Lenze per la pesca a fondo in mare

Quando un sito internet punta a divenire il vero riferimento per la pesca sportiva in mare e acque dolci deve seguire alcune linee di comportamento basilari: chiarezza dei contenuti, continuità negli aggiornamenti, linea grafica gradevole e navigabilità semplice quanto immediata. Con Pescanet abbiamo già raggiunto uno standard qualitativo molto alto. Siamo pronti a scalare la vetta ampliando l'offerta informativa approcciando il lettore verso tecniche specialistiche, come la pesca a fondo o il surf-casting. Andrea Loddo è un giovane surf-caster sardo iscritto all'Associazione Pescanet. Più volte ha contruibuito attivamente alle discussioni sul forum di Pescanet con numerosi accorgimenti per la pesca a fondo, sua vera passione. Dopo una discussione assolutamente costruttiva sulle basi della pesca a fondo, è nata l'idea condivisa di ampliare la letteratura su Pescanet attraverso una base di argomenti che incentrassero il focus sulla disciplina della PAF. Una sorta di vademecum dalla A alla Z sul come costruire una lenza da pesca a fondo. Passo subito la parola ad Andrea Loddo. Allacciate la cintura: si parte!

Come costruire una lenza per la pesca a fondo

Con l'arrivo delle giornate primaverili la pesca dalla spiaggia ha un nuovo sapore. Nella stagione invernale le condizioni da ricercare oltre alla classica scaduta, sempre valida, sono quelle in cui il moto ondoso è intenso, il fondale viene smosso dalle correnti, il vento è frontale. In primavera e in estate invece risultano profittevoli anche le giornate con vento alle spalle e mare piatto. Le temperature più miti contribuiscono a rendere più piacevoli le lunghe sessioni di pesca e rimanere in spiaggia di notte non è più un must per i pescatori più appassionati, ma un'occasione che permette a tutti di godersi una splendida serata sotto un cielo stellato. In passato era pratica comune costruire il calamento da adoperare direttamente sulla lenza madre, ma negli ultimi anni si è diffuso l'utilizzo dei travi da pesca, un sistema nato per il mondo dell'agonismo che si è esteso rapidamente anche nella pesca a livello amatoriale.

Cos'è un trave da pesca?

Il trave è uno spezzone di lenza sul quale si costruisce il calamento che svolgerà l'azione di pesca, il suo utilizzo è molto semplice e pratico. Ogni trave è dotato di girella capocorda o asola attraverso la quale è possibile collegare lo sgancio rapido o moschettone posto nella parte finale della lenza madre. Questo sistema garantisce una rapida sostituzione del calamento in caso di rottura o di inadeguatezza alle condizioni di pesca. In fase di chiusura è sufficiente scollegare il trave e avvolgerlo nelle apposite ruzzole, in modo da avere nel mulinello la sola lenza madre e lo sgancio rapido, che può passare tranquillamente negli anelli della canna. Con questo articolo voglio presentarvi i travi che utilizzo più spesso durante le mie battute di pesca a fondo dalla spiaggia nel periodo primaverile ed estivo. Tutte le misure sono state scelte dopo svariate uscite in base alle mie preferenze personali, ma esistono infinite varianti e spetta al singolo pescatore costruire un trave che meglio si adatti alle condizioni di pesca del momento e alle prede da insidiare. Di base, più le turbolenze marine sono forti, più i calamenti devono ridursi in lunghezza e inspessirsi in diametro. Viceversa, più il mare è calmo più i nostri terminali, e di conseguenza anche i travi, devono essere lunghi e sottili per ingannare i pesci più sospettosi.

Minitrave

E' un trave di dimensioni ridotte che presenta un solo snodo, il suo utilizzo è mirato prevalentemente alla cattura dei grufolatori. Si presta per lanci a media e lunga distanza. E' possibile reperirlo in negozio già pronto, ne esistono di diversi tipi principalmente in acciaio ma per via della sua semplice struttura lo si può realizzare tranquillamente anche a casa. Il trave è composto da uno spezzone di 15 - 20 cm in nylon o fluoro carbon nella misura compresa tra 0,50 e 0,60 mm. Viene collegato allo sgancio rapido della lenza madre o dello shock leader attraverso la girella capocorda n°18, lo snodo si trova a circa metà trave ed è costituito da una girella n°22. Il terminale può essere di due categorie: il tipo "short" adatto a condizioni di media e alta turbolenza, il tipo "long" adatto a condizioni di mare calmo o leggermente mosso. Gli ami più utilizzati su questo trave sono i classici "Beack" o "Aberdeen" di misura compresa tra il n°8 e il n°4. E' adatto all'uso di esche quali coreano, americano, arenicola, cannolicchio, bibi, ecc. Possiamo utilizzare questo trave anche per l'innesco del trancio destinato a prede come il pesce serra. In questo caso lo snodo è costituito da una girella n°18, il finale è dello 0,30 o superiore, con uno spezzone di cavo d'acciaio come rinforzo in prossimità dell'amo. Gli ami sono di misura /0, adeguata al trancio da innescare. In figura 1 viene riportata la configurazione del trave che generalmente utilizzo in condizioni di pesca a fondo, mirata a prede quali orata e mormora.

Short rovesciato

Uno dei classici del surfcasting. Adatto principalmente a condizioni di media e alta turbolenza, presenta un singolo snodo alto che ospita un terminale di tipo "short". Non è un trave selettivo. E' realizzato attraverso uno spezzone in nylon o fluoro carbon di lunghezza compresa tra 1,20 e 1,50 m mentre il range dei diametri varia dallo 0,40 allo 0,60. Il trave parte con una girella capocorda n°18, lo snodo è posto ad una distanza di 10 - 15 cm da essa ed è composto da una girella n°22, bloccata da due perline incollate, alla quale è collegato il finale. La lunghezza del finale è compresa tra i 50 e i 100 cm, metre i diametri variano dallo 0,20 in condizioni di mare calmo allo 0,30 in condizioni di forti turbolenze. La lunghezza del terminale deve essere tale che, stendendolo lungo il trave, l'amo non possa raggiungere la clip porta piombo, trovandosi ad una distanza minima di 10 cm da essa. Il trave viene chiuso da un aggancio rapido per il piombo, denominato fast C connector, coperto da un conetto di silicone. In figura  è riportata la configurazione dello short basso che utilizzo.

Trave a due braccioli

Quando affrontiamo una battuta di pesca a fondo in una spiaggia che elargisce più tipologie di prede, sia di galla che grufolatori, l'ideale è utilizzare un trave con due o più terminali che ci permettano di pescare contemporaneamente su più strati della colonna d'acqua. In questo caso il trave più semplice che possiamo realizzare è un trave a due braccioli: il bracciolo superiore è dotato di flotter per permetterci di sondare la fascia superiore della colonna d'acqua mirando ai pesci di galla, mentre il bracciolo inferiore è posizionato sul fondo alla ricerca dei grufolatori. Il trave risulta essere ideale per la pesca a media distanza, in condizioni di mare calmo o moderatamente mosso.

Come realizzare la montatura

Il trave è realizzato in nylon o fluoro carbon, la sua lunghezza è di 1,60 - 1,80 m dello 0,50 - 0,60. Il trave parte con una girella capocorda n°18 alla quale si collega la lenza madre o lo shock leader. Gli snodi sono realizzati utilizzando girelle n°22 e perline incollate di diametri adeguati. La distanza tra la girella capocorda e lo snodo alto è di 10 cm, mentre quella tra lo snodo basso e la clip porta piombo è di 15 cm. Entrambi i terminali hanno la lunghezza di 80 - 110 cm e un diametro dello 0,20 - 0,22. Gli ami sono di forma "Beack" del n°8, una misura intermedia. I piombi variano da 100 a 150 gr. Rappresenta un'ottima soluzione anche quando si vogliono provare contemporaneamente due esche diverse. Un esempio è dato dall'innesco del coreano nell'amo superiore, un'esca che fa della mobilità la sua arma vincente, e dell'arenicola o americano nell'amo inferiore, destinato a prede come orate o mormore. In figura 3 è riportato lo schema di questo trave.

Trave a due braccioli: variante per le mormore

Versione light del trave precedente, ideale per la cattura di mormore sulla media distanza. Il trave è costituito da uno spezzone di nylon o fluoro carbon lungo 1,60 m dello 0,35, ed è formato da una girella capocorda n°18 o n°20 e due snodi con perline incollate e girelle n°24. Il primo snodo dista 10 cm dalla girella capocorda, mentre la distanza che separa il secondo snodo dalla clip porta piombo è di circa 15 cm. I terminali sono lunghi 80 - 110 cm di diametro compreso tra lo 0,18 e lo 0,20, entrambi privi di flotter. Gli ami utilizzati sono di forma "Beack" o "Aberdeen" n°8, ad occhiello, ideali per l'innesco veloce di anellidi quali arenicola, americano o coreano. L'esca principale quando si parla di mormore è l'arenicola: un'esca non selettiva, delicata e dal fortissimo richiamo olfattivo. La grammatura dei piombi varia dai 70 ai 100 gr. Trave efficacissimo per la pesca alla mormora nelle nottate estive, in condizioni di mare calmo. In figura 4 è riportato lo schema di questo trave.

Trave a due braccioli: variante per condizioni di alghe depositate sul fondo

Spesso quando si affronta una battuta di pesca dalla spiaggia non ci si ritrova in condizioni ideali, a volte il moto ondoso e le varie turbolenze marine provocano la formazione di fastidiosi cumuli di alghe nei pressi del fondo che non permettono ai nostri calamenti di stare in pesca come vorremmo. Questo trave è un'ulteriore variante del trave a due braccioli, ideale per la pesca sulla media distanza, adattato stavolta a condizioni di alghe sul fondo. E' realizzato su uno spezzone di nylon lungo 1,90 m dello 0,40 - 0,50. La lunghezza è maggiore rispetto agli esempi precedenti, questo per permetterci di staccare il più possibile gli snodi dal fondo ed evitare che le alghe ci si possano attaccare. I due snodi sono realizzati con perline incollate e girelle n°22, un sistema elementare che garantisce un buon risultato in termini di scaricamento delle torsioni, offrendo una minima superficie sulla quale le alghe possono attaccarsi. Lo snodo alto dista dalla girella capocorda 10 cm, mentre lo snodo basso è separato dalla clip porta piombo da 60 - 80 cm.

Braccioli e piombo 

I terminali sono lunghi 80 - 100 cm dello 0,18 - 0,22, entrambi flotterati ma in maniera differente: nel terminale alto è inserito un flotter in manera classica, vicino all'esca, mentre nel terminale basso il flotter è molto piccolo ed è posizionato a circa due terzi della lunghezza del bracciolo, lasciando il minor spazio dalla parte dell'amo. Questo sistema permette due cose: il trave, seppur in misura minima, è sollevato dal fondo per via dell'azione dei flotter; il bracciolo basso è staccato dal fondo e questo ci permette di evitare le alghe, ma la posizione arretrata del flotter permette di avere l'ultima porzione di terminale libera di fluttuare mantenendo l'operatività nello strato più basso della colonna d'acqua. E' importante coprire la girella capocorda con uno spezzone di tubicino in silicone di circa 2 cm, mentre la clip porta piombo è coperta da un conetto di gomma; questo per proteggere tutti i nodi dalle alghe. Ultimo, ma non per importanza, il piombo: dovrà essere dotato di alette laterali che gli permettano di staccarsi dal fondo in fase di recupero, evitando di portare con sé le alghe. In figura 5 è riportato lo schema di questo trave.

Trave da ricerca

Trave da utilizzare in condizioni di pesca a fondo, per la corta distanza. Realizzato su uno spezzone in fluoro carbon lungo 2,20 m dello 0,26. Il trave parte con una girella capocorda n°24, si articola in 3 snodi realizzati con girelle n°24 bloccate da perline incollate. Tutti i terminali sono in fluoro carbon, misurano 80 cm e sono disposti simmetricamente. I primi due, in alto, hanno uno spessore dello 0,16 e sono dotati di flotter, terminano con un amo del tipo "Crystal" n°10 - n°12. L'ultimo, in basso, ha uno spessore dello 0,18 e termina con un amo del tipo "Beack" n°10 - n°12. Le distanze che intercorrono tra la girella capocorda e il primo snodo, e tra lo snodo basso e la clip porta piombo, sono le stesse: 20 cm. I piombi da abbinare all'utilizzo di questo trave sono molto leggeri: dai 50 ai 65 gr. Un buon trave per la ricerca di prede di galla col coreano o il saltarello innescati negli ami superiori e arenicola nell'amo pescatore per i grufolatori. Consigliato l'abbinamento con canne leggere da beach ledgering, ad azione parabolica. In figura 6 è riportato lo schema di questo trave.

Travi da distanza: trave con bait clip

Trave per la pesca a lunga distanza o l'utilizzo di esche molto voluminose. Valido per tutte le condizioni del mare, variando opportunamente le dimensioni dei componenti. Presenta un unico snodo con attacco alto. Salta subito all'occhio la presenza di due elementi particolari: il bait clip e il sistema di ammortizzamento dello snodo. Il bait clip è un accessorio che consente, collocando l'amo nell'apposito gancio, di mantenere il terminale solidale al trave in fase di lancio e, una volta che il piombo impatta sul pelo dell'acqua, di rilasciare l'esca. Questo ci permette di aumentare la distanza di lancio e di evitare grovigli dovuti all'effetto delle turbolenze in aria sul terminale. In questo trave viene utilizzato il bait clip "imp1" distribuito dalla casa Breakaway. Il sistema di ammortizzamento si compone di diversi accessori: dei crimps metallici con anima di gomma, delle perline, una piccola molla, una girella n°20 - n°22. I crimps sono dei cilindri metallici cavi all'interno dei quali facciamo passare il trave, hanno una funzione analoga agli stopper di gomma, ma sono più resistenti. Dovranno essere dotati di un'anima di gomma che si interponga tra il metallo e il trave, per non danneggiare quest'ultimo quando andiamo a stringerli. La casa Breakaway produce dei crimps adatti alla realizzazione di questo trave, dotati di anima di gomma; il prodotto si chiama "adjustable crimps". La molla serve a mantenere la tensione sul terminale una volta che l'amo è stato agganciato al bait clip, in modo da far avvenire lo sgancio solo attraverso l'impatto con l'acqua. Questo accessorio è prodotto dalla casa Gemini Genie col nome di rig system srt springs.

Come costruire il trave?

Il trave è uno spezzone di nylon o fluoro carbon lungo 1,50 - 1,80 m dello 0,50 - 0,70. I nodi sulla girella capocorda e sul bait clip sono coperti da un tubicino di silicone della lunghezza di 1,5 - 2 cm. Il sistema di ammortizzamento è posto a 10 - 15 cm di distanza dalla girella capocorda ed è così composto: crimp, perlina, girella n°20 - n°22, perlina, molla, perlina, crimp. Fissiamo i crimp metallici con delle pinze a becchi tondi, esercitando una pressione tale che sia possibile spostarli, ma senza troppa facilità. L'anima di gomma al loro interno preserva lo stato del trave. La lunghezza del terminale dipende dalla distanza dello snodo dal bait clip, ma si può approssimare intorno ai 100 - 150 cm. La sua misura varia da uno 0,22 allo 0,25. Gli ami sono di forma "Beack" n°6 - n°4. Importantissimo è il ruolo del sistema ferma esca presente sul bracciolo: è composto, spostandoci dalla girella in direzione dell'amo, da uno stopper di gomma che precede una perlina di dimensioni generose. Questo sistema non permetterà all'esca di spostarsi lungo il bracciolo per effetto delle forze d'attrito in aria durante il lancio. I piombi utilizzati vanno dai 120 ai 150 gr. Trave ideale per spingere i propri lanci al massimo senza problemi di garbugli, ottimo per inneschi misti come americano + bibi ma anche, adattando il terminale, i tranci flotterati per i pesci serra. In figura 7 è riportato lo schema di questo trave.

Travi da distanza: trave con doppio bait clip

Versione modificata del trave precedente. Lo snodo ammortizzato viene ribaltato e spostato in basso, per utilizzare il bait clip come nel caso precedente è necessario che il terminale passi prima su un secondo bait clip posizionato nella parte alta del trave, facendo una sorta di "giro di boa". Questo secondo bait clip è un semplice gancio metallico fissato al trave mediante un tubicino di silicone, lo si può acquistare in negozio. Con questo sistema a doppio bait clip, a differenza dello schema precedente, abbiamo un terminale lunghissimo, con attacco basso, ideale per la pesca all'orata sulla lunga distanza. In figura 8 viene mostrato lo schema di questo trave.

Buon divertimento!

Andrea Loddo

Andrea Loddo

Studente di ingegneria elettrica presso l'Università degli Studi di Cagliari, video maker e grafico digitale a livello amatoriale. Il Surf Casting è la sua passione, alimentata dai meravigliosi scenari che la sua amata Sardegna gli regala.

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