Pesca a bolognese in mare col pallettone

Lo so, è vero. A volte sono un po' estroso e mossista, come adora definirmi il mitico Bidumba, compagno di merenda nella compagine di Pescanet. Ho un vizio e cioè quello di migliorarmi come pescatore, sperimentando tecniche che mi propongono i colleghi giornalisti sulle riviste di pesca. Spesso non lo faccio notare, ma la continua ricerca alieutica si snoda proprio sui banchi di scuola come le scogliere o i porti della mia amata Puglia. Ebbi modo di approfondire la lenza col pallettone tanti anni fa ed inizialmente ammetto di averla sottovalutata, specie perchè non la reputavo di applicazione marittima. Erano tempi in cui preferivo lavorare di torpille, infatti così è stato per diverso tempo sia a tiro di canna fissa che durante le battute in compagnia della celeberrima bolognese. Le ho sperimentate tutte: spallinate regolari, contorte, torpilla secca, sistema multi-torpilla... insomma tutte.

Premessa e storia personale. Nota fondamentale prima di cominciare: il piombino scorrevole mi piace chiamarlo pallettone anche se in realtà, nelle misure più piccole, non lo è. Ma voglio imporre uno standard, quindi uniformiamo tutto col sostantivo "pallettone". C'è un po' di storia dietro al pallettone. Un bel giorno dello scorso settembre, un po' come vogliono le favole, le torpille scompaiono magicamente dalla mia sacca. Ricordo di avere dei pallettoncini di piombo che non usavo da tempo, acquistati forse per sbaglio da un negozio di animali che trattava il settore pesca. Casualmente apro la scatola da 1,5 grammi cerco di comprendere il possibile utilizzo in un contesto come quello marittimo dove vige la maledettissima regola della torpille secca, quasi che o la usi o il pesce non ti degna manco di striscio. Inizio a storcere il naso, non mi piace. Rifletto al punto di voler approssimare una delle tante lenze mostrate in report giornalistici del nord Italia, che però al sud non hanno avuto mai applicazione forse per l'ignoranza che ha determinato il boom commerciale della torpille rispetto a quello del pallino di piombo. Un altro motivo, prettamente economico c'è: la torpille costa meno del pallino scorrevole. La grettezza mentale e la limitazione di vedute spesso non trova utile spendere qualche centesimo in più per sperimentare. Non c'è problema, lo abbiamo fatto per voi e siamo ben lieti di esporre le nostre riflessioni.



Vantaggi.
Intravedo alcuni vantaggi nel pallino. Innanzitutto l'eliminazione della fastidiosa guaina in silicone che ricopre l'interno della torpille. E' pur vero che le torpille possono essere montate senza silicone, ma quante volte essa si "ingotta" (termine tecnico desunto dal vocabolario piscatorio barese - mi si perdoni la licenza stilistica) e non fa muovere la torpille durante il lancio causando fastidiosi grovigli? E poi, perchè non usare il pallottolino di piombo su una lenza già precostuituita di atri pallini al posto di una torpille (che è sì un peso, ma distribuito a mo' di goccia)? Sofismi, lo so. Ma i pesci sembrano reagire molto positivamente alle nostre proposte.



Montatura col pallettone. Vediamola per un istante. Com'è fatta questa lenza? Cosa ha di così misterioso? Nulla di particolare. Partiamo dal galleggiante che dovrà avere portata minima di 3 grammi (ovviamente potrà essere anche da 4/5 e più) e forma a goccia. Successivamente su 120cm di lenza distribuiamo una spallinata dapprima chiusa e poi aperta per un 50% della taratura totale, quindi 1,5 grammi. Completiamo l'opera con un pallino di piombo scorrevole, il "pallettoncino". La parte restante contempla una girella ed un terminale di 50 cm perchè in quest'occasione non dobbiamo far fluttuare la lenza, ma porla rigida e ferma dinanzi alle fauci di pesci ben decisi all'abboccata come spigole, orate e cefali di scoglio. Sono odiosi i tentativi di fare svolazzi da metro e mezzo, non creerebbero una sinuosità del monofilo una volta sott'acqua. Altre alternative prevedono un pallettone per il 70/80% della piombatura e lo stesso schema geometrico per la disposizione dei pallini che, però, dovranno esser più piccoli e coprire quel 20% di scarto per rifinire il galleggiante.



Al termine della presentazione della montatura qualcuno potrebbe obiettare: perchè il pallettone da 1,5 grammi quando è d'uopo una torpille? Ma dove sono le differenze? Concordo che non sono lampanti. E' una questione di stile e a me piace andare pulito anche esteticamente. Inoltre a pesca ho avuto più mangiate col pallino che con la torpille. Però (e c'è sempre un però) immaginiamo di dover realizzare una lenza da 5 grammi per acque mosse dalla scogliera. Come ci comportiamo? Dove la troviamo una torpille da 4 gr? Mostruosa direi. Ecco che il negoziante ci viene incontro con un pallino di piombo molto pratico, che si muove agevolmente sulla lenza e non crea fastidiosi garbugli.

Dubbi? Perplessità? La lenza funziona e lo dimostrano le foto con un bel piatto misto di cefali, spigole ed occhiate, acquistate non di certo dalla pescheria ma sottratte per qualche istante al regno di Poseidone, per esser poi reimmesse in acqua secondo i dogmi del catch & release marittimo.

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Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Classe 1983, vive da diversi anni nel Nord Italia occupandosi di marketing digitale. Dopo una lunga esperienza nelle acque pugliesi dell'Adriatico, frequenta da tempo gli spot del Trentino, Veneto e Lombardia. È un pescatore esperto, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila followers. È autore di due romanzi d'amore e pesca, oltre ad essere poliedrico collaboratore di riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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