Impariamo la pesca all'inglese

Sin da piccolo, all'età di dieci anni, avvertivo proficuamente l'essenza della pesca all'inglese, anche se non la praticassi affatto. I video di Checco Casini su L' arte della pesca erano riusciti a conquistare il mio interesse ma, ahimè, ero bambino, non potevo chiedere a "papà" una canna inglese per fare i miei esperimenti. Decisi quindi di ritentare quando sarei stato più ragazzetto. Il primo incontro con la disciplina inglese avvenne nel 1995, quando perfezionai le mie competenze nella pesca alla boga. Ricordo ancora quel signore che andavo a salutare quasi ogni sera che, gentilmente, mi mostrava tutti i trucchi nel pasturare e catturare questo pesce, in velocità e senza errori. Era molto bravo, ho imparato tante cose da lui, peccato poi che non l'ho più rivisto e non ricordi neppure il suo nome. Negli ultimi anni, infine, ho sempre praticato questa metodologia d'importazione anglosassone con le canne a tre pezzi e le telescopiche, le prime in acque interne, le seconde, invece, in mare, dove quando si pesca di notte è davvero difficile montare una tre pezzi.


Ovviamente ho modificato anche le montature a seconda delle diverse potenze dei fusti, tendenzialmente più morbidi con le match rod e più "tosti" con le telescopiche. Ho realizzato diverse e variegate catture, spesso utilizzando una montatura che vi mostrerò nell'articolo. Tradizionalmente sono molto tecnico, ho sempre voglia di sperimentare, infatti l'acquisto delle riviste mensili è proprio un momento di confronto con gli amici giornalisti i quali hanno sempre da proporre qualcosa. 

Come si pesca all'inglese in acqua dolce?

Diversamente da come si potrebbe pensare, preferisco la semplicità, in quanto è forse una delle principali regole del pescare all'inglese. Una tecnica che si pratica con eleganti canne con manico in sughero, costellate di anelli guidafilo (circa 15/18), in tre pezzi. L'attrezzo è quindi particolare, anche il galleggiante non è da meno. In balsa, piombato, o da piombare, in penna di pavone (oppure in plastica, simili a cannucce trasparenti), ha una forma tipica, cioè a bulbo, nella parte inferiore, e a stelo verso l'estremità. Ne esistono numerose varianti, studiate per la pesca a corta, media e lunga distanza, con possibilità di inserimento dello starlight oppure senza, con piombatura intercambiabile o fissa.


L' estremità del galleggiante inglese permette poi di scorrere attraverso il filo, quindi necessita di una perlina ed un fermafilo, reperibile presso il negoziante sotto casa, il quale avrà sicuramente gli stopper preconfezionati. I vantaggi sono sicuramente molteplici: innanzitutto la distanza di pesca, in quanto si possono raggiungere punti desiderati con piombature relativamente leggere, dato che il galleggiante è solitamente capace di trattenere 1 o 2 grammi di piombo sulla lenza. Con la bolognese, invece, saremmo costretti ad usare cipolloni sui 10/15 grammi. Ergo, sensibilità e precisione. Inoltre, assenza di influenza del vento, in quanto il corpo del galleggiante è sommerso in acqua, tranne una piccola parte che è il nostro segnalatore, solitamente arancione o giallo. Infine, non è da meno la possibilità di cambiarlo durante la fase di pesca, scegliendone altri più pesanti o leggeri con la stessa portata, cosa impossibile se pensassimo alla pesca con il galleggiante fisso impiegato sulle bolognesi o le fisse.



Montatura per pescare all'inglese

Vediamo come impostare la montatura (su fondali di 4/5 metri). Supponendo che in bobina ci sia dell'ottimo 0,14/0,16 sinking (affondante), possiamo tentare la soluzione indicata in figura: nodo di fermo, perlina, galleggiante 6+2, magari connesso al filo madre mediante un apposito clip della Stonfo, specifico per la pesca all'inglese. Opteremmo, poi, per un bulk di 3 pallini raggruppati, che potranno essere specifici per questa pesca (solitamente uso gli SSG / AAA / AB ) oppure quelli comunemente acquistabili in negozio. Lo scopo è di mantenere un buon 70% della piombatura nel bulk. Un segreto per evitare garbugli è quello di posizionare per primo un pallino leggermente più pesante degli altri, esattamente dove il galleggiante andrà a fermarsi. Una volta realizzata questa prima parte, potremmo poi lasciare una distanza tra la girella ed il bulk di circa 2 metri. A partire dalla girella, a distanza di 2 cm, posizioniamo un pallino che rappresenti il 10% della restante montatura da piombare. Continuando, a 15/20cm, un successivo pallino, sempre del 10% della piombatura ed ancora un altro, alla stessa distanza, della identica tipologia. Infine, terminale di almeno 25 centimetri ed amo a gambo corto. L' esca migliore è il bigattino misto a mais oppure il ciuffetto di bigattini.


Diamo sfogo alla creatività!

Non ho indicato pesi specifici nella montatura perchè lascio a voi la possibilità di personalizzare il tutto, cioè se pescare con un galleggiante da 1gr oppure 2gr. La montatura resta sempre quella in figura. Cambieranno, invece, le dimensioni e i pesi dei pallini. Ricordate sempre di effettuare una buona pasturazione con gli sfarinati da fondo, misti a bigattini e mais, fiondando ad intervalli regolari e nello stesso punto, per non disperdere il pesce. La pesca all'inglese, infatti, si svolgerà a fondo, quindi sarà d'uopo sondare e posizionarsi a ridosso del fondale. Carassi, brèmes, carpe e simpatiche scardole, saranno le prede tipiche, non resisteranno al tranello ed abboccheranno senza esitazione. Buona parte dei concetti sono applicabili alla pesca in mare, la montatura non cambia tranne che nel terminale che dovrà essere più lungo. Provare per credere!

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino, è l'autore di "Una Vita per la Pesca", il suo primo romanzo interamente autoprodotto. Nato nel 1983, pugliese d'origine e trentino d'adozione. Nella vita si occupa di marketing digitale in una pluripremiata agenzia di comunicazione. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci in provincia di Trento, Verona e Mantova. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di venti mila fan in tutta Italia. Vanta collaborazioni co riviste cartacee, aziende e blog di settore con oltre cento pubblicazioni all'attivo.

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