Ritorno a pesca dopo la quarantena

Ho pescato per l'ultima volta sabato 7 marzo. Come tanti di voi, ho lasciato le canne da pesca in cantina e sono rimasto ai box per giorni, per settimane, per mesi. L'epidemia da Covid19 mi ha impedito di andare sulle amate acque del Trentino: laghi, torrenti e fiumi sono rimasti un piacevole ricordo in cui rifugiarmi con la fantasia, durante le diverse fasi della quarantena. È stata veramente dura vedere lo strato di polvere che si accumulava sui fusti delle canne, sugli anelli, sui mulinelli. Per sentire meno la mancanza di carpe, trote e carassi, ho pulito e sistemato l'attrezzatura più volte, rendendomi conto però che ero impotente dinanzi al quadro normativo che non consentiva di praticare la grande passione che mi fa compagnia dalla tenera età di nove anni.

Sono tornato a pesca domenica 10 maggio e ho scelto di disertare le acque correnti per frequentare un piccolo laghetto di montagna dalle mie parti. Ho visto troppi filmati di pesca al colpo su Italian Fishing TV durante l'isolamento forzato, quindi la voglia di quel muco tipico da scardole e carassi era alle stelle. Quindi la scelta è ricaduta sul mio primo amore delle acque dolci: il ledgering light, proprio come lo praticavo quando vivevo in Puglia, ovvero con Powergum e feeder open end colmo di pastura. Uno sfarinato alla fragola, di colore rosso, farcito con del mais (i negozi erano chiusi, quindi ho dovuto arrangiarmi con ciò che avevo). A distanza di sicurezza, dall'altra parte del laghetto, avevo la piacevole compagnia di Giovanni, fan sfegatato di Pescanet che spesso mi segue nelle uscite del weekend.

Il risultato? In una sola parola: Carassiata! Tanti carassi di media dimensione ad allietare una giornata diversa dal solito, considerando ovviamente i due mesi chiusi in casa. Una chicca invece per Giovanni: cavedanaccio a pelo d'acqua, catturato fiondando piccoli chicchi di mais e presentandone uno quasi appuntato sull'amo. Una pescata memorabile non tanto per il quantitativo di prede, bensì per l'essere tornato a pescare. Una passione che credevo sarebbe stata seriamente compromessa dal Covid-19  e non avrebbe potuto riprendere almeno fino all'estate. Invece, per fortuna, il peggio sembra passato!

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Nato nel 1983, pugliese d'origine e trentino d'adozione. Autore di due romanzi d'amore e pesca, interamente autoprodotti, si occupa di marketing digitale in una pluripremiata agenzia di comunicazione. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci in provincia di Trento, Verona e Mantova. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila fan in tutta Italia. Vanta collaborazioni con riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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