Pesca di notte a trota lago

Prima di lasciare la Puglia e di stabilirmi in Trentino, pensavo che la pesca in notturna fosse una specialità esclusiva del settore mare. Si, è vero: conoscevo il carp-fishing praticato di notte e la pesca al siluro tra le tenebre, ma non avrei mai immaginato di ritrovarmi a pesca di trote in un laghetto dopo il tramonto, nel contesto estivo di un' atipica serata di Luglio! Con grande stupore sono entrato a contatto con un'altra dimensione della pesca alla trota a me sconosciuta. Non vi nego una prima diffidenza iniziale, più per l'incognito che mi attendeva, che per l'effettiva "stranezza" della pesca in sè per sè. Mi ritrovo a parlarne alcune settimane più tardi, dopo le vacanze di Ferragosto, a stagione ancora aperta, rivolgendomi a tutti coloro che soggiorneranno in Trentino-Alto Adige o che, per un caso fortuito, conoscono altri laghetti di pesca alla trota aperti di notte, che offrono la possibilità di divertirsi anche quando il sole è ormai lontano e il buio si fà protagonista di una magica avventura per veri appassionati.



I laghetti aperti anche di notte

Prima di tutto, per poter pescare a trota lago di notte, è necessario frequentare d'estate i laghetti di pesca sportiva popolati da trote, aperti anche nelle ore più buie. Nel mio caso, sono andato a pesca al Laghetto del Parco delle Albere ad Aldeno, itinerario già presentato su Pescanet ai primi del mese di Giugno. Ho colto un invito cordiale dell'Associazione che gestisce magnificamente il lago e ho deciso di testare la pesca a trota lago in notturna, attraverso un mix di tecnica e montatura proveniente dalla pesca alla spigola. Non è il caso di pescare le trote a tremarella o a striscio, sia perchè le condizioni di poca luce non permettono di individuare la zona del recupero, sia perchè avrei seri dubbi sulla risposta della trota a stimoli visivi delle camole del miele in piena notte.

Attrezzature per la pesca alla trota lago in notturna

Coloro che vogliono provare l'emozione della pesca alla trota di notte possono dotarsi di una canna bolognese di 5 metri, un paio di galleggianti da 2 grammi, una serie di piombini, girella tripla, terminale dello 0,12/0,14, ami specifici per la trota lago e una scatola di camole. Ovviamente non deve mancare la lampada frontale e il sacrosanto starlight! Se non ci fosse lo starlight non riusciremmo a percepire le abboccate delle trote. Come si evince dalla descrizione, l'attrezzatura per la trota lago di notte è simile a quella per la pesca in mare da moli e scogliere. Ciò che cambia è la struttura della lenza ma, credetemi, è come pescare al mare perchè le logiche sono le stesse (ovviamente il contesto naturalistico è diverso - l'ho dato per scontato).



La lenza giusta per la pesca a galleggiante

Sono da sempre convinto che la semplicità sia l'arma vincente contro i pesci, qualsiasi essi siano. Pescarli a galleggiante significa proporre una lenza morbida con un'esca fluttuante, elementi che ingolosiscono ogni specie, figuriamoci le trote iridee, conosciute a tutti per l'estrema voracità! Prepareremo una lenza molto semplice che, per altri versi, è conosciuta in mare come spallinata ultra-light. Monteremo un galleggiante da 2 grammi a forma di carota per acque un po' mosse o a goccia per acque lente. Successivamente costruiremo la lenza ponendo una decina di pallini su 100/120 cm , tutti a distanza regolare. Il terminale sarà connesso con la lenza madre attraverso una girella tripla (importante!). Lo spezzone finale avrà una lunghezza dai 60 ai 100 cm dello 0,14/0,16. Consiglio di innescare una camola singola su ami specifici per la trota lago del n°8 (tipo Maver KT-2 Trota Plus o Gamakatsu LS-608N A1-Hard). Il perchè è molto semplice: gli ami microscopici da bigattino sono inappropriati per la camola. Trattasi di un vermone a tutti gli effetti, decisamente più grosso di un singolo bigattino, innescato sotto pelle su un amo del 20 (come si suol fare con le spigole).



Come pescare a trota lago di notte

Prima di iniziare a pescare è bene sondare, proprio come si fa al mare, quando c'è da catturare qualche esemplare di taglia che si muove sul fondo. Ricordiamoci anche che non è possibile pescare a recupero. Non possiamo neanche pasturare lanciando camole in acqua che richiamino le prede. E' il regolamento che lo impone, quindi dobbiamo attenerci alle direttive del laghetto. Tuttavia, pescando a galleggiante, potremo imprimere dei piccoli sussulti sulla punta della canna che avranno lo scopo di incuriosire le trote iridee che si riposano sul fondo. I primi lanci potranno andare a vuoto ma vi assicuro che è solo questione di minuti. Lo starlight affonda, poi risale e scompare nuovamente. L'abboccata della trota è simile a quella della spigola perchè ingoia con voracità e parte verso il largo. Una bella sfrizionata ci fa capire di essere ormai in gioco, quindi lavoriamo il pesce con la potenza della canna e portiamolo a riva combattendo con calma, senza creare troppo scompiglio in acqua (rischiamo di spaventare gli altri pesci che dormono). Un piccolo guadino ci viene in soccorso e recuperiamo la prima preda. Siamo felici come bambini nel giorno del nostro compleanno! Anche stavolta l'abbiamo vinta e la trota è in sacca! E' buona regola vincere la resistenza della trota nei primi attimi dopo la fuga, portandola verso di noi a canna alta. Successivamente pompiamola lateralmente e sul finale addomestichiamola con la canna a 90°. Non è finita qui però... A seconda del baccano combinato durante il combattimento, ci sarà da aspettare un tempo variabile per la prossima cattura. Dico questo con cognizione di causa perchè mentre realizzavo questo servizio ero in compagnia di altri pescatori. Mentre recuperavano le trote spaventavano gli altri pesci che, in alcune occasioni, saltavano fuor d'acqua quasi impauriti. Dopo qualche minuto è arrivato il silenzio anche per i miei vicini di sponda. Le trote sono rientrate in attività dopo una decina di minuti e un nuovo carosello di catture ha coronato i sogni di tutti.



Conclusioni

Non si finisce mai di imparare. E' proprio vero! Nel mentre della pescata, tra un lancio e l'altro, qualche trota arzilla ha scambiato il verde dello starlight per la luminescenza delle lucciole. Hanno provato a morderlo, poi si sono esibite con qualche guizzo a pelo d'acqua, destando un po' di stupore tra il pubblico partecipe alle mie spalle. Dopo questa fantastica esperienza al Laghetto di Aldeno, in provincia di Trento, sento di essere cresciuto come pescatore perchè ho sperimentato una sessione di pesca alla trota iridea mescolando le competenze della pesca in mare alle regole basilari di quella in laghetto. Il risultato finale è esplosivo e non vedo l'ora di tornarci in quel di Aldeno, per rivivere una divertente serata a caccia di trote con lo starlight!

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Nato nel 1983, pugliese d'origine e trentino d'adozione. Autore di due romanzi d'amore e pesca, interamente autoprodotti, si occupa di marketing digitale in una pluripremiata agenzia di comunicazione. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci del Trentino, Veneto e Lombardia. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila fan in tutta Italia. Vanta collaborazioni con riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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