Il Canale Fissero Tartaro

Durante lo scorso autunno, ho effettuato diverse esplorazioni sui campi gara più importanti del Veneto e del mantovano. Ho conosciuto nuovi spot in cui si tengono le competizioni della coppa fisheries ma, allo stesso tempo, ho approfondito le mie conoscenze alieutiche di un itinerario tra i più conosciuti al Nord: il canale Fissero Tartaro a Ca’ Vecchia. Si tratta di un ottimo esempio di gestione ittica da parte della Fipsas (in questo caso della sezione provinciale di Mantova), che consente a tutti di potersi divertire con tecniche differenti in quasi tutti i periodi dell’anno, anche quando fa freddo e la voglia di pesca è ai massimi livelli. Conosciamolo assieme, parlando sia degli aspetti morfologici che di quelli legati alla pesca in generale.

Il canale Fissero Tartaro

Il canale, che solca la pianura padana in provincia di Mantova, è il risultato di un’opera idraulica sia per necessità agricole che per esigenze commerciali. Il primo tratto si chiama Fissero Tartaro, poi prende il nome di Canal Bianco, ed è un’idrovia che collega i Laghi di Mantova con Venezia. Le sponde sono molto regolari, costituite in cemento, decisamente antropizzate. La larghezza è di circa 50 metri, mentre la profondità al centro è pari a 4 metri circa. È alimentato dall’acqua del Mincio, che riceve a Formigosa e sfocia poi nel Mar Adriatico. Il tratto di Ca’ Vecchia è particolarmente caratteristico: ha la forma di una V con un isolotto al centro. Si pesca solitamente sulla sponda destra o su quella a monte dell’isolotto. Sono tutte comode da raggiungere in auto, grazie alla presenza di strade battute.

Specie presenti

Le catture registrate parlano da sole: brèmes (anche grosse), carassi, gardon, alborelle, carpe, siluri e qualche tinca. La novità del 2019 riguarda la presenza di alcuni cefali, catturati da alcuni pescatori della Ravanelli Trabucco durante la realizzazione di un filmato per il brand parmigiano. Personalmente confermo la presenza di grosse brèmes e interessantissimi carassi, decisamente divertenti. Ho anche pescato pesci gatto, gli stessi dei Laghi di Mantova. Tutto ciò conferma la vocazione dello spot per la pesca al colpo, il ledgering, la pesca all’inglese.

Tecniche praticabili

Come detto poc’anzi, le tecniche che vanno per la maggiore sul Fissero Tartaro a Ca’ Vecchia sono quelle dedicate al pesce bianco. La roubaisienne è la regina incontrastata, sia per la possibilità di fare numero in gara col pesce che si avvicina sotto riva, sia perchè il fondale non è troppo alto ma a portata anche della canna ad innesti. La pesca all’inglese è perfetta per raggiungere le prede al centro del canale. Il ledgering, invece, è un’alternativa, che punta alla cattura dei pesci grufulatori, che si muovono sul fondo. È stata proprio questa la mia tecnica preferita sul Fissero Tartaro, praticata a cavallo tra ottobre e novembre, prima del gran freddo verificatosi a dicembre.

Consigli per il feeder fishing

Sono del parere che un canale come il Fissero Tartaro possa essere affrontato in due modi: sia nella variante leggera, sia nel modo più “pesante”. Ciò perchè l’acqua scorre lenta, lentissima, anzi spesso sembra immobile e solo il vento determina un’increspatura. La prima variante prevede l’impiego di una canna da legdering da 3,30 metri, un mulinello di taglia 2000 ed una lenza costituita da un powergum, pasturatore block-end in plastica da 15/20 gr riempito dai soli bigattini. La seconda proposta, invece, richiede l’ausilio di una canna di 3,60 metri, mulinello di taglia 3000, powergum e pasturatore a gabbietta da 25/30 gr, colmo di pastura black/gialla. Le differenze? Il primo metodo è risultato più catturante nei confronti dei carassi. Il secondo ha dato il meglio di sé con le brèmes, abituate ad entrare in pastura.

Al prossimo itinerario e... buon divertimento!

Altre informazioni utili:

Per pescare nel canale Fissero Tartaro è richiesta la licenza di pesca di tipo B ed il tesserino FIPSAS. Entrambi i documenti devono essere in corso di validità.

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Nato nel 1983, pugliese d'origine e trentino d'adozione. Autore di due romanzi d'amore e pesca, interamente autoprodotti, si occupa di marketing digitale in una pluripremiata agenzia di comunicazione. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci in provincia di Trento, Verona e Mantova. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila fan in tutta Italia. Vanta collaborazioni con riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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