Lago di Occhito

Chi pensa alla Puglia quale regione di spiaggia, sole e vento dovrà contraddirsi. Meraviglie naturalistiche come il Lago di Occhito, in provincia di Foggia e Campobasso (a cavallo tra Molise e Puglia), sono perle che l'ingegneria idraulica ha voluto regalare a noi pescatori. In realtà trattasi di un invaso nato per scopi irrigui, che alimenta il molise e la capitanata (è infatti sotto il controllo del consorzio irriguo per la capitanata). La mastodontica opera di costruzione della diga è durata diversi anni, frutto di investimenti della Cassa del Mezzogiorno e del Piano Marshall.



La diga è stata realizzata alla fine degli anni '50, per far fronte alle esigenze idriche della provincia di Foggia. I lavori di costruzione della diga ebbero inizio nel 1957 e si sono protratti fino al 1966, per ben 9 anni. E' certamente una delle dighe in terra battuta più grandi di Italia ed il muro di sbarramento si trova in una strettisma gola scavata dal fiume Fortore, che lo alimenta costantemente con acque pulite e cristalline. L' Occhito raggiunge un'altezza massima di 198 m per una capienza pari a 300 milioni di metri cubi. Ciò che colpisce il visitatore è la meravigliosa simbiosi che c'è tra questo lago artificiale ed i paesi circostanti. Sembra che nulla sia stato toccato dal tempo, quasi che la mano dell'uomo non sia mai esistita.

Il lago di Occhito è popolato da carpe, carassi, cavedani, scardole, anguille, persici e black bass. Le acque sono piuttosto pescose e rappresentano un esempio di ottima gestione qui al sud Italia. Durante la nostra escursione abbiamo anche verificato una discreta manutenzione stradale, buona pulizia delle sponde e piacevoli aree di ristoro destinate ai pic nic.



Tecniche anglosassoni.Veniamo alla pesca: tra le tecniche consigliate c'è spazio per la pesca all'inglese ed il ledgering. La prima si comporta in modo abbastanza egregio, permettendoci di affrontare pesci al di sotto del chilogrammo con velocità ed efficacia. Il nostro approccio è stato minimale, con l'utilizzo di una tre pezzi di 4,50m ed un galleggiante da 8+1. Per le montature rimando a quanto descritto nei nostri articoli. Le esche da utilizzare possono spaziare dal classico bigattino al polivalente mais, per passare attraverso i piselli, molto selettivi quando il pesce appare svogliato e senza feroce appetito.



Una volta sistemati lungo le anse che compongono il lato, prendiamo un punto di riferimento ed incominciamo a pasturare ad una quarantina di metri dinanzi a noi. La pasturazione persante attrarrà sicuramente i branchi di ciprinidi in movimento lungo il lago, che stazioneranno proprio nei pressi del tappeto che stenderemo sul fondo, costituito da uno sfarinato giallastro, con mais, bigattini e canapa.



Pesca a ledgering. La seconda tecnica in voga al Lago di Occhito è il ledgering, in una versione "heavy", che prevede l'uso di pasturatori a gabbietta da riempire per un peso variabile tra i 40 ed i 60 grammi. Nella costruzione della lenza potrete seguire gli accorgimenti mostrati in figura. E' richiesto, infatti, l'acquisto del sistema anti-tangle plastico, una perlina ed un gommino parastrappi. Collegherete tutto al terminale attraverso una girella. Sono necessari finali molto corti, tra i 30 e i 40 centimetri perchè il pesce ha l'abitudine di mangiare proprio in prossimità della nuvola di pastura sprigionata dal feeder.



L'innesco deve seguire la regola dell'hair rig o similari: tre o cinque chicchi di mais, ben voluminosi, intervallati (se possibile) da uno zuccherino o pisello abbastanza rigido, che non deve sfaldarsi sull'amo durante il lancio. E' buona norma attestarsi sempre sui 30/40 metri ma in punti più aperti delle anse, dove la profondità è maggiore e il fondale degrada molto velocemente, fino ad arrivare anche ai 5/6 metri.



Divertimento assicurato. Nella fase di combattimento con grosse carpe, come quella pescata dal nostro collaboratore Sergio Gattulli, occorre mantenere calma e sangue freddo. Spesso capita che l'amo non prenda il labbro o la parte interna della bocca, quindi scatti improvvisi potrebbero essere dannosi. Nella fase finale della lotta è d'uopo evitare di mostrare il guadino alla preda e di metterlo in acqua quando essa è davvero stanca e sfinita.



Oltre al ledgering ed alla pesca all'inglese c'è il capitolo spinning, che non tratteremo. Concludiamo con una riflessione completa sul Occhito, un invaso splendido, verdeggiante, con ampie pinete che si stendono lungo i confini, riparo per uccelli e turisti che vogliono passare una giornata riscoprendo i sani valori della natura.

Altre informazioni utili:

Avvertenze: Dopo la moria di ciprinidi degli scorsi anni è stata introdotta una regolamentazione per la pesca sportiva. Con l'istituzione della "ZONA NO-KILL" viene consentito l'esercizio della pesca sportiva obbligando il pescatore a rilasciare immediatamente il pescato in acqua, vietando, quindi, la detenzione di qualsiasi specie ittica e il consequenziale consumo alimentare.

Permessi di pesca: obbligatoria la licenza di tipo B.

Viabilità: Percorrere la SS17 fino al bivio di Occhito, nei pressi dei due ponti del fiume Fortore. Da lì poi si costeggia il lago per giungere direttamente nei luoghi di pesca da noi segnalati.
Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Classe 1983, coniugato, vive a Trento. Nella vita si occupa di marketing digitale al servizio di Archimede, pluripremiata società di marketing e comunicazione trentina. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci del Trentino e dintorni: divulga la pesca a spinning, al colpo, il ledgering e la trota lago. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network. Inoltre vanta collaborazioni passate con PescareOnline, I Segreti dei Pescatori, Pescare, il Pescatore d'acqua dolce e realtà aziendali italiane e internazionali come Trabucco, Decathlon Italia (marchio Caperlan), Rizov, Cogitech, Piscor, Sport Sile. Infine è top contributor per il blog di Pescaloccasione.

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