Carpe e Storioni al Laghetto La Fonte

Erano settimane che non scrivevo più nulla sul mio blog. Gli impegni di pesca e l’estate che avanza non mi hanno concesso tregua, nemmeno per dedicarmi alla stesura di un racconto. Ma, per fortuna, è arrivata la settimana di Ferragosto, un vero e proprio toccasana per pianificare uscite di pesca volte al Big Fish. Avvertivo la voglia di pesci con dimensioni fuori dal comune, da pescare con una canne rigide, terminali al di sopra dello 0,20, pellet di buona dimensione e con un pizzico di pazzia che da tempo mi contraddistingue. Passato il temibile ponte di Ferragosto, complice l’assenza di traffico sulla A-22, ne ho approfittato per regalarmi qualche ora di puro divertimento in uno spot della provincia di Verona. Il famigerato Laghetto La Fonte (già recensito su Pescanet) è stato il teatro di una magnifica battuta di pesca che vorrei documentarvi nei dettagli, cattura per cattura, ora dopo ora.

  

Il laghetto La Fonte a Villafranca di Verona. Per chi non lo conoscesse, il laghetto La Fonte si trova a Villafranca di Verona ed è un grazioso lago di pianura con acqua cristallina, ricco di carpe di tutte le taglie, storioni, qualche black bass e cavedano ma, soprattutto, di trote, solo però nel periodo invernale. Presenta una forma quasi trapezoidale, sponde regolari e una profondità media che non dovrebbe superare gli 8 metri nei punti centrali. Durante la stagione estiva, che si concluderà a fine settembre, è possibile pescare carpe e storioni con un permesso giornaliero, quindi si presta perfettamente per la pratica del ledgering mirato alla cattura di esemplari di una certa mole. Chi, invece, preferisce la pesca con le robuste bolognesi da laghetto, può certamente effettuare una battuta di pesca sottoriva, dove il pesce non manca e regala parecchie soddisfazioni. Segnalo la necessità di impiegare il materassino e un guadino con un’apertura minima di 60 centimetri, per consentire tutte le operazioni di recupero e slamatura del pesce nel massimo rispetto (e sicurezza) verso i pesci che popolano il laghetto.

   

Il racconto: le carpe del Laghetto La Fonte. Le interminabili code di Ferragosto in autostrada sono solo un ricordo. Dopo essermi svegliato di buon’ora, percorro la A-22 e in quasi un’ora di cammino sono a Villafranca di Verona. Mi sento emozionato e sono esaltato all’idea di catturare qualche bell’esemplare di peso che possa deliziare il palato dei tanti fan che mi seguono su Facebook. Arrivato al laghetto La Fonte mi rendo subito conto della presenza di pesce già in piena attività! Ci sono pescatori impegnati nel recupero di qualche pesce e si avverte, inoltre, del movimento a pelo d’acqua, sicuramente di ciprinidi o di qualche simpatico storione, la cui ultima immissione risale al mese di giugno. Mi posiziono quasi al centro del lago, sulla sponda più lunga e rettilinea. Monto l’attrezzatura, preparo le esche e in meno di un quarto d’ora sono già operativo con una canna da ledgering destinata al Big Fish: il test curve, infatti, della Greys Prodigy Specialist Feeder è di 1,50 libbre, quindi la canna si presenta perfetta per contrastare le poderose fughe delle carpe. Primo lancio, poi attesa pari a meno di dieci minuti. Partenza improvvisa, sfuriata della frizione, canna piegata… evvai! La prima cattura è una carpa di dimensioni discrete, che nonostante la stazza non proprio esagerata, sprigiona una forza in combattimento degna di sorelle molto più corpulente. L’acqua del laghetto, ben ossigenata, è fattore decisivo per la riucita della battuta di pesca, perchè il pesce combatte, non lascia scampo al pescatore, genernado una soddisfazione dopo l’altra. Porto la preda al guadino e immortalo la prima cattura del giorno con un autoscatto. Torno subito in pesca e dopo qualche minuto sono nuovamente all’opera con una cattura, poi ne arrivano ancora due, una terza e una quarta carpa, che decido di fotografare per mantenere vivo il ricordo della battuta di pesca al laghetto la Fonte. Tutte le prede cadono ingorde su un po’ di pastura Karma Method Mix, adagiata su un method feeder Drennan da 25 grammi, che nasconde al suo interno un pellet da 8mm al gusto halibut o spicy sausage della Sonubaits.

   

Pesca allo storione. Dopo pranzo mi sposto nel punto di incontro tra due sponde. Qui avverto subito alcune dinamiche differenti rispetto alla postazione preccedente: il pesce si muove anche a galla ma non solo. Talvolta qualche storione fa capolino con la sua pinna e ci sono anche diverse bollate provenire dal fondo. Cambio canna e imposto una montatura differente. Sempre method feeder ma, almeno per questa seconda parte della giornata, preferisco impiegare i pellet non con hair rig ma attraverso la semplice bait band. Ho voglia, infatti, di cacciarmi nei guai con pellet Sonubaits Band'um che non restano sul fondo ma si muovono verso l'alto, come le boiles pop-up. Questo perchè ho voglia di tirare su qualche storione curioso che, facilitato dal pellet rialzato dal fondo, può ingoiare più facilmente l'esca e dare inizio ad una poderosa fuga. La storia a volte si ripete e, come un anno fa, sempre al laghetto La Fonte, questo stratagemma mi da ragione: sbam, è arrivato lo storione! Il combattimento ha subito inizio e il pesce si fa subito notare grazie ad un salto in stile olimpico, che spaventa il sottoscritto perchè improvviso e quasi insperato. La canna è piegata ai massimi livelli, la frizione canta meglio di Pavarotti (non me ne voglia il grande Luciano) e il monofilo in tensione stride più di un acuto del mitico Lou Gramm, ex Foreigner che spesso mi fa compagnia durante i pomeriggi a pesca grazie alla radiolina sempre al seguito. E' una lotta corpo a corpo, di quelle che che ti consumano nei muscoli e nello spirito. Lo storione tira come un treno, è in ottima salute e mi impegna non poco. Ultime forzature laterali e poi si accascia nel guadino, agitandosi quando lo tiro fuori dall'acqua! Un esemplare di notevole pregio, dal corpo grigio, con una fisionomia perfetta, simile quasi ad un missile terra aria.  

   

Siamo ancora agli inizi della sfida contro gli storioni ma l'aria si è fatta frizzantina. Ho voglia di catturarne altri, di posare nuovamente con catture di peso, perchè Pescanet è anche condivisione delle sfide più estreme, come quelle di oggi con gli storioni del laghetto La Fonte. Torno in pesca con la stessa soluzione precedente e commetto qualche piccolo "liscio", poi catturo una carpa cuoio e un piccolo storione albino, piccolo portafortuna del giorno. Il tempo scorre ma gli storioni non si fanno desiderare. Un'ora prima della fine avverto un'improvvisa impennata della cima. La canna parte in acqua e solo grazie alla prontezza di riflessi riesco a ferrare con leggero ritardo. Vi giuro, qualcosa di impressionante! Incomincia un nuovo esilarante recupero, ancor più difficile del precedente, perchè la mole del pesce o la vitalità sembrano essere maggiori. La canna si piega in modo rocambolesco, quasi a raggiungere il manico. Il monofilo è una lama tagliente che connette rischiosamente pescatore e pesce. Da un lato un pescione, verosimilmente uno storione. Dall'altra ci sono io con tutta la forza che mi ritrovo nel braccio. Un improvviso triplo salto carpiato decreta quasi la fine del recupero e, quasi distrutto, dopo un'ultima fuga, lo storione si abbandona ed entra nel guadino con non poche difficoltà. Siamo a quota due e la soddisfazione stampata sul mio viso raggiunge livelli apocalittici. Davvero una grande cattura che rimarrà nei ricordi più reconditi del cuore. Ma non finisce qui! Ultimo lancio, ultimo storione... si, un altro storione, di dimensioni leggermente minori, attacca l'esca sul fondo e recita la parte del cattivo con improvvisi scossoni seguiti da capriole spettacolari. Mister storione non ha scampo e, dopo quasi un quarto d'ora di tira e molla, entra nel guadino e viene posato sul materassino. Three is a magic number recitava una canzone. Non posso che essere d'accordo!

   

Non solo pesca al laghetto La Fonte! Oltre all'aspetto alieutico, il laghetto La Fonte ha dato il meglio di se anche in cucina. Come forse alcuni di voi sapranno, il laghetto offre anche un ristoro ideale per il pescatore che vuole passare l'intera giornata a pesca. Durante la mia fortunata esplorazione odierna, tra un turno e l'altro, ho assaporato i piaceri della buona tavola con un pranzetto sfizioso a base di lasagnette (primo piatto) e cotoletta con patate (secondo), accompagnando il tutto con dell'ottimo vino veneto. Prima di concludere ne approfitto altresì di ricordare che a disposizione dei pescatori ci sono grigliate miste di carne, piatti tipici, polenta arrosto e molto altro. 

Vorresti pescare anche tu al laghetto La Fonte? Scopri l'itinerario su Pescanet!

Alla prossima 

 

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Classe 1983, coniugato, vive a Trento. Nella vita si occupa di marketing digitale al servizio di Archimede, pluripremiata società di marketing e comunicazione trentina. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci del Trentino e dintorni: divulga la pesca a spinning, al colpo, il ledgering e la trota lago. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network. Inoltre vanta collaborazioni passate con PescareOnline, I Segreti dei Pescatori, Pescare, il Pescatore d'acqua dolce e realtà aziendali italiane e internazionali come Trabucco, Decathlon Italia (marchio Caperlan), Rizov, Cogitech, Piscor, Sport Sile. Infine è top contributor per il blog di Pescaloccasione.

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