Pesca alla trota con l'Area Trout

L'inverno non da tregua alla Puglia, ormai colpita periodicamente dal maltempo. L'accumulo idrico crescente nelle dighe (Locone, Basentello, Occhito) è sicuramente una buona notizia per la prossima primavera, ma la voglia di pesca ha ormai raggiunto livelli inostenibili e siamo tutti in astinenza da pesce! Ogni weekend sembra ripetersi sempre lo stesso copione: bel tempo dal mercoledì al venerdì, sabato variabile, domenica temporale! E così, settimana dopo settimana, l'acqua del mare si raffredda, riducendo l'attività anche dell'inossidabile cefalo. I cappotti sono comuni a tutti gli amici di Pescanet, dalla Garganica città di Manfredonia alla Salentina Torre S. Isidoro. Talvolta, tra una giornata di maltempo e qualche sprazzo di sereno, ci è permesso andare a pesca, concentrando le attenzioni in tecniche e spot dove le catture non mancheranno. La trota lago colpisce l'interesse di tanti appassionati di Puglia e Basilicata, sia per la certezza nella cattura, sia per la comodità di pescare in un ambiente sempre riparato. Dopo alcune battute di pesca, la tremarella e lo striscio iniziano a stancare il pescatore abituato al mare, che desidera nuovi stimoli, che lo rendano partecipe di belle catture con un impegno sempre più dinamico. La soluzione all'apatia da trota lago c'è e si chiama "Area Trout Game".




Area trout nel 2012 (come si praticava anni fa, ora non più!)

Il light rock fishing lo conoscete tutti. Ve ne ho parlato nel maggio scorso con un articolo da manuale (chi vuole può approfondire). Un sabato pomeriggio, complice la pazzia piscatoria di Leofishing (vice-presidente dell'Associazione Pescanet), decidiamo di fare un test di spinning in laghetto con le esche artificiali da light rock fishing, creando l'ibrido tecnico intitolato "Area Trout Game". Qual è lo scopo? Divertirsi con un'evoluzione tattica dello spinning. Insidieremo la trota con canne ultra-leggere da 2 metri circa e esche siliconiche, attraverso l'impiego di testine piombate da 1,5/2 grammi. Tutto questo è possibile perchè di solito, per regolamento, nei laghetti sportivi è permessa la pesca con un solo amo, munito di esche naturali (camole, caimani, vermi) e artificiali (pastelle, grub), mentre i cucchiaini ondulanti e i minnow sono sempre vietati, salvo rarissimi casi. In alcuni casi possiamo incontrare gestori che impongono la pesca solo con la camola, negandoci la pratica dell'Area Trout Game. Cerchiamo sempre di informarci prima di pescare, chiedendo un eventuale "permesso" personale al titolare dell'impianto.



Le esche per l'Area Trout Game che usavamo nel 2012

La minuteria è ridotta al minimo. Utilizzeremo piccole teste piombate da 1,5 grammi (in figura noterete i modelli Ecogear e Decoy) con ami dal n°6 al 10. Per le esche c'è l'imbarazzo della scelta. Durante la sessione in laghetto abbiamo testato la famosa "ranocchietta" di Molix (Freaky Rock), due imitazioni di vermi della Panther Martin, di colore fucsia e giallo fluorescente. Il test è proseuito con i piccoli grub Yamashita, i Molix Sator Worm e gli ottimi Ecogear Shirasu, aromatizzati con aminoacidi. Col tempo noterete differenze apprezzabili in termini di catture per ogni esca, perchè il movimento in acqua cambia a seconda della stimolazione impressa dal pescatore. Cercate di scegliere modelli piccoli, di grandezza limitata, perchè le trote immesse nel laghetto saranno interessate alle camole dei concorrenti ma, tra queste, dovranno incontrare un'alternativa pronta ad incuriosire l'appetito.



Le differenze tra la trota lago e l'Area Trout Game

Nell'Area Trout Game abbiamo due stili di recupero: costante e "saltellante". Il primo è la replica di ciò che avviene nella trota lago: si lancia la testina piombata, la si recupera lentamente, effettuando una leggera tremarella con la punta della canna. In questo caso, le esche con coda ondulante (Yamashita, Molix, Shirasu) funzioneranno al meglio, almeno nelle prime fasi della pescata, quando le trote sono aggressive e mangiano "a piombino", a tre quarti di fondo, rincorrendo tutto ciò che capita dinanzi ai loro occhi. Simulano sia l'effetto elica, sia quello della coda ondulante, micidiale per la trota in caccia! Il recupero "saltellante" è un po' diverso dal salterello. In mare ha lo scopo di simulare il movimento di un verme o di un crostaceo sulla sabbia (indicato per ghiozzi e scorfani). In laghetto non possiamo certo comportarci come se fossimo in mare, perchè la trota non è un pesce con abitudini stanziali da buca. Per questo motivo impareremo a far saltellare l'esca sul fondo con dei margini di recupero molto più ampi, simili a veri e propri start & stop da applicare con esche differenti. In questo modo richiameremo le trote con i movimenti classici della camola, come stessimo pescando a galleggiantino. I primi tre modelli hanno un corpo tozzo e non sono provvisti di coda. La Freaky Rock di Molix sarà innescata con trote abuliche e ferme sul fondo. Le Panther Martin potranno svuolgere un diversivo, attraverso un recupero lento, alternato a pause di durata media.



Area Trout: una tecnica da provare!

Gli spinner d'acqua salata potranno migrare le tendenze alieutiche verso l'ambiente dulciacquicolo, improvvisando l'Area Trout Game, un vero e proprio modo alternativo di intendere lo spinning in laghetto. Le catture sono davvero emozionanti: una dopo l'altra, le trote cadranno nella trappola dell'artificiale ben presentato, manovrato in modo abile e sicuro da chi di spinning se ne intende. Chi è alle prime armi può affinare le conoscenze in materia di spinning con i rudimenti di teste piombate e artificiali siliconici. Questi diventeranno futuri parametri per la pesca di spigole e black bass, ma prima di volare alto ci faremo le ossa proprio sulle trote, un tempo ricercatissime prede dello spinning italiano.

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Nato nel 1983, pugliese d'origine e trentino d'adozione. Autore di due romanzi d'amore e pesca, interamente autoprodotti, si occupa di marketing digitale in una pluripremiata agenzia di comunicazione. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci in provincia di Trento, Verona e Mantova. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila fan in tutta Italia. Vanta collaborazioni con riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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