Pesca a Eging e Light Rock Fishing

La pesca in mare è pazienza, passione e sfida. Ultimamente è divenuta purtroppo sempre più una moda. Il mondo di internet ha vantaggi e svantaggi, come tutte le cose in realtà. Ad esso va riconosciuto il merito di aver unito il pubblico di pescasportivi in gruppi su Facebook, forum e siti web. In meno di dieci anni il Web è divenuto un mezzo di confronto per eccellenza tra i pescatori della penisola, da Nord a Sud Italia, dal più giovane al più anziano. Tuttavia, internet è degenerato anche mezzo di scontro, di offese, turpiloquio. Oltre alla sfaccettatura più estrema, possiamo dire che la rete e la pesca sono, soprattutto, moda. Georg Simmel, un sociologo vissuto a cavallo tra il 1800 e il 1900, definiva la "moda" come una tensione tra il vivere i costumi uniformandosi al gruppo, cercando al tempo stesso di starne fuori e ribadire la propria individualità. I casi dell'Eging e del Light Rock Fishing sono emblematici. Prima del 2011 l'eging ha vissuto momenti di assoluto silenzio. La pesca a seppie e calamari era considerata alla pari di un declassamento in serie B. Poi, all'improvviso, vuoi per il marketing delle aziende, vuoi per la creatività dei pescatori, è esplosa l'eging mania. Il LRF (abbreviativo) ha una storia un po' differente. E' nato grazie alla promozione in rete da parte di aziende lungimiranti; successivamente ha ottenuto pochi consensi e molte critiche, perchè reputato "una pesca facile a pescetti ridicoli". Quando su Facebook sono comparse le prime foto in HDR (tecnica fotografica), ricche di colori e di pose "artistiche", è partita la conversione di tanti spinner, esperti e improvvisati, che si sono convertiti alla moda del LRF. In un contesto così confusionario manca una linea guida di valore e solo la carta stampata può abbattere la cattiva informazione, fornendo contenuti che vivono al di fuori dalle tendenze della rete. Oggi sono qui, pronto a condividere con umiltà le mie conoscenze.

Un inverno alternativo

In questo pezzo ho l'ambizione di fare il punto della situazione su due tecniche praticabili anche d'inverno: eging e light rock fishing. L'eging mira alla cattura di seppie e calamari quindi può essere praticato da settembre ad aprile inoltrato. Il LRF, invece, stimola l'appetito dei piccoli predatori marini. Trova applicazione tutto l'anno, tranne durante le mareggiate e le giornate particolarmente fredde, con valori termici ridottissimi. Chi cerca emozioni alternative a spigole e cefali può sicuramente incontrare terreno favorevole nell'eging e nel LRF. Si tratta di tecniche alla portata di tutti, dal novizio all'esperto che non richiedono particolare dispendio economico. Basta possedere una o due canne, uno o due mulinelli e una borsa con esche artificiali. Un combo di buona qualità non supera i 100 euro quindi concilia con l'esigenza di risparmiare (nota dolente per le finanze degli Italiani). C'è un lato culinario non indifferente per chi pesca ad eging. Seppie, calamari e polpi sono cefalopodi dal sapore ricercato e la cottura genera parecchie soddisfazioni in cucina. I pesci di piccola dimensione, tipici del LRF, vanno sicuramente rilasciati, sia per rispetto verso il mare, sia perchè spessissimo non raggiungono neppure la misura minima per essere trattenuti. In ultimo non dimenticherei il fattore alieutico-culturale. Fa sempre bene confrontarsi con pesche che vanno fuori dai canoni di rouba-inglese-bolo, ormai di dominio comune nella letteratura di settore. Si imparano tante cose in più e si accresce la propria esistenza con un bagaglio tecnico da fare invidia.



Eging: come, quando, perchè

Per chi non lo sapesse, la parola eging deriva dall'artificiale impiegato per la cattura dei cefalopodi. L'imitazione di un gamberetto prende il nome di "egi", quindi la tecnica si chiama "eging" e chi la pratica è un "eginger". Questo artificiale ha una testa, un corpo luminescente e una coda. Sulla testa è presente l'attacco per la lenza, gli occhi e il peso portante. Il corpo ospita eventualmente le zampe in seta mentre la coda è munita di un nastro fluorescente e un cestello che funge da appiglio per la preda. Ne esistono di varie misure e tipologie. Ci sono egi in misura 2 - 2,5 - 3 - 3,5 e 4 con tendenza affondante, semi-affondante e di superficie. I numeri non indicano il peso bensì le dimensioni. L'eging si pratica dalle scogliere o nei porti con profondità variabili tra il metro e i 10/12 metri massimi. Le canne più adatte per la pesca ad eging sono le due pezzi da spinning di lunghezza variabile tra i 2,10 metri e i 2,40, con potenza tra i 7 e i 21 grammi, dotate di un'azione non troppo nervosa che ci consentirà di avvertire anche le tocche meno pronunciate. Abbineremo alla canna un mulinello taglia 2500/3000 a frizione anteriore imbobinato con del buon nylon 0,20. Nella borsa a tracolla troveranno alloggio gli artificiali di diverse misure e colori, forbici, una pinza, uno spazzolino da denti (per rimuovere scaglie di cefalopodi dal cestello) e una torcia luminosa. Chi vuole investire può acquistare una torcia a LED che illuminerà l'artificiale donandogli una maggiore fluorescenza, quindi una superiore capacità attrattiva in acqua.



Ci muoveremo al tramonto, di notte o all'alba, perlustrando i diversi strati dell'acqua. Passeremo al setaccio sia la superficie sia la profondità del mare, facendo attenzione a non incagliare, vera e propria piaga dell'eging. Il recupero è fonte di diatriba tra i "pescatori della tastiera". C'è chi segue la moda e si comporta come se fosse un giapponese dando due jerkate all'inizio (movimenti verso l'alto della canna) alternando un recupero saltellato a momenti di lentezza. Ci sono poi i pescatori che preferiscono lanciare e tirare lentamente dando continuità al movimento senza troppa velocità. In due anni di pratica costante dell'eging non sono ancora arrivato alla conclusione definitiva. Di sicuro il primo sistema è adatto più alla pesca del calamaro che vive più o meno a mezz'acqua. Il radere il fondo con una velocità lenta e costante pare più adatto alla ricerca della seppia, magari agganciando al moschettone un peso ulteriore come un pallino da drop shot o un piombino a campana. Fate attenzione alla ferrata! Seppie e calamari sono cefalopodi, non pesci! Agganciano l'egi ma non lo ingoiano. Strappi eccessivi durante la ferrata rischiano di sfilare il cestello dai tentacoli obbligandoci ad un nulla di fatto. Il combattimento è particolare perchè si muovono al contrario rispetto al pesce e spruzzano inchiostro quando arrivano in superficie. Il guadino è obbligatorio, pena la perdita di qualche preda superiore all'etto di peso.



Light Rock Fishing: come, quando e perchè

La pesca a LRF è sicuramente la novità del 2012. Col passare del tempo, ha subito un'evoluzione tecnica non indifferente e sono nati tanti blog dedicati alla cattura delle specie ittiche insidiabili. Ne ho parlato sia su Pescanet sia su questa rivista, con articoli dettagliati e una rubrica estiva che ha riscosso molto interesse. E' una forma di spinning fuori dal comune che punta ai piccoli pesci di scoglio quali ghiozzi, saraghetti, occhiate, salpe, tordi, bavose, scorfani. Prede molto belle a vedersi ma assolutamente insufficienti per l'aspetto culinario visto il peso ridotto. Una moltitudine di specie ittiche pressochè sconosciute che cadrà nel tranello di teste piombate ed esche siliconiche. La sportività è proprio nell'aspetto alternativo dello spinning in acqua dolce che, almeno per una volta, abbandona i canoni tradizionali di canne potenti e mulinelli da uso gravoso e si concentra su abitanti marini finora dimenticati. Tornando alle esche siliconiche, queste hanno lunghezze dai 2,5" ai 3,5" oppure sono costituite da imitazioni di vermi, crostacei e pesce foraggio. Vanno innescati attraverso una testa piombata da 1 a 3 grammi (innesco classico) con amo del n° 8/10 oppure possiamo passarli attraverso un amo del 8/10/12 a gambo lungo e piombare la lenza direttamente sul trave, con un piombino da 1,5/2 grammi a pochi centimetri dall'esca. Tale sistema ha il nome di slip shot rig ed è particolarmente utile in caso di fondale roccioso con molti incagli. Viste le grammature così esigue è bene acquistare canne da spinning ultraleggero che abbiano un casting da 1 a 7 grammi e una lunghezza tra 1,80 e 2,10 metri. Il mulinello a corredo avrà una taglia del 1000/2500 con del buon 0,18 in bobina. Come detto prima, possiamo pescare a LRF durante tutti i periodi dell'anno, sia dalle scogliere, sia nei porti.



Il ghiozzo è la preda tipica dell'inverno anche se non è raro incocciare anche scorfani e qualche ingordo saraghetto. Il momento migliore coincide col giorno e l'attività è maggiore durante le ore più calde, quando i piccoli pesci escono dalle loro tane alla ricerca di cibo. La tecnica di recupero è differente dallo spinning. Pescando a LRF non dobbiamo recuperare in velocità un artificiale, bensì dargli vita simulando il movimento di vermetto vagante o pesce foraggio stordito e impaurito. Lanceremo e recupereremo con piccoli colpi e strattoni sussultori, favorendo la discesa dell'esca. Essa si muoverà lungo il fondale saltellando qua e là. Le tocche sono improvvise e violente ma mai risolutive. Due o tre colpi molto forti anticiperanno l'abboccata finale. Come nell'eging, evitiamo di ferrare con forza! La bocca è spesso piccola e fragile, quindi l'amo rischia di non penetrarvi perfettamente.



Approfondimento sull'Eging

Nella prima immagine vi presento tre modelli di egi per la pesca in profondità. Dall’alto verso il basso troviamo un egi simile a un gamberone con colorazione vivace, corpo più tozzo e zampe in seta di colore viola. Segue un modello professionale e costoso, dotato di corpo rivestito con tessuti riflettenti. Novità per il 2014, segue un egi trasparente, che può ospitare uno star light al suoi interno. Basta svitarlo e il gioco è fatto. Successivamente, nella seconda immagine è facile identificare totanare da pesca a mezz’acqua o a tre quarti di fondo per il piombo portante più leggero, dotato di doppia foratura. Si tratta di modelli più grossi per la pesca al calamaro. I tessuti sono sia semplici, sia olografici. I colori degli egi non vanno scelti a casaccio. Le colorazioni tendenti al bianco con sfumature di blu o rosso vanno impiegate in condizioni di luce maggiore come all’alba o di giorno. Colorazioni vistose (talvolta anche pacchiane) sono un jolly da sfoderare quando c’è poca luce, quindi al tramonto e di notte. Le seppie, inoltre, sono particolarmente attratte dalla luminescenza degli artificiali. Ogni 10/15 lanci è bene passare l’egi sotto una lampadina così da rendere fluorescente il suo corpo. Oppure, per chi volesse sperimentare qualcosa di nuovo, l’acquisto di un egi trasparente con porta-starlight diviene un passo obbligato.



Approfondimento sul Light Rock Fishing

La varietà di soft baits per il LRF è molto vasta ma preferisco focalizzare l’attenzione sulle mie esche preferite, sia perché le conosco approfonditamente, sia perché sono convinto del potenziale attrattivo. In figura abbiamo l’imitazione di una ranocchia saltellante, un pesciolino foraggio, un simpatico vermicello. Nell’altra immagine troviamo un’esca simile ad un grosso insetto e una riproduzione davvero federe di un piccolo paguro. Queste esche possono essere innescate sia passando il corpo sull’amo innestato nella testa piombata sia a slip shot rig, ovvero sull’amo e col piombino a cinque-dieci centimetri (slip shot rig). I worm vanno bene tutto l’anno, specie nei periodi freddi, perché sono morbidi e di piccola taglia. Il pesce ha l’abitudine di inseguirlo e attaccarlo per la coda prima di ingoiare completamente l’esca. A ciò si aggiunge la facilità den recupero: basta lanciare, avvertire la discesa della testa piombata sul fondo e iniziare a recuperare a piccoli strattoni.



Le soft baits più voluminose puntano a grossi ghiozzi, bavose, tordi e scorfani. L’impiego è differente. Il pesce va cercato tra buche e anfratti così da stimolare la loro curiosità e ricevere l’attacco finale. Ricordiamoci che questi piccoli pesciolini mangiano più per curiosità e istinto predatorio che per fame. Le esche da LRF sono quasi tutte inodore e non credo che un ghiozzo indifeso voglia sbranare un worm solo per assaggiare il sapore del silicone. Solo le Berkley Gulp Sandworm e le Marukyu Power Isome hanno la caratteristica di essere scented ovvero profumate. Sono conservate all’interno un sacchetto richiudibile al cui interno è presente una sostanza ricca di aminoacidi. Quando arrivano in acqua sprigionano fragranze che risvegliano l’istinto predatorio, quasi come un verme coreano.

Conclusioni

Novembre e dicembre sono mesi di transizione. L'acqua del mare è ancora calda ma il peggioramento climatico e la riduzione delle ore di luce porta ai primi grandi cambiamenti. Sia l'eging che il Light Rock Fishing si adattano perfettamente al contesto autunnale e ci faranno anche compagnia durante le fredde giornate di gennaio, febbraio e marzo. Talvolta avverto uno scetticismo iniziale verso lo stile di pesca imposto da entrambe le tecniche. Molti mi dicono che sono "pazzo" per aver puntato la mia attenzione sui "pescetti", altri ancora pensano che i cefalopodi siano prede di serie B e non meritino tutto l'eco mediatico degli ultimi anni. Poco mi importa. Io pesco per me stesso e ho il piacere di condividere con voi le mie esperienze aliene, provenienti da mondi paralleli che la pesca sportiva deve ancora conoscere a fondo.

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Nato nel 1983, pugliese d'origine e trentino d'adozione. Autore di due romanzi d'amore e pesca, interamente autoprodotti, si occupa di marketing digitale in una pluripremiata agenzia di comunicazione. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci del Trentino, Veneto e Lombardia. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila fan in tutta Italia. Vanta collaborazioni con riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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