Pesca a Floating Feeder con pastura

La pesca a ledgering, negli ultimi anni, ha subito innumerevoli evoluzioni. Non solo dal punto di vista tecnico, bensì anche per ciò che concerne la tipologia di approccio al pesce. Dico questo perchè, da essere una pesca che si praticava solo sul fondo, con l’utilizzo di un piombo o di un pasturatore, si è sviluppata una corrente che punta a ricercare il pesce negli strati superficiali. Una pesca alternativa, interessante, che ha destato parecchia curiosità e, dopo circa due anni di test sul campo di carpodromi, laghetti e acque minori del Triveneto, ho deciso di divulgare su Pescanet. Questo perchè, col passar del tempo, mi sono reso conto che le abitudini dei pesci tendono a mutare e solo l’avanzare della tecnica e della strategia riesce ad assicurare risultati interessanti, che scongiurano il rischio di insuccessi. Detto questo, vediamo la principale differenza tra ledgering e feeder fishing.

 

Pesca a Ledgering e Feeder Fishing: simili, ma non identici!

Io stesso, più volte, ho commesso errori e chiedo scusa a tutti i lettori. Per ledgering si intende una tecnica che, obbligatoriamente, si svolge sul fondale, a prescindere da piombo singolo o pasturatore (con pastura o bigattino). Il piombo o il pasturatore lavorano sul fondo, e il pesce mangia sul fondo. Si usa il feeder fishing quando si impiega una tecnica di pesca con un pasturatore piombato, ma non si effettua necessariamente sul fondo: può avvenire anche a galla. La differenza è sottile, e comprenderla è particolarmente importante per parlare in modo corretto. È utile, altresì, per capire come mai si parla di floating feeder, ovvero un pasturatore che consente di lanciare quantitativi di esche o pasture, e di posizionarsi a pelo d’acqua, consentendo poi al pesce di abboccare su esche galleggianti.

 

Quando pescare a floating feeder

Pescare col floating feeder non è sempre possibile. L’ambiente idoneo è sicuramente il lago, il laghetto, il carpodromo, oppure canali con corrente lentissima. Non è una tecnica da pesca in fiume perchè la corrente disperderebbe la pastura, allontanando i pesci in breve tempo. Prima però di pescare a floating feeder, assicuratevi che il regolamento di carpodromi e laghetti a pagamento ve lo consenta. Dico ciò perchè non sempre è possibile pasturare, o se si può farlo, potrebbero presentarsi limitazioni. Le foto dell’articolo sono state effettuate in specchi d’acqua dove la pasturazione era ammessa solo a sfarinati o solo a bigattino. Ho dovuto scegliere, quindi, tra due pasturatori con potenzialità diverse: i chummers e i chompers.

 

Floating Feeder: Chummers e Chompers

Pescare a floating feeder è possibile grazie all’invenzione di due tipologie di pasturatori. La Nisa, distribuita da Tubertini, propone sia i chummers che i chompers. Anche altre aziende producono questi prodotti, e possono attribuire nomi differenti. La sostanza non cambia. I chummers sono cage feeder (pasturatori a gabbietta) concepiti per il rilascio di pellet, pastura e granaglie. Esiste una variante, che non presenta una gabbietta ma dei fori ed un corpo meno bucherellato, realizzata dalla Trabucco, e prende il nome di Airtek floating Open Feeder. In foto potrete vedere tutti questi pasturatori, di taglia small, medium e large. I primi sono i Nisa, i secondi sono i Trabucco. Con la gabbietta, il rilascio è immediato. Senza gabbietta, il rilascio è meno veloce. Entrambi lavorano a galla e sono particolarmente indicati per la pesca estiva a carpe, amur, pesci gatto, storioni e altri pesci che si posizionano a pelo d’acqua per cercare cibo.

Montatura per il floating feeder: il caso del Chummers

In questo articolo esamineremo il caso del Chummers o dell’Airtek floating open feeder di Trabucco nella variante da sfarinato. La montatura apposita è particolarmente semplice. Passate sulla lenza un primo stopper, poi una girella con moschettone o un’apposito connector per la pesca a feeder. Inserite un altro stopper. Poi chiudete la lenza con una girella, ed infine collegate un terminale di 40/50 centimetri al massimo, dello 0,16/0,18 o superiori in caso di pesce di peso sostenuto. Applicate il floating feeder sul moschettone o sul connector. Serratelo con i due stopper, mantenendo una distanza dall’amo di circa un metro. Non c’è altro da fare, se non innescare uno o due chicchi di mais, bigattini, pezzi di pane o pellets e micro-boles. Poi, successivamente, bisogna caricare il pasturatore con uno sfarinato.

 

Trucchi e strategie per risultati eccezionali

La pesca a floating feeder non è affatto statica, come si potrebbe pensare. Anzi, c’è un dinamismo piuttosto inaspettato: molto spesso, l’abboccata è quasi immediata, solitamente in calata. Ecco perchè mi piace pescare con la canna tra le mani, anzichè appoggiarla sugli appositi sostegni. Poi, dopo alcuni minuti, l’effetto della pastura svanisce, quindi occorre caricarne altra e lanciare nuovamente, in attesa della prossima abboccata. Oltre all’aspetto più alieutico, ci sono anche trucchi e strategie per ottenere risultati sorprendenti. Il primo riguarda le esche: meglio pellet, micro-boiles galleggianti, caster, bigattini o chicchi di mais (quello bianco è micidiale!) anzichè lombrichi o esche non voluminose che passano inosservate. Il secondo, invece, riguarda la pastura: preferisco impasti che esplodano in superficie lasciando un alone a cui nessun pesce può essere indifferente. Ecco che pasture alla fragola, o quelle rosse da cavedano, giocano alla meglio nel floating feeder, garantendo ottime catture, frutto della curiosità dei ciprinidi e dei pesci gatto che trovano spesso irresistibile il richiamo sonoro e gustativo di cibo caduto miracolosamente dal cielo.

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Classe 1983, coniugato, vive a Trento. Nella vita si occupa di marketing digitale al servizio di Archimede, pluripremiata società di marketing e comunicazione trentina. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci del Trentino e dintorni: divulga la pesca a spinning, al colpo, il ledgering e la trota lago. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network. Inoltre vanta collaborazioni passate con PescareOnline, I Segreti dei Pescatori, Pescare, il Pescatore d'acqua dolce e realtà aziendali italiane e internazionali come Trabucco, Decathlon Italia (marchio Caperlan), Rizov, Cogitech, Piscor, Sport Sile. Infine è top contributor per il blog di Pescaloccasione.

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