Lago di San Giuliano a canna fissa

Quando sei al San Giuliano respiri aria di natura, dal profumo bucolico. Parlare di lago o invaso è decisamente riduttivo perché il San Giuliano è più di un bacino destinato a scopi irrigui. Trattasi di un’opera conclusa nel 1957, finanziata dal Piano Marshall, che ha visto lo sbarramento del fiume Bradano nel suo corso intermedio, che lambisce Matera in località la Martella. Tutto ciò ha permesso il proliferare di un ambiente acquatico notevole, che presenta pesci quali carpe, carassi, anguille, brèmes, scardole e grosse alborelle. Oltre ai nostri pinnuti, il San Giuliano offre riparo a numerose specie di uccelli come il falco, il capo vaccaio, l’airone, il cormorano e tanti altri. La particolare morfologia del luogo, unita all’enorme quantità di verde, con folte foreste e prati verdeggianti simili a quelli “inglesi” hanno fatto del San Giuliano una vera e propria riserva naturale, riconosciuta anche con una legge regionale (n.39 del 2000). Attualmente il San Giuliano è teatro di competizioni regionali per i team della Basilicata, vinte a suon di carassi, scardole e alborelle.



Riscoprire la canna fissa. Parlarvi di un itinerario nuovo è sempre complesso: le cose da dire sono tante ma dobbiamo concentrarle in meno di 5000 battute. Per questo motivo concentreremo l’attenzione su una tipologia di pesca un po’ dimenticata, talvolta bistrattata. La canna fissa è rimasta in voga al San Giuliano per tanti anni, a causa delle sue enormi doti di velocità e reattività alle catture. Durante la nostra esplorazione, Marco de Biase ha avuto modo di testare la pescosità del lago in una breve sessione di pesca impostata in velocità alla scardola, con una lunga canna di nove metri, su fondale di circa 3,5 metri.



L’azione di tira e molla si è svolta proprio agli inizi del campo gara, accanto al famoso “alberello” che segna il confine con l’ultimo picchetto interno. L’impostazione da adottare per una pescata di successo prevede l’utilizzo di un supporto poggia-canna centrale che funga da sostegno per i momenti di riposo, concepiti come pause tra una scardola e l’altra.



In questo frangente è opportuno pasturare con mais e pastura gialla, a base di pastoncino, che cada direttamente sul fondo e possa sfaldarsi in velocità, per attrarre pesce in quantità con una meccanica veloce, senza lasciare scampo alla minutaglia che regna incontrastata.



La montatura per le scardole. La geometria formulata per la pesca delle scardole parte dalla mia voglia di affrontare diversamente il campo gara. Giusta o sbagliata che sia, mi sento di proporvela per il suo assoluto divertimento. Trattasi di un’architettura di lenza molto morbida, che permette la calata dell’esca in maniera graduale, con una piombatura più concentrata nella parte terminale e meno pesante man mano che si sale verso il galleggiante. L’alternativa è l’uso del pallino di piombo o torpille. Vediamola meglio, con uno sguardo nel dettaglio.



Su un fondale di 3,5 metri circa, pescheremo con le lunghe 8/9 metri, montando un galleggiante da 1,5/2 gr grammi. Il terminale è composto da uno spezzone di 0,12 di 30 cm, armato di un amo Tubertini Serie 2 n° 16. Una girella collega il terminale alla lenza con tre pallini che andremo a stringere in sequenza. Tra questi ed i successivi tre intercorrono 20 cm. In seguito, venti centimetri dagli altri due due ed infine 20cm dall’ultimo pallino singolo. La spiegazione dello schema avviene egregiamente in figura, con il disegno che abbiamo preparato per voi. La particolarità di questa lenza risiede appunto nel suo essere dinamica in condizioni di poca corrente, condizione spesso ricorrente al San Giuliano.



Paradiso anche per lo spinning. Il San Giuliano non offre solo possibilità di praticare la pesca al colpo. Gli appassionati di spinning possono cimentarsi nella ricerca di grossi black bass, attivi sia nei pressi del campo gara, al margine dell’ansa dove vi è una sorta di “palude” con ostacoli sommersi e piante acquatiche, sia lungo la sponda a due passi dalla diga.



Qui la pesca al boccalone è praticata attraverso l’uso di worm sapientemente manovrati a piccoli strappi, oppure con il cucchiaino ondulante e piccoli minnow. Altresì valide sono esche che imitano rane ed insetti in silicone, esche graditissime ai bass come l'esemplare pescato dal nostro collaboratore Pantaleo de Gennaro.

Altre informazioni utili:

Viabilità: dopo aver passato l'abitato di matera, continuate sulla SS7. A pochi chilometri dal lago vi è una stazione Q8 sulla destra. Dopo dirca 300 metri dal distributore di benzina vi è lo svincolo per il lago. Proseguite per la strada principale che vi porta direttamente lungo la sponda nord del San Giuliano. Il campo gara è nei pressi di un'ansa ben raggiungibile in auto.

Permessi: Non vi sono particolari restrizioni, occorre la licenza di tipo B.

Negozio consigliato: Pesca Sport Matera, Via San Pardo, 36 tel.347 0742546 .
Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Nato nel 1983, pugliese d'origine e trentino d'adozione. Autore di due romanzi d'amore e pesca, interamente autoprodotti, si occupa di marketing digitale in una pluripremiata agenzia di comunicazione. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci in provincia di Trento, Verona e Mantova. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila fan in tutta Italia. Vanta collaborazioni con riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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