Spigole a bolognese con tripla spallinata e 0,09

Negli ultimi tempi la pesca alla spigola in Puglia ha raggiunto una notevole complessità. Le avventure del Pescanet Team in mare, lungo scogliere e porti del nord barese, hanno avuto inizio alla fine di maggio per proseguire fino al mese di luglio inoltrato, con una battuta di stop dovuta alla luna piena. Purtroppo c'è da rammentare parecchia delusione e spesso ci siamo trovati a pescare in condizioni veramente complesse che hanno richiesto un adattamento tecnico non indifferente. Il pesce è poco, ridotto al minimo, con una crisi del settore senza precedenti dovuta alle reti a strascico, inquinamento e poca sensibilità verso i pinnuti più piccoli, che sono "padellati" senza pietà da vecchietti e gentaglia senza scrupoli. Questo è lo scenario comune in terra di Bari che vorremmo ormai denunciare. Qualcuno arriva persino a pescare con le bombe di profondità e detto ciò, detto tutto. A questa disastrosa condizione della pesca si aggiunge il nostro non essere professionisti (non possiamo viverla 24 ore su 24 come molti perdigorno): tanti di noi hanno impegni d'ufficio e si svegliano presto la mattina, quindi il tempo a disposizione è risicato e si deve fare il massimo per ottimizzare gli sforzi.

Cosa c'entra questo con la pesca? C'entra e non poco. Spesso le spigole mangiano all'alba ed al successivo culmine di marea. Riducono l'attività durante il giorno per aumentarla tra le 11 e le 13 (dato appartenente ad una nostra statistica di catture) e diminuirla nuovamente. Al tramonto riparte l'appetito per poi estinguersi lentamente con l'affacciarsi delle tenebre. Se la maggioranza delle pescate è configurata in orari ristretti e bui (dalle 20.30 alle 23), la possibilità di ingaggiare un poderoso combattimento è veramente bassa. Però il Pescanet Team non demorde e a tal fine ha studiato una lenza che fa gola alle spigole più abuliche di un'estate ormai compromessa.



Spigole in notturna con la tripla spallinata. La spigola (o branzino) è un pesce appartenente alla famiglia dei moronidae, anche se altri studi lo classificano un serranide. Presenta un corpo snello ed allungato, leggermente compresso e con una coda molto ampia. La testa è abbastanza pronunciata e l'apparato boccale è composto da piccoli denti che permettono al pesce di morsicare ed aggredire piccole prede quali pesci, crostacei e vermi. Il suo comportamento è particolare, infatti è considerato un pesce lunatico, capace di regalare al pescasportivo sonore vittorie e pesantissime sconfitte. Lo si trova lungo scogliere ed all'interno dei porti, nei punti in cui c'è molto movimento d'acqua con correnti medie e leggere. E' un eurialino, cioè capace di adattarsi a condizioni d'acqua dolce abbastanza sostenute, infatti nei periodi di frega risale anche i fiumi per depositare le proprie uova. Le carni sono pregiate e questo è uno dei motivi per i quali molti pescasportivi non sanno sottrarsi alla pesca alla spigola, che andrebbe combattuta anche per altri motivi. La si becca sia a fondo, con tecniche specifiche, sia a mezz'acqua con il galleggiante. All'amo non disdegna il bigattino, il gambero vivo ed il coreano a penzoloni. Alterna momenti di frenetica attività di notte e all'alba, per risposarsi di giorno e nel pomeriggio, con punte ai cambi di marea. Insomma, dovessimo descriverlo lo faremmo con due parole: un pesce.



Tripla spallinata, inneschi e consigli. Occorre armarsi di tanta pazienza e sperimentare. Durante le diverse battute di pesca serali abbiamo selezionato un ventaglio di montature da testare. Le abbiamo provate tutte, con la torpille, spallinata, pallettone, doppia spallinata e tripla spallinata. Quest'ultima sembra aver riscosso un certo successo applicata al mondo della telescopica. Vediamo bene come realizzarla partendo da alcuni presupposti. La canna dev'essere elastica, con un'azione medio-rigida al punto da permettere un lancio delicato, senza forzare la lenza. Immediatamente dopo l'arrivo in acqua sarà necessario stendere la preziosa montatura, composta da tanti pallini. Chi ha un occhio attento noterà che il baricentro è basso, quasi al centro dello schema, questo perchè vogliamo creare una sorta di mimetismo per l'esca che va a fluttuare in modo regolare su correnti blande e leggere. Vediamo come realizzarla in pochi e semplici passaggi. Innanzitutto acquistiamo dell'ottimo 0,12 per mulinello che non presenti fastidiosi spire durante la fase di imbobinatura. Lungo il trave facciamo scorrere un galleggiante da 2,5 grammi di forma tozza o appuntita, a seconda della corrente e delle condizioni nelle quali andremo ad operare. In un metro di lenza realizziamo la prima spallinata, quella "di rilascio" posizionando 10 pallini del n°7 a 10 cm l'uno dall'altro. Poi, in 10 cm, posizioniamo la montatura portante, in 10 centimetri, con 5 pallini distanziati di 2 cm. Infine completiamo la restante parte del trave con altri 10 pallini in un metro di lenza a distanza regolare. Il terminale, da 40 cm a 150 cm (scegliete voi in base alla profondità del luogo di pesca), sarà costituito da uno spezzone di 0,09 fluorocarbon con un amo Tubertini Serie 17 n° 20/16. La lenza va distesa in acqua con un leggermo movimento laterale della canna. Successivamente quando scorrerà secondo il senso della corrente, effettueremo alcuni movimenti per trattenere il galleggiante, così da imprimere alla montatura la sensazione di naturalezza e fluttuosità tipiche di un'esca naturale. Il bigattino può essere innescato a ciuffo, a calzetta o con un sistema misto, come quello mostrato in foto. Se vogliamo esagerare e sperare nella spigola over the top proviamo col gambero vivo.



Conclusioni. Non si tratta di spigole extra-large o da tripla porzione, questo lo sappiamo. Quelli che mostriamo sono esemplari comuni alle spigole di questo "2011 di magra" che si registra un po' ovunque, da Manfredonia a Bari. << Le abbiamo rilasciate >> se è questo che vi interessa, quindi evitate polemiche e turpiloquio gratuito che potrebbero costarvi una bella denuncia. Ciò che vorrei trasmettervi con questo articolo è l'approccio metodista alla cattura di pesci lunatici come il serranide, che va coccolato (quando siamo sicuri della sua presenza) con tutte le armi possibili, anche con lenze impossibili apprezzate sulle riviste di pesca, dalla difficile interpretazione. In attesa che arrivino tempi migliori provate e testate! Buona fortuna!

Nota per i lettori: onde evitare polemiche con strascichi giudiziari, si informano gli utenti che tutti i pesci sono stati rilasciati e la taglia media delle spigole nello spot di pesca è inferiore ai 250 grammi, dovuta a problemi ambientali già descritti sul sito. Eventuali commenti offensivi sul sito o su altri portali saranno segnalati alle autorità e procederemo per vie legali. Grazie.
Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Nato nel 1983, pugliese d'origine e trentino d'adozione. Autore di due romanzi d'amore e pesca, interamente autoprodotti, si occupa di marketing digitale in una pluripremiata agenzia di comunicazione. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci in provincia di Trento, Verona e Mantova. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila fan in tutta Italia. Vanta collaborazioni con riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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