Cefali all'inglese con la focaccia

Ho importato un metodo inglese, quello dell’ English Style, per la pesca del più sportivo dei pesci di mare, il muggine. La mia idea nasce alcuni anni fa, quando ero ormai pratico della pesca all’inglese con le piombature medie, ma non erano ancora apparse sul mercato pugliese le penne di pavone piombate o i classici galleggianti “a cannuccia”, quelli trasparenti per intenderci. Specie nei periodi invernali, sentivo l’esigenza di pescare il muggine con questa tecnica, per raggiungere buone distanze ed avere al tempo stesso sia una maggiore sensibilità del galleggiante, sia una visibilità più accentuata rispetto alla piccola asta del galleggiante in balsa a forma di goccia. Da queste due necessità è nata l’idea di tentare la cattura dei cefali con un metodo extra-light, cioè all’inglese con montatura scorrevole e galleggiantino in penna di pavone piombata con grammature tipo 2+1 o 3+1.



I Galleggianti a "cannuccia". La Maver e la Lineffe hanno commercializzato un sensibilissimo galleggiante, di ottima fattura. Si tratta di una "cannuccia" in plastica trasparente, valida sia per cefali che per le spigole. Questa penna è stata poi perfezionata col passare degli anni, arrivando a montare piombature. La "cannuccia" (come sono solito chiamarla), ha infatti il vantaggio di essere regolabile come grammatura, cioè mediante un pratico sistema di montaggio e smontaggio dei dischetti piombati permette la perfetta taratura del galleggiante rispetto al peso della lenza. Risente minimamente del fattore vento, dettaglio molto importante quando ci troviamo in pesca durante giornate invernali e primaverili. Infine, cosa che non dobbiamo trascurare, l’english style rappresenta una valida alternativa alla classica canna fissa e galleggiante a goccia, tecnica preferita da tutti i “cefalomani” come me. Quando poi si ha in canna un bel “negrotto”, il divertimento è assicurato.



La pazzia della focaccia. Che gli amici del Pescanet Team fossero un manipolo di pazzi pescatori, penso fosse assodato. La nostra voglia di sperimentare non conosce sosta e ci porta a vivere continue sfide amichevoli con i nostri pesci più amati. Quesi per caso ci siamo ritrovati a pescare i cefali con la focaccia alla cipolla, quella commercializzata dalla Forte di Altamura, reperibile in qualsiasi supermercato.

Inizialmente ci abbiamo scherzato su ma, cattura dopo cattura, abbiamo capito che i nostri amici cefali hanno un debole per i sapori forti, tanto decantati dalla letteratura alieutica. Sono davvero onnivori! Il nostro Sergio Gattulli ci ha dato dimostrazione di maestria, ingannando salpe e cefali in un mix di catture davvero interessante. Vogliamo quindi proporla come un metodo sostitutivo alla pesca col pane a treccia.



La lenza. Uno sguardo alla tecnica è fondamentale. Innanzitutto, dimentichiamo le potenti match rod da canale tipo Ostellato. E’ necessaria una tre pezzi dalla capacità di lancio molto blanda, come una 2/8 grammi o una 3/10. Azione morbida, fusto sottile e lunghezza pari a 3,90 metri sono le caratteristiche principali. Il mulinello, in questo caso, non dovrà essere molto potente in fase di recupero. Un buon taglia 2000, armato con monofilo sinking dello 0,14 farà al caso nostro. Passando alla montatura, è necessario sforare la fatidica linea del grammo, quindi è meglio dotarsi di piccoli pallini di piombo. Personalmente ho creato una montatura “a perdere”, nel senso che ho diminuito il peso del galleggiante, svitandolo ed eliminando un cerchietto di piombo, per aumentare il totale del peso dei pallini.



Innanzitutto, doppio terminale dello 0,10. Il primo di 40cm e l’altro di 35cm con ami piccoli tipo il 6315 della Daiwa o Serie 2 Tubertini, dopodichè interponiamo una micro-girella tra la lenza madre ed i terminali. A distanza di 5 cm dalla girella posizioniamo un piccolo pallino da 0,15 gr, poi un altro a distanza di 20 cm, ed ancora un altro, sempre da 0,15 gr ad altri 20 centimetri. Sempre continuando sulla stessa montatura, costituiamo un bulk a taratura completa, con 3 pallini sempre dello 0,15 gr, ad una distanza di circa un metro e venti centimetri. La nostra piombatura, per una somma matematica, sarà di un 0,90 grammi (tutta a base di piombini del N°5), motivo che giustificherà la scelta di eliminare un cerchietto di piombatura per tarare perfettamente il galleggiante. Questo sbilanciamento a sfavore della penna plastica, renderà più sensibile la lenza. Il cefalo troverà sicuramente ferma l’esca sul fondo, dove andremo a pescare, sondando preventivamente il fondale. Inoltre, fattore fondamentale, la discesa della mollica di pane o del bigattino sarà sicuramente più lenta rispetto al classico movimento procurato dalla torpille utilizzata nella pesca a passata. Qualora ci fossero distanze notevoli da raggiungere, a causa di ostacoli a pelo d’acqua, questa tecnica darà i suoi benefici, o durante la pesca di ricerca invernale, quando non si sa dove si posizionano i gruppi di muggini in caccia.



Pasturazione ed esche: non solo focaccia Dato che non fa più freddo, l’acqua ha una temperatura quasi primaverile ed il pesce è attivo e in caccia. E’ necessario, quindi, stimolare l’appetito dei cefali. La pastura a base di formaggio e ricotta ci viene incontro, grazie alle sue ottime qualità di oleosità e capacità nutritiva. Direi dapprima di preparare alcune grosse bocce, da lanciare con regolarità all’inizio della pescata, per poi scendere come grandezza fino a piccoli mandarini. Le pasture sfarinate con gralunometria piccola sono ideali per questi periodi, in quanto si disciolgono in fretta, lasciando un alone compatto e “misterioso” allo stesso tempo, invogliando i muggini ad un sopralluogo presso la nostra esca. Questa, inoltre, potrà esser costituita dal classico ciuffetto di bigattini (è buona norma farcire la pastura anche di bigattini), o un batuffolo di pastella a base di focaccia come in foto. Alternative plausibili sono l'innesco del pane francese o il filetto di sarda che già conosciamo grazie alla notevole letteratura dei miei scritti. Una nota per quest’ultimo: è buona norma l’utilizzo di ami color rosso oppure “pink” perché l’esca si mimetizza perfettamente con l’amo, creando un innesco dal richiamo irresistibile. Poiché in molti casi i porti hanno profondità inferiori a tre metri, ed oltre i quattro metri e mezzo la luce diventa scarsa, di conseguenza, adottando l’amo rosso, il muggine non distinguerà più l’amo dall’esca, specie nelle giornate soleggiate con acqua limpida. La furbizia di questo accorgimento permetterà più catture. Provare per credere.



Era mio interesse mostrare una tecnica alla portata di tutti, testata in maniera goliardica e rocambolesca, che non richiedesse attrezzature costose, permettendo di divertirsi parecchio, senza esser pratici di lenze capillari. La focaccia è solo un'esca simpatica che ci ha permesso di passare qualche ora in spensieratezza. Alternativamente potrete utilizzare il batuffolo di pane francese o la pastella, in senso del discorso non cambia. Il mio invito è a sperimentare perché son convinto che la pesca all’inglese possa diventare un vero fenomeno anche in mare, dove non ha ancora raggiunto un grado di popolarità alla pari delle acque interne.
Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Nato nel 1983, pugliese d'origine e trentino d'adozione. Autore di due romanzi d'amore e pesca, interamente autoprodotti, si occupa di marketing digitale in una pluripremiata agenzia di comunicazione. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci in provincia di Trento, Verona e Mantova. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila fan in tutta Italia. Vanta collaborazioni con riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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