Il porto di Manfredonia

Prosegue il panorama degli itinerari pugliesi, questa volta con uno spot d'eccezione, famosissimo e frequentato dai pescatori dauni: il porto di Manfredonia. Siamo stati in compagnia di Francesco Palmieri, giovane e promettente membro del Pescanet Team, che ci ha mostrato quest'area portuale decisamente interessante, dove poter praticare tutte le tecniche, dalla pesca al colpo dedicata al cefalo, al ledgering, passando per la pesca all'inglese e il fondo leggero. Alle nostre spalle c'è il Gargano che, nei mesi primaverili, dona una bellezza paesaggistica senza paragoni, fondendo il verde della terra all'azzurro del cielo. Dinanzi a noi il mare, nella sua immensità, che tinge di blu l'orizzonte del golfo.

Non solo cefali al molo di Levante

Il porto di Manfredonia consta di due moli, il primo di ponente ed il secondo di levante. Siamo stati in pesca presso quest'ultimo perchè più comodo da raggiungere, dove l'attività alieutica sembra essere tollerata dalle autorità portuali anche se, ricordiamo, in porto non si può pescare perchè vige un generico divieto di pesca. Detto ciò, rammentiamo che la banchina è abbastanza lineare, mantenendo la profondità media sui 5 metri, a tiro di bolognesi di 6 metri. La marineria è ancora molto attiva, contiamo infatti più di 50 motopescherecci. Forse la crisi del settore non è globale ma dalla pesca, almeno nel nord della Puglia, si può ancora vivere.

Abbiamo concentrato la nostra attenzione nella pesca al pescetto, con boghe agguerrite e salpe divertenti, da catturare con una tecnica di velocità, fatta di tira e molla divertenti, con attrezzature leggere. Per le boghe consigliamo una canna bolognese di 6 metri con uno 0,16 in bobina. Il galleggiante che porgeremo sulla lenza sarà un modello a forma di carota con astina sensibile da 1,5 grammi, come in figura. Lungo il trave monteremo una torpille da 1 grammo e quattro pallini dello 0,24 raggruppati. Infine un microaggancio ed un terminale di 40 cm dello 0,14 che dovrebbe sopportare le sollecitazioni dei denti affilati. L'esca ideale è il trancio di gambero (scampi), verme coreano o pastella. La pasturazione dovrà essere morbida e liquida, con un composto che possa disgregarsi a 3 metri d'acqua, altezza dove individuare la minutaglia di superficie.

Ledgering ai predatori

Lo spazio a disposizione ci permette di tentare la cattura di spigole e orate con la tecnica del ledgering, una delle nostre preferite. Si parte con una canna Trabucco Anthrax Feeder da 3,60 ad azione blanda, con un fusto reattivo e sensibile, al punto da avvertire le minime tocche sul vettino. La lenza segue lo schema mostrato in figura, con un anti-tangle, block-end feeder da 28 grammi della Drennan (appositamente tappato con nastro isolante), perlina parastrappi, girella e terminale di 70 centimetri dello 0,12 Trabucco XPS Fluorocarbon, il migliore in queste circostanze.

Occorre lanciare all'imboccatura del porto, punto di maggior passaggio di pesce che segue la corrente entrante ed uscente per andare in caccia di cibo. La canna va appoggiata su un piccolo treppiedi e, armati di pazienza, attenderemo l'abboccata fatidica. Le tocche sono molto delicate, quasi che muovano il cimino verso il basso e si fermino dopo due o tre tentativi. La prontezza di riflessi intravede il momento esatto per ferrare, proprio nell'istante in cui la lenza perde la tensione e si "ammolla" (termine alquanto tecnico di origine pugliese). Il combattimento va gestito a sangue freddo perchè l'orata è capace di zuccate verso il basso che mettono a dura prova il terminale, provando rotture inaspettate. Nelle ultime fasi del pompaggio, ci fermiamo col guadino in acqua, senza spaventare il pesce ed attendiamo che salga verso l'alto, alternando un lavoro di frizione misto ad anti-ritorno sul mulinello.

Altre tecniche che non contempliamo nel nostro itinerario sono la pesca all'inglese con la penna di pavone e la pesca col vivo, indirizzata alla spigola. Un itinerario semplice, da sperimentare con estro creativo. La pesca di notte, infatti, è un capitolo a parte che non abbiamo ancora approfondito in loco ma siamo sicuri, viste le premesse, che le occasioni per un bel pesce da foto ricordo non mancheranno!

Altre informazioni utili:

Come arrivare: Entrati in Manfredonia procedere per il Molo di Levante. Lasciare l'auto nei punti in cui è permesso parcheggiare. Consiglio un carrello per coloro che portano parecchia attrezzatura, specie se c'è da camminare ed arrivare in punta.

Negozio consigliato: Essepesca s.n.c. in via Togliatti 42 a Manfredonia(FG), tel. 338/4688524, e.mail: essepesca@gmail.com

Punto Mare di Antonio Trimigno, in Viale Aldo Moro 4 a Manfredonia, Tel. 347.1883023.

Nota: Nei porti la pesca è vietata, anche a Manfredonia accade ciò. Le autorità possono essere tolleranti ma non dobbiamo approfittarne.
Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Classe 1983, vive da diversi anni nel Nord Italia occupandosi di marketing digitale. Dopo una lunga esperienza nelle acque pugliesi dell'Adriatico, frequenta da tempo gli spot del Trentino, Veneto e Lombardia. È un pescatore esperto, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila followers. È autore di due romanzi d'amore e pesca, oltre ad essere poliedrico collaboratore di riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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