La pesca al femminile

Quando si pensa alla pesca viene automatico immaginare a un mondo tipicamente maschile, ma non è così. Le caratteristiche tipiche di questa passione sono infatti prettamente femminili, come la pazienza e la sensibilità. Non si direbbe, vero? C'è dell'altro. Il problema di “assenteismo” nel mondo della pesca da parte delle donne riguarda soprattutto l’Europa o l'Italia. Altrove non è così. In America, infatti, molte ragazze pescano, sfoggiano liberamente ottime catture e non sono oggetto di schemi mentali, merito forse di un senso di parità dei sessi molto più sviluppato rispetto al nostro. Inoltre, osservando ciò che accade oltralpe,  ciò che mi preme sottolineare è che la ragazza a pesca non è quella dell’immaginario tipico maschile. Personalmente non sono mai andata a pescare in costume da bagno con fianchi e curve in evidenza, nè tantomeno, con vestiti succinti (come invece piacerebbe all'uomo medio). A pesca sono esattamente il contrario della femminilità: classici stivaloni cosciali o scarponi, pantaloni ormai usurati, maglietta e felpa a quadrettoni. Perché va bene essere donna, ma bisogna adattarsi alla circostanza e  la comodità viene prima di tutto. Non dimentichiamolo: la pesca è un'arte per entrambi, maschi e femmine!

 

Le prime difficoltà per una donna a pesca

Inutile negarlo, la prima difficoltà che ho dovuto superare è stata proprio quella del pescare dei pesci veri, la cui vita si avvertiva tra le mani. E non morti, come i pesci sul banco della pescheria. È stato un po' un problema perché noi donne abbiamo, generalmente, quel senso di empatia e sensibilità più sviluppato rispetto ad un uomo, che ci porta a provare più dispiacere nei confronti di un altro essere vivente che soffre. Non è stato facile superarlo, ma alla fine ce l’ho fatta. Questa lotta interiore, che si è combattuta nel tempo, mi ha portato ad avere molto più rispetto per i pesci. Altra difficoltà è stata andare oltre l’iniziale diffidenza da parte degli altri pescatori. In quanto donna rappresentavo infatti un’eccezione o meglio una minoranza. Di conseguenza tendevo a ricevere sguardi di scherno e di disapprovazione da parte di altri pescatori vicini. Ogni volta che mi recavo in un lago di pesca sportiva ogni mio lancio era sottoposto ad un severissimo controllo da parte degli altri avventori. Sbagliare qualcosa nel lancio significava scatenare l’ilarità dei pescatori presenti. Non amavo molto quei posti: mi piaceva di più rifugiarmi nei miei torrenti, lontano da critiche, dove l’unico giudizio che ricevevo era il mio, ma non pensate che fosse meno severo. Ho passato giorni interi a “castigarmi” per l’aver sbagliato una ferrata o l’essermi appesa ad un ramo con la lenza!

 

Gli aspetti positivi di essere una donna a pesca

Fortunatamente l’essere donna e pescatrice mi ha portato anche tanta gioia e soddisfazione. Molti pescatori, infatti, hanno accolto positivamente la mia passione per la pesca. Gli altri, inizialmente diffidenti, hanno imparato ad apprezzarmi e a riconoscere il merito delle mie catture. Potrà sembrare una banalità, ma credo di aver dato, in qualche modo, una spinta verso qualcosa di nuovo semplicemente pescando. Pescare mi ha permesso di visitare posti magnifici, spesso raggiungibili solo risalendo il fiume, luoghi che non avrei mai neanche pensato che potessero esistere. La pesca ha insegnato a conoscere un lato introspettivo di me stessa ed a testare i miei limiti. Grazie alla pesca ho avuto modo di conoscere persone concrete, reali. Ho scoperto un mondo unito da una stessa passione, dove l’interesse comune non è solo il prendere il pesce della vita ma il benessere delle nostre acque.

 

Andate a pesca con il vostro partner!

Vorrei terminare la mia personale riflessione sulla pesca al femminile con un invito rivolto a tutti i pescatori: portate le vostre mogli, fidanzate o, perchè no, coinvolgete le vostre figlie a pesca. Cercate di trasmettere questa passione alle donne. Non ve ne pentirete! E voi, care amiche, fatevi portare a pescare!  Il poter condividere una giornata di pesca in compagnia di una persona amata è un’emozione da provare. La pesca infatti ha l’incredibile potere di creare unione ed intimità. Inoltre sarebbe bello poter vedere una maggiore presenza femminile lungo i fiumi o le sponde di un lago. Forse così l’immagine delle ragazze che pescano potrebbe assumere un significato diverso, più paritario. Se il vedere una donna pescare non rappresentasse più l’eccezione sarebbe già una grande conquista. Perché d'accordo che la pesca è forse una cosa da uomini, ma c’è posto anche per noi donne.

Carlotta Giliotti

Carlotta Giliotti

Da Milano si è trasferita in provincia di Parma per essere più vicina ai suoi amati torrenti dell’Appennino, che lascia solo per qualche avventura nell’arco alpino. Pratica la pesca al tocco alla trota per la maggior parte dell’anno, ama però dedicarsi anche alla pesca dei ciprinidi.

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