Pesca allo storione col pellet feeder

Col passare del tempo i pescatori sentono il bisogno di evolversi. È un istinto naturale, dettato dalla normale necessità di affrontare sfide sempre più complesse. Io sono uno di questi. Vivere la pesca in assoluta staticità non fa parte del mio DNA. Non riesco a fossilizzarmi solo con una tecnica, bensì avverto il desiderio di crescere e mettermi in gioco con nuove realtà. Da quando vivo in Trentino ho la possibilità di confrontarmi con ambienti totalmente diversi dal passato: torrenti di montagna, laghi alpini, stagni e, talvolta, ex-cave convertite in riserve ricche di pesci di taglia. In quest’ultimo ambiente ho fatto conoscenza con un pesce divertente e combattivo, dalle sembianze jurassiche, vero e proprio “missile terra aria” dal colore grigio, ma dall’animo buono e solitario. Amiche ed amici di Pescanet, ho il piacere di presentarvi lo storione, oggetto di un nuovo articolo di pesca a ledgering con un metodo tipicamente “british”, per la gioia dei tanti lettori amanti del genere.



Un pesce quasi "preistorico"

Avete presente lo storione? Guardate la sua fisionomia. Osservate la testa, il corpo, i colori. Sembra più l’incarnazione di un dinosauro acquatico che un pesce vero e proprio. Conosciamolo meglio… Lo storione è un pesce di fondo che trova nelle cave il suo habitat migliore. Si muove lentamente come un grufulatore e cerca nutrimento succhiando il cibo direttamente dal fondo. La sua bocca si trova sotto l’apice della testa, diversamente dagli altri pesci. Vive solitario o in branchi, ma è di facile individuazione perché talvolta effettua dei guizzi spettacolari che confermano la sua presenza (e attività). Lo storione è una preda possente che raggiunge ottime dimensioni (anche superiori ai 10 kg) e sprigiona una forza unica nel suo genere. Non va tralasciato l’aspetto culinario: la carne dello storione è davvero deliziosa e dalle sue uova si ricava il caviale. Tuttavia mi sento in dovere di raccomandare il catch & release, non solo per una questione etica bensì perché molto spesso questo pesce finisce per non essere apprezzato a tavola, dato che la cucina del pesce d’acqua dolce non è così semplice.

Attrezzature per la pesca allo storione

Possiamo pescare lo storione in due modi: col galleggiante o a fondo. Scartiamo la prima tecnica e concentriamoci sulla pesca a fondo. In molti tentano di insidiare grossi storioni con lenze semplici quali piombo a perdere, bracciolo, grosso amo e innesco di formaggino. Non che tali metodi non funzionino, anzi. Preferisco però pescare un pesce così spettacolare con stile, perché è più bello e più difficile. Le canne ideali per pescare a ledgering lo storione hanno una lunghezza di 3,90 metri e un’azione rigida, capaci di lanciare pesi di almeno 80 grammi/3 once. Canne dall’azione più blanda offrono fusti più parabolici. Meglio combatterlo con armi pari! A tal proposito, consiglio l’impiego di canne con manico sagomato e pomello da combattimento (vedi foto in alto), definite specimen. Il mulinello in abbinamento ad una canna potente avrà una dimensione media, solitamente 4000 o 5000, capace di ospitare almeno 250 metri dello 0,25. La scelta tra frizione anteriore o posteriore è una scelta personale. Il vantaggio della frizione anteriore sta nella possibilità di regolarla secondo un numero maggiore di posizioni. La frizione posteriore, invece, specie se accompagnata da un “fighting drag” (tipico della Shimano) offre una doppia regolazione, quindi può essere lasciata totalmente aperta fino all’abboccata, per essere poi chiusa durante il combattimento.


Pesca allo storione col pellet feeder

Tutti conoscono il cage feeder, il block end feeder, il method feeder. Pochi, per fortuna o per sfortuna (fate vobis), conosco il pellet feeder. Trattasi di un pasturatore di nuova generazione, costituito da un tubo rigido al cui interno vi passa il monofilo, con una cavità inferiore che ospita i pellets. Ne esistono di diverso tipo: standard o elasticated. Il vantaggio della versione con l’elastico è ben immaginabile con le prede di taglia, che impegnano il pescatore fino all’ultimo guizzo prima di entrare nel guadino. Richiede il montaggio di un terminale corto con un amo del n° 10 barbless, dotato di elastic bend, sul quale innescheremo un pellet da 6 mm. Tre esempi di pellet da innesco con l'elastic band sono indicati nella foto superiore. Trattasi di pellets alla fragola, alla betaina e all'ananas della Sonubaits. Il pellet feeder ha il vantaggio di rilasciare i pellets in acqua come se fosse una sorta di “paletta”. All’interno della nuvola di pellets c’è quello giusto, il pellet decisivo, collegato con l’amo, che ci permetterà di catturare lo storione. Perché proprio il pellet feeder? Sono convinto che nella pesca c’è bisogno di scoprire sempre nuove frontiere. Non nego assolutamente la possibilità di catturare lo storione con metodi decisamente più semplici. Volete metterci, però, il gusto di sperimentare un metodo tipicamente british, applicandolo al contesto italiano? C’è un’altra ragione. Diversamente dal method feeder, che nelle acque private fa vera e propria carneficina di carpe, il pellet feeder riesce a selezionare le prede, puntando a qualcosa di più grosso come lo storione. Il motivo è nella disposizione differente dei pellets. Il method feeder crea un tappeto di pellets attorno ad esso, mentre il pellet feeder espelle in modo più chirurgico il proprio contenuto. Lo storione, che succhia il cibo con la bocca che si trova sotto la punta della testa, troverà più invitante un bocconcino di pellets su di un pellet feeder che sul method.



Combattimento con lo storione

Lo storione ha un modo di reagire tutto particolare. Sono due le verità che ho constatato di persona, dopo averle ascoltate da alcuni amici di pesca. Molto spesso sembra di aver incagliato. Noterete una leggera trazione della lenza ma nessuna fuga verso il largo. Dopo aver ferrato sentirete quasi un peso, come se avessimo pescato un grosso fusto sott’acqua. E’ lui, potete esserne certi. Le danze possono avere inizio! Il combattimento è molto avvincente, perché si tratta pur sempre di un pesce di buona mole, che spesso si attesta sui 6/7 chili. Lo storione prenderà velocità e si dirigerà a pelo d’acqua, dove potrà sfogare la sua aggressività con qualche acrobazia davvero spettacolare. Tenderà a muoversi con un andamento quasi circolare, disegnando talvolta le stesse traiettorie. La fase finale è molto delicata perché dobbiamo vincere un pesce sviluppato in lunghezza, che supererà certamente il metro. Non dobbiamo farci prendere dall’emozione perché gli ultimi istanti sono i più delicati. Un movimento anomalo del pesce potrebbe vanificare gli sforzi, causando un distacco dell’amo senza ardiglione dalla bocca del pesce. Porteremo il pesce a riva con la canna alta, mentre con la mano sinistra terremo il guadino in acqua (meglio se con una testa maggiorata). Ricordiamoci di introdurre prima la coda e poi la testa, proprio come sono soliti fare in Alto Adige i pescatori locali. Concedetevi pure una foto di rito… credetemi, ne vale la pena!



Prendere lo storione dalla coda

Qualora dovessimo avere un guadino di piccola dimensione, cercheremo di avvicinare il pesce quasi fino a riva, per tentare di infilare il muso e parte del corpo all’interno della testata. Una volta sistemato il pesce in questo modo provvisorio, prendiamo con la mano destra la testa del guadino e, con la sinistra, la coda del pesce, prima di riporre lo storione su un piccolo materassino dove effettuare le operazioni di slamatura. Potrete prendere lo storione dalla coda anche per fare le foto sviluppate in altezza, ma evitate di tenere il pesce a testa in giù per troppo tempo. Rimettetelo in acqua con cura sempre con una mano sulla coda. Quando questa inizierà a muoversi, lo storione sarà pronto per tornare nel suo habitat naturale.



Conclusioni

Lo storione è la gioia di grandi e piccini. Le dimensioni fuori dal normale lo rendono un pesce tra i più desiderati tra i pescatori delle acque dolci. Il suo carattere un po’ solitario, timido e scorbutico destano un certo fascino, specie tra coloro che non hanno ancora provato l’emozione della prima cattura. Lo storione non arriverà con facilità, perché molte acque private contengono una percentuale di carpe superiore, quindi le probabilità che abbocchi il pesce preistorico sono un po’ basse. Vi capiterà di incocciare qualche grossa carpa prima di sentire qualcosa di strano in canna. Proprio in quell’attimo, finalmente, realizzerete di aver catturato il tanto atteso storione. Buon divertimento!

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Nato nel 1983, pugliese d'origine e trentino d'adozione. Autore di due romanzi d'amore e pesca, interamente autoprodotti, si occupa di marketing digitale in una pluripremiata agenzia di comunicazione. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci in provincia di Trento, Verona e Mantova. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila fan in tutta Italia. Vanta collaborazioni con riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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