Pesca alla spigola con bolognese e bigattino

Ferragosto è sinonimo di ferie per tutti. L'impiegato, l'operaio, il manager, il dottore, l'ingegnere, persino lo studente è in vacanza. Le spiagge sono prese d'assalto da bagnanti e turisti da strapazzo mentre i moli e scogliere assorbono l'enorme afflusso di pescatori che si cimentano nella pesca in mare. C'è di tutto: dall'esperto incallito cacciatore d'emozioni all'imbranato cronico, che fa della pesca una questione di "perder tempo". Beh, perder tempo una cippa! Al massimo si valorizza il tempo andando a pesca! Vi è una grande maggioranza che sperimenta per la prima volta la magia della pesca in notturna a caccia di spigole, prede ambitissime per via della qualità delle carni (20€ al chilo per una spigola fresca) che molto spesso divengono un succulento pasto serale con pomodorini e prezzemolo. Oltre al lato prettamente culinario, la pesca alla spigola nasconde un fascino che si cela dietro l'intima sfida tra predatore e pescatore. Vorrei rivolgermi proprio ai giovanotti di primo pelo, quelli che vorrebbero approcciarsi alla pesca alla spigola in notturna ma non hanno le basi per farlo. Molto spesso si tratta di ragazzi che hanno buona conoscenza delle acque dolci ma conoscono poco quanto niente della pesca in mare. Sono in vacanza per qualche giorno, portano dietro la bolognese e una sacca di bigattini ma vivono reali difficoltà nell'impostare una spallinata seguita da un terminale dello 0,08. Nell'allegra brigata che cerca disperatamente la spigola c'è altresì lo zampino del pescatore di mare, che la pratica raramente con risultati alterni. Sbaglia le montature o concede troppa rigidità al finale, ridotto a pochi centimetri. Non c'è problema! Siete in tempo per recuperare! Spiegherò nel dettaglio le basi della pesca alla spigola in notturna col bigattino, cercando di essere il più chiaro ed esaustivo possibile, perchè manca poco a ferragosto e tutti saranno lì, al mare, di notte, alla ricerca della regina!



Rosso di sera, una bella spigola si spera!

Basandomi sulla pura esperienza personale, ho notato che l'attività della spigola raggiunge il culmine di notte in condizioni di mare calmo, alta marea e luna crescente. Oltre alla notte, i momenti migliori restano sempre i cambi di luce: tramonto e alba. Escono dalle tane alla ricerca del nutrimento cacciando tutto ciò che incontrano. Non a caso, le più belle catture si registrano in tale condizione lunare, per via della maggiore attività degli animali (e dei pinnuti, soprattutto). La minore propensione all'abboccata delle notti di luna piena rende più complessa la sua pesca, ma non è del tutto impossibile. Sembrano quasi apatiche e la ricerca di cibo si svolge quasi sempre sul fondo. La taglia estiva delle spigole è comunque ridotta e si assesta tra i 250/300 grammi (minimo "sindacale" da ributtare in acqua) fino agli esemplari da chilo. Chi riesce a pescarne di più grosse prende tutto il mio plauso e l'ammirazione. Non è di esemplari BiG che parleremo nell'articolo. Ci accontentiamo anche di qualche pezzo da mezzo chilo che rappresenta sempre un traguardo per molti. La pesca alla spigola assume, quindi, un fascino unico, che delizia i palati di tantissimi pescatori, giovani e anziani.

Pesca alla spigola in notturna con la bolognese dai moli

La pesca all'interno dei porti è vietata per legge. Molto spesso, però, le autorità sono clementi e ci permettono di pescare alle imboccature quando il traffico di natanti è pressoché inesistente. Il pascolo avviene non molto lontano da riva, perchè molto spesso le spigole vanno alla ricerca di pesce foraggio o di scarti dei pescherecci professionisti. Capita sovente che le spigole sostino presso canali fognari mal depurati, richiamo non indifferente per gli esemplari di grossa mole. Non è raro, infatti, beccare spigole corpulente con all'interno topi o pesci morti, segno che la mangianza avviene anche in zone abbastanza inquinate. Detto ciò, passiamo alla tecnica vera e propria. Pescare la spigola in notturna richiede una canna bolognese dai 6 agli 8 metri ad azione rigida, un mulinello di taglia 2500/3000, alcuni galleggianti con portastarlight nelle grammature da 1 a 2 grammi, pallini di piombo, terminali sottili, ami microscopici e bigattini. Non abbiamo finito, è solo un'infarinatura prima di entrare nello specifico. Una canna lunga permette di effettuare una buona trattenuta dell'esca in condizione di corrente laterale (sia ad entrare, sia ad uscire) mentre un mulinello di taglia 3000, possibilmente a bobina larga, garantisce lanci e recuperi efficaci aiutando il pescatore nella sua impresa. I galleggianti con portastarlight sono utili per vedere le abboccate ad una certa distanza, facendo uso dello starlight (stecca luminosa che si applica sul galleggiante). Il bigattino è l'esca per eccellenza. D'estate ci mostra tutto il suo potenziale quando giochiamo con le spigolette da attrarre in pastura mediante fiondate costanti, richiamandole verso la nostra zona di operatività.



Spigole in trattenuta

A Ferragosto mi piace essere "buono" con tutti e dare spazio ai ragazzi che ci seguono da tanto tempo. Ho scelto di fare una sopresa a Pasquale, Ettore, Giovanni e Fabrizio perchè ho riconosciuto in loro la voglia di condividere le emozioni di una battuta di pesca alla spigola in notturna. Ciò che mi colpisce di questi tre ragazzi è l'assoluta semplicità, mista alla determinazione nell'effettuare una battuta specialistica alla regina. Tutti hanno pescato a bolognese lungo un molo che apre al mare aperto seguendo i dettami basilari della pesca in trattenuta. Questa richiede l'impiego di galleggianti per la pesca in notturna a forma variabile da 1 a 2 grammi (come in foto): carota o goccia a seconda delle condizioni del mare. Seguirà una spallinata composta da 10 pallini regolari, a distanza di 10/15 cm l'uno dall'altro. Se usiamo un galleggiante da 1 grammo scegliamo piombo spaccato da 0,09 - n°7 (numerazione standard) gr mentre con galleggiante da 1,5 gr monteremo quelli da 0,15 gr - N°5. In caso di galleggiante da 2 grammi, mettiamo pure 11 pallini da 0,18 gr - N° 4. Lanceremo il galleggiante e attederemo l'abboccata a filo leggermente teso con la canna bassa, lasciando che la corrente trascini delicatamente il galleggiante. In termini molto sintetici e basilari, questa è la cosiddetta "pesca in trattenuta".



Il terminale è un punto su cui vorrei richiamare l'attenzione. In figura noterete la dicitura tra 0,60 cm e 1 metro. Mi riferisco, ovviamente, a fondali di 3/4 metri dove stendere una lenza morbida e corta allo stesso tempo. In caso di profondità maggiori costruiamo pure uno svolazzo più lungo, anche da 1,5 metri. La limpidezza delle acque estive ci porterà ad acquistare monofili sottili, possibilmente dello 0,10 o 0,08. Minore sarà il diametro del terminale, maggiore sarà il divertimento e la soddisfazione per aver catturato una bella preda con attrezzature ultra-light. Molti pescatori montano il fluorocarbon anche di notte; mi pare più un'esagerazione commerciale che una vera necessità. Le tenebre non permettono riflessi di luce quindi il buon vecchio nylon è da tenere in borsa come se fosse oro.



Come innescare il bigattino?

L'innesco del bigattino assume un'importanza determinante nella riuscita finale della battuta di pesca. Ce ne sono tanti di inneschi in rete, ma pochi hanno un reale livello di dettaglio alla pari dello lo schema che vorrei proporvi. Per effettuare le foto in still life ho utilizzato i bigattini finti montati su un amo senza ardiglione del n° 14. Nella realtà, sono solito consigliare ami del n° 16,18 o 20; con i Gamakatsu 6315, Gamakatsu LS-2270BB o i Tubertini Serie 229 Black Chrome mi trovo molto bene perchè rappresentano la soluzione per la pesca rispettivamente con amo a gambo lungo, senza ardiglione a gambo corto, gambo corto di colore nero con occhiello.

Studiamo gli inneschi passandoli in rassegna:

- Innesco 1: bigattino singolo innescato dalla pancia. Soluzione per spigole sospettose e ami piccolissimi accompagnati da terminali capillari.

- Innesco 2: doppio bigattino, innescato per "gli occhi", ovvero i due puntini superiori. Garantisce la massima mobilità dell'esca e una vitalità molto lunga.

- Innesco 3: doppio bigattino. Il primo innescato per gli "occhi" e il secondo (finale) per la "coda". Conferisce una buona velocità nel recupero dell'esca e si mostra come un innesco alternativo, dotato di un movimento diverso dal solito.

- Innesco 4: doppio bigattino. Il primo è infilato sull'amo per intero, con la coda libera di muoversi. Il secondo resta agganciato per gli "occhi". Innesco molto corposo ma di vitalità piuttosto bassa. Va cambiato frequentemente perchè il primo bigattino muore dopo poco tempo.

- Innesco 5: Triplo bigattino. Due bigattini inseriti per gli "occhi" e uno per la "coda". Innesco voluminoso per pesci aggressivi.

Provateli tutti dando sfogo all'estro creativo che è in voi. Solitamente preferisco l'innesco 1 per le spigole molto difficili e di piccola taglia, l'innesco 3 per la mangianza classica senza particolari artifizi, l'innesco 5 per le spigole tutt'altro che tecniche...



Azione di pesca

La spigola è un predatore. La sua pesca può essere facile e difficile allo stesso tempo. Stasera andiamo a pesca, ne catturiamo 10, ci sentiamo i campioni del mondo, sputiamo sentenze via Facebook su quelli che non ne beccano una e ci corichiamo con l'orgoglio soddisfatto. Domani, invece, torniamo nello stesso punto, con la stessa lenza, con la medesima voglia di fare cagnara e becchiamo un rovinoso cappotto. La spigola è questo: facilità e difficoltà allo stesso tempo. A qualcuno piace definirle "pesce tecnico". Io non sono d'accordo e le chiamo "pesci a quarti". Se hai fortuna e ti trovi nel punto giusto e nel momento giusto, con la marea in picco e la luna crescente (devi avere un'enorme disponibilità di tempo), lo sforzo è ripagato. Se invece sei come Marco de Biase, preso da mille cose, che vuol condurre anche una vita privata tra uscite serali e lenzuola matrimoniali (decisamente più interessante rispetto alla solitudine notturna col monologo pescatore-spigola), sei un po' sfortunato. Ti restano pochi giorni e poche uscite di pesca. Devi dare il massimo per ottenere un rendimento superiore alla norma. La spigola è lì, ti aspetta. Basterà solo migliorare gli accorgimenti. "Accorgimenti"? Si mangiano? Certo, vanno presi prima di iniziare a pescare, possibilmente in pillole o soluzione rettale...ops, volevo dire orale.

L'importanza di sondare il fondale

Scherzi a parte, pescare la spigola a bigattino non è una fumata di sigaretta. L'azione di pesca dev'essere ponderata nei minimi particolari, soprattutto nel sondare e nella pasturazione. Dopo aver montato baracca e burattini, misuriamo il fondale e posizioniamoci ad un palmo dal fondo. Lanceremo con parsimonia e attenzione fiondate regolari di bigattini. Costituiremo una scia costante di larve che permetteranno alle spigole di entrare in "pastura". Così facendo resteranno incollate nella zona e la sfida potrà avere inizio. In certi casi ho visto cambi repentini nelle abitudini alimentari. Prima a fondo, poi mezzofondo e quasi in superficie. Bisogna leggere l'acqua e capire se regolare l'altezza del galleggiante riducendo la profondità di pesca. Molto spesso è la soluzione al mancato riscontro in termini di catture.



Considerazioni finali e invito a non commentare in modo distruttivo

Il web è assolutamente democratico. Se un sito non piace, lo si depenna dai preferiti e restiamo amici come prima. Evitate di ricalcare la taglia dei pesci mostrati in foto con "queste sono spigole da rilascio! Assassini! Io rilascio anche quelle da chilo, vergognatevi!". Un webmaster che si rispetti dev'essere aperto alle vedute altri soprattutto quando lo impone il contesto informatico. L'anonimato della rete è una grossa piaga per i deboli di cuore come me che sono vittime di stupidi doppi sensi pronti a colpire nel profondo. Amo essere un pennivendolo (cit. il mio peggior nemico), per usare una simpatica espressione di un grande pescatore solitario. Adoro la becera carta stampata ove mensilmente propongo raffinate tecniche per polli che abboccano alle offerte commerciali. Mi piace scrivere in libertà, senza censure nè bavagli perchè Pescanet è mio figlio e ci dedico anima, corpo ma soprattutto tempo.

Vivi e lascia vivere

Pescanet è più di un sito. Per me è vita. Pescanet mi ha permesso di conoscere gente, ampliare i miei orizzonti, vivere esperienza indimenticabili, viaggiare, sognare, vivere. Pescanet mi ha presentato l'amore quasi per gioco, grazie all'arte della fotografia. Ora vivo una magnifica storia d'amore che non sarebbe mai nata senza Pescanet. E' anche fonte di lavoro, racconti, articoli, itinerari, news e tutto quello che mi frulla per la testa. Pescanet è impegno e passione. Come tale va rispettato perchè denigrare il lavoro altrui è offensivo e non ripaga nella vita. Lasciate che questi ragazzi si godano un bel ferragosto e possano vivere un'altra gran bella battuta di pesca alla spigola, come quella che auguro a voi.

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Nato nel 1983, pugliese d'origine e trentino d'adozione. Autore di due romanzi d'amore e pesca, interamente autoprodotti, si occupa di marketing digitale in una pluripremiata agenzia di comunicazione. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci del Trentino, Veneto e Lombardia. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila fan in tutta Italia. Vanta collaborazioni con riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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