato possa sembrarvi, vi assicuro che non lo è ed i motivi che seguono vi faranno comprendere il perchè. Il primo giorno di apertura muove masse di pescatori. I controlli dei guardiapesca sono pressanti, sia la domenica, sia nei giorni successivi. Perchè rischiare di beccare una multa salata per una dimenticanza sul bollettino da pagare, oppure sulla mancata applicazione di una regola, prevista all’interno della normativa giornaliera? Oltre al pagamento della licenza, è buona norma controllare che non vi siano cambi rispetto all’anno precedente su:

- numero di trote giornaliere da poter trattenere
- impiego di ami con o senza ardiglione
- cambi di zone, imposizione di regimi speciali (no-kill o trofeo)
- misure minime consentite
- divieti per la soppressione di specifiche prede (trota marmorata, ad esempio)
- eventuale indicazione oraria sull’apertura e chiusura dei corsi d’acqua (pesca solo per mezza giornata, ad esempio)

Un esempio concreto riguarda, per esempio, una zona del Trentino in cui pesco da anni, che ha visto dapprima l’eliminazione dell’ardiglione dagli ami nelle acque pronta pesca e, successivamente, il divieto di sopprimere trote marmorate e di ibridi (massimo 1 pezzo). Alcuni pescatori, incuranti delle modifiche nel regolamento, sono stati multati e hanno dovuto cedere il libretto annuale per alcune settimane, come previsto dalla sanzione.

Ultimi consigli per l'apertura di pesca alla trota in torrente

L’ ultimo consiglio che mi sento di donarvi, all’interno di un vademecum di più punti, riguarda il dove andare a pescare il giorno dell’apertura. Quindi, come e dove fare l’apertura? Coloro che conoscono gli spot da anni, saranno al corrente di pregi e difetti di ogni corso d’acqua nel giorno dell’apertura. Pressione piscatoria, temperature, zone d’ombra, possibili nevicate, difficoltà a raggiungere la zona a piedi, pericoli. I pescatori alle prime armi, o anche gli esperti che sono novizi alla trota torrente, sono a corto di consigli e li cercano in rete, spesso trovando racconti non molto veritieri. Personalmente credo che l’apertura, specie per chi vuole viverla come esperienza turistica o come novità, debba essere svolta nelle acque pronta pesca, che prevedono l’immissione di materiale adulto. La pesca è un po’ più facile, le sponde sono conservate al meglio e la presenza di salmonidi richiama sempre qualche pescatore anziano a cui chiedere un parere sulla lenza, o preziose dritte per affrontare al meglio lo spot di pesca. L’affluenza di pescatori potrà scoraggiare, ma basterà svegliarsi presto ed essere a pesca già dalle 7 del mattino per poter vincere gli altri sull’orario e avere a che fare con trote pronte ad aggredire camole e lombrico, per un’apertura a cinque stelle!

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Classe 1983, coniugato, vive a Trento. Nella vita si occupa di marketing digitale al servizio di Archimede, pluripremiata società di marketing e comunicazione trentina. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci del Trentino e dintorni: divulga la pesca a spinning, al colpo, il ledgering e la trota lago. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network. Inoltre vanta collaborazioni passate con PescareOnline, I Segreti dei Pescatori, Pescare, il Pescatore d'acqua dolce e realtà aziendali italiane e internazionali come Trabucco, Decathlon Italia (marchio Caperlan), Rizov, Cogitech, Piscor, Sport Sile. Infine è top contributor per il blog di Pescaloccasione.

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