Pesca a trota lago in inverno

Quando le temperature minime scendono sotto lo zero, la minutaglia smette di muoversi e le uniche prede disposte a farsi catturare sono i predatori. La pesca in mare ne risente notevolmente. In acqua dolce si avverte l'eco di due parole: trota lago! La regina delle tecniche invernali fa compagnia ad amatori ed agonisti, ovvero pescatori che preferiscono non rinunciare al piacere del divertirsi all'aperto anche se il tempo è pessimo e fa freddissimo. Proprio come accaduto lo scorso anno durante la realizzazione di questo servizio, in compagnia del Pescanet Team. Nonostante il Burian, i miei compagni d'avventura hanno sfidato il ghiaccio sugli anelli e, imbacuccati fino alle mutande, hanno esibito capacità tecniche che hanno permesso belle catture sotto zero, pescando coi motori al minimo. Scopriamo tutto nel dettaglio, analizzando lenze e montature per la pesca a trota lago in inverno.

Motori al minimo (citando Fausto Buccella)

Anni fa il grande Fausto Buccella, padre indiscusso della trota lago in Italia, ha scritto un articolo che reputo essere un vademecum importantissimo per gli amanti di cave e laghetti. La pesca in inverno dev'essere condotta, secondo Fausto, attraverso un eufemismo che fan ben comprendere le dinamiche di recuperi lenti, lanci appoggiati, attrezzature e terminali per pesci fermi e sospettosi. Si potranno comunque ottenere risultati di rilievo ma, per farlo, bisognerà rispettare regole semplici. Oltre alle verità di Fausto, in questo articolo vorrei metterci del mio, che probabilmente andrà in contrasto con quanto detto da alcuni illustri pescatori, ma rappresenta un punto di vista di tutto rispetto basato su anni ed anni di esperienza sul campo.

Lenze e montature per la pesca a trota lago in inverno

Entriamo nel vivo delle nozioni tecniche. Per prima cosa affrontiamo la più classica delle domande: dove sono le trote in inverno? La mia risposta è molteplice: a galla, nel tratto più vicino alla semina e talvolta sul fondo, quasi a centro lago. Cosa vuol dire ciò? Un'amarissima verità: col freddo le trote non si muovono, restano ancorate alla zona di semina, quindi pescherà bene chi sarà arrivato per primo in laghetto e si sarà accaparrato il posto meno lontano dal punto di rilascio dei salmonidi. Mi dispiace, dico il vero: tanti lo negano per necessità giornalistiche ma io la penso diversamente, quindi lo grido ad alta voce (almeno per ciò che riguarda la pesca amatoriale - non mi riferisco alle gare!). Se siete sfortunati oppure arrivate in laghetto un po' più tardi in una giornata piuttosto fredda, dovrete confrontarvi con qualche trota che si sarà spostata a centro lago, depositandosi sul fondo dove, sicuramente, starà effettuando la "covata". Cosa significa? Sarà pronta per deporre le uova, perchè gravida, condizione assai tipica delle trote tra metà dicembre e metà febbraio.

Lenza n°1 - Vetrino

Come ingannare queste trote così difficili? Ve lo spiego con quattro lenze, con montature e geometri semplici da applicare in diverse condizioni di pesca. Partiamo dalla prima. Per trote appena rilasciate dal "laghettaro", un po' vivaci e propense a muoversi ancora in superficie, suggerisco di tentarle con un vetrino di 4/6 grammi, fermato da una perlina salvanodo, una girella tripla ed un terminale della lunghezza variabile tra i 70 e 150 centimetri. Trote aggressive? Terminale corto, magari nella fase successiva alla semina. Terminale lungo più indicato, invece, nella pesca da ricerca dopo 10/15 minuti dalla semina, da effettuarsi attraverso una canna sostitutiva, più potente, con cui pattugliare gli strati superficiali e lanciare anche più lontano. Per quanto concerne le esche, potete scegliere se innescare camole del miele oppure le camole finte. La scelta è molto personale.

Lenza n°2 - Corona in vetro o styls ravvicinati

La semina è già avvenuta da un pezzo. Il ritmo delle catture ha smesso di incalzare. Il pesce ha perso dinamicità e inizia a disporsi a mezz'acqua, ma non è ancora fermo sul fondo. Cosa fare? Entra in scena la seconda lenza da trota lago, che prevede una montatura costituita da una corona di pallini in vetro trasparenti (si comprano in negozio - personalmente amo le Vincent) oppure di 6/8 styls in piombo da trota torrente. La differenza tra la corona in vetro e gli styls sta nel grado di affondabilità: gli styls scendono più velocemente, quindi la lenza tenderà a lavorare più a fondo. Il resto della geometria si compone di una girella tripla di un terminale tra 50 e 90 centimetri. Corto in caso di trote voraci, più lungo per salmonidi più smaliziati.

Lenza n°3 - Galleggiante e spallinata

Le trote si sono depositate sul fondo. Il "laghettaro" è tornato nella sua casetta. Di iridee nemmeno l'ombra. Chi era vicino alla semina ha fatto incetta di iridee, mentre chi era distante dal rilascio ha imprecato contro Gesù e la Madonna. Fa freddo, si gela, le mani sono ghiacciate e l'acqua non si muove. Ecco, è questo il momento in cui si vede chi è il vero pescatore. Si, proprio così: son tutti bravi a fare il pieno quando la semina è vicina alla propria postazione, ma quando le trote si fermano sul fondo e non si muovono più, stuzzicarle diventa un'arte. Una vera e propria arte da condurre con la cosiddetta "pesca del nonno" (per carità, non voglio mancare di rispetto a nessuno - molti garisti la chiamano così). Occorre realizzare una lenza da bolognese con un galleggiantino di 2/3 grammi specifico da trota lago, con antenna in balsa. Bisogna altresì montare una decina di pallini in piombo sulla lenza madre e disporli a 8/10 centimetri l'uno dall'altro, realizzando una geometria equidistante. Il tutto va poi completato con un terminale di mezzo metro. Suggerisco di innescare due camole, camola e pastella oppure solo la pastella. L' azione di pesca sarà lenta, lentissima ovvero lancio, recupero impercettibile, stop e poi ancora recupero, sempre molto lento. In molti casi può funzionare la pesca statica, senza muovere l'esca. Conterà tantissimo l'aver misurato adeguatamente il fondale, con l'innesco che lambirà lo strato più profondo dove le trote si rifugeranno per covare le proprie uova.

Lenza n°4 - Pesca della trota a fondo con la bombarda

Le avete provate tutte. A galleggiantino, col vetrino, con la coroncina. L'ingresso è costato 15€, le trote nel cestello sono forse due o tre. Vi rode tornare a casa a mani praticamente vuote. C'è una soluzione per tentare l'impossibile? Si, vi confesso che c'è ma è molto brutta stilisticamente e farebbe torcere le budella a tanti agonisti. In rete nessuno vuol parlarne perchè probabilmente è una caduta di stile (scusate se mi ripeto) ma mi sento il dovere di raccontarvelo. Esiste una quarta lenza per la pesca immobile sul fondo, ossia una specialità che ho visto applicare sia in Veneto sia in Trentino da parte di molti pescatori amatoriali, armati di attrezzi della peggior specie. Anche se rozzi, mi hanno preso a sberle con fior fior di iridee, catturate lanciando a centro lago una lenza composta da: bombarda affondante da 8/15 grammi, perlina salvanodo, girella tripla e terminale di circa 1 metro. L' azione di pesca è pertanto semplicissima: innesco, lancio, canna in attesa su apposito sostegno e ferrata nel momento in cui la cima in carbonio pieno segna l'abboccata. Dal punto di vista tecnico è uno squallore ma, in inverno, ciò che conta è portare a casa quante più trote consentito, non fare il fighetto influencer del laghetto!

Anche se fa freddo, l'importante è divertirsi!

Vi ho fornito una serie di spunti per migliorare la vostra abilità con la trota lago nelle giornate difficili tipiche di metà dicembre, gennaio e febbraio. Sono momenti dell'anno in cui la pesca vede una forte battuta d'arresto e non ci resta altro che frequentare i laghetti, oasi di divertimento nel fine settimana. Ciò che conta per davvero è divertirsi, rimanendo allenati, senza perdere la mano tra una cattura e l'altra. Vedrete che, applicando le mie lenze, le trote in cestello cresceranno di pescata in pescata. Sarete voi stessi, inoltre, a perfezionare i miei spunti, realizzando delle lenze ad hoc che vi consentiranno di portare al guadino sempre più pesci, battendo i vostri vicini e i vostri stessi limiti.

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Nato nel 1983, pugliese d'origine e trentino d'adozione. Autore di due romanzi d'amore e pesca, interamente autoprodotti, si occupa di marketing digitale in una pluripremiata agenzia di comunicazione. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci del Trentino, Veneto e Lombardia. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila fan in tutta Italia. Vanta collaborazioni con riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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