Pasturando in superficie

La pasturazione durante una battuta di pesca in scogliera è un'azione ormai comune ai pescatori che compiono per avvicinare i pesci verso la propria zona di attività. Come per la pesca in bacini portuali, dove si è soliti osservare pescatori lanciare palle di pane e formaggio per ingolosire i cefali, anche dai frangiflutti il brumeggio è un elemento fondamentale per un buon carniere. Ma più che osservare cosa si lancia in mare, è importante focalizzare l'attenzione su come si lancia e, soprattutto, come si prepara una buona pastura per prede come boghe, sparlotti, menole, occhiate, sugarelli, latterini, ecc. Si tratta di specie di piccole dimensioni, non oltre i 100 gr, solite stazionare in superficie, al di sotto dei due metri di profondità. Spesso è possibile individuare a vista d'occhio il loro pascolo e, per questo, siamo davvero facilitati rispetto a prede che vivono sul fondo. Tenendo a mente questo aspetto, saremo già consapevoli che la pastura da realizzare sarà sicuramente morbida, abbastanza “aperta” anziché chiusa e consistente. Questo perchè l'obiettivo principale è lanciare del brumeggio che si sfaldi nei primi strati del mare, senza che vada a fondo e si disperda in una zona non di nostra competenza.

La classica pastura da superficie. Prima di capire come bagnare la pastura, prendiamo nota degli ingredienti:

- 1 secchiello di sarde macinate

- 500 gr di pastura al formaggio da superficie

- 300 gr di additivo da superficie (glutammato o simili)

Le sarde macinate sono un elemento precipuo perchè rilasciano in acqua il proprio olio che, in breve tempo, porta i pesci a banchettare nella zona di operatività della pastura. Altrettanto importante è il glutammato (o altri ingredienti con una funzione simile), un esaltatore di sapidità, che regala alla nostra ricetta quella marcia in più da renderla selettiva e meccanica, per una pesca in velocità con canna fissa o la bolognese.


tutto l'occorrente per una pasturazione in superficie


Versare la base in una ciotola e preparare le sarde macinate



amalgamare tutto con calma ed uniformemente


aggiungere un po' d'acqua


il risultato finale


Prepariamo la pastura. Operazione preliminare è amalgamarla bene.

1) In una ciotola, verseremo prima lo sfarinato base al formaggio, poi l'additivo, mischiandolo.

2) Apriamo il secchio di sarde macinate e prendiamo quattro-cinque palline, che spalmiamo sulla pastura ancora asciutta.

3) Aggiungiamo acqua a piccole dosi e confezioniamo tutto con calma. La quantità d'acqua deve essere proporzionale alla consistenza da ottenere, quindi più liquido mettiamo e più la pastura sarà morbida, tenderà pertanto a sciogliersi più velocemente. La minor quantità acqua porterà al processo inverso. Dopo aver eseguito le operazioni appena descritte, si avrà un composto morbido, di colore scuro, oleoso e abbastanza calorico. Possiamo provare la sua potenzialità lanciandolo a pochi metri da noi. A primo acchito si noterà l'esplosione che genera una vera e propria nube rossastra. Alcuni istanti dopo avrò inizio una carovana di piccoli pesci, che banchetteranno felici incuranti delle nostre lenze, pronte a dare battaglia.



Consigli. Capita spesso di andare a pesca in giornate in cui il mare è leggermente mosso, quindi in presenza di corrente superficiale. Mentre nella pesca a fondo è possibile comprimere le palle di pastura per farle arrivare in profondità non molto distanti dall'arrivo in acqua, quando si pesca in superficie il gioco si fa duro, e come vuole il detto, “i duri iniziano a giocare”. La corrente è una componente da valutare molto attentamente perchè può allontanare il nostro sfarinato dal luogo di pesca, portandolo in un punto non esplorato dalla nostra lenza. Il mare, comunque, ci viene in aiuto. Lanciando una piccola pallina verso la zona desiderata, potremmo vedere ad occhio nudo il comportamento del brumeggio. Se tende a spostarsi, allora abbiamo due possibili scelte: cambiare la composizione della pastura, oppure modificare la lenza. Vi parlerò della prima possibilità, la seconda lasciamola per un articolo specifico. Anziché seguire la ricetta standard, sperimentiamo due piccole alternative:

1) più sarde e meno glutammato.

Così facendo, il composto diverrà decisamente blando e tenderà a sfaldarsi proprio all'arrivo in acqua. Può essere molto utile quando le prede giacciono a meno di un metro dalla superficie, come boghe e latterini durante le giornate con acqua velata o cristallina.

2) solo base superficie e un pizzico di glutammato

Questo composto è sicuramente indicato per realizzare alcune palle di pastura che saranno compatte al punto tale da disgregarsi tra il metro e i due metri d'acqua, una profondità tale da non risentire della corrente superficiale del mare. Non consigliamo l'aggiunta di sarda, in quanto l'olio rilasciato da questo pesce tende a muoversi (e disperdersi) con più facilità e velocità rispetto alle particelle di pastura.
Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Nato nel 1983, pugliese d'origine e trentino d'adozione. Autore di due romanzi d'amore e pesca, interamente autoprodotti, si occupa di marketing digitale in una pluripremiata agenzia di comunicazione. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci del Trentino, Veneto e Lombardia. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila fan in tutta Italia. Vanta collaborazioni con riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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