Spigole e pesca all'inglese

Negli ultimi mesi ho ricevuto diverse mail dai tanti fan del Pescanet Team riguardanti questo famoso "pallettone", quasi fosse uno sconosciuto. Effettivamente in Puglia è così, nonostante qualcuno possa storcere il naso e farmi le prediche sul "minimo sindacale" per chiamare un piombino pallettone, pallottolino o piombetto. Il pallettone, o piombino a sfera con foro, che dir si voglia, è poco comune ai pescatori di mare che spesso creano lenze per la pesca all'inglese imitando o scimmiottando modelli per la bolognese. Per un obbligo morale verso i lettori, ho indirizzato molti pescatori verso l'acquisto della rivisita "I Segreti dei Pescatori" e, quando ciò non era più possibile, mi sono prodigato con alcune spiegazioni via mail che rimandassero al nostro portale. Vorrei approfondire questo sistema per la pesca ai predatori (spigole in primis), utile durante il cambio di stagione che porterà ai mesi più caldo, con il mare sempre più performante e ricco di tanti pesci disposti ad abboccare.



Dal dolce al salato. Spesso le emozioni più belle te le regala il caso, oserei dire il destino. Ricordo un pomeriggio passato al pc per cercare di spiegare una possibile lenza all'inglese per un utente del forum di Pescanet. Oltre alle classiche alternative con bulk di pallini e rifinitura con i mignon, appare sul monitor una lenza ibrida ed, a dir poco, stramba. Inizialmente storco il naso, poi rifletto. E se la modificassi con un bel pallettoncino di piombo? Funzionerebbe? Il primo test, se la memoria non tradisce, risale alla fine di aprile 2011, al Lago Locone, con una serie ininterrotta di carpe e carassi. Molti di voi conosceranno la mia passione per le acque interne che, pian piano, contribuisce ad uno scambio mentale tra le strategie adottabili in ambiente dulciacquicolo e marino. Ciò che mi colpì particolarmente fu la totale assenza di grovigli mista alla rigidità fenomenale del trave, dovuta al massiccio raggruppamento di piombo verso la fine della lenza. Sempre in quel pomeriggio di esperimenti ricordo di aver adottato un galleggiante 6+2 con un pallettone da 1,5 grammi fermato da due pallini da 0,24.

Nei giorni successivi cercai di studiare la lenza e colsi alcuni spunti per definirla con uno spirito costruttivo. L'approccio in mare è stato davvero positivo sia per le catture sia per l'efficacia del sistema, portato al fatidico grammo sulla lenza. Anche in questo caso i garbugli sono stati minimi, anzi davvero inesistenti. Durante l'estate ho effettuato altri test in mare, sia con cefali e boghe, sia con aguglie, spigole ed orate. Devo ammettere che l'avversario più temibile è stato proprio lui, il cefalo schiumarolo. Purtroppo in Puglia abbiamo assistito a numerosi vicissitudini ambientali tra le quali la famosa alga tossica che ha allontanato, giorno dopo giorno, gran parte dei cefali più grossi da riva, lasciando spazio alla minutaglia tra i 15 e 25 centimetri, esemplari comunque sospettosi, spesso abituati a lenze leggere con galleggianti al di sotto del grammo e mezzo. La mia preoccupazione stava proprio in quel peso sulla lenza, quel fastidioso grammo a meno di mezzo metro dall'amo, capace di influenzare l'esito finale. Com'è andata? Ve lo svelo senza mezzi termini: cefali a go-go, con un tira e molla esasperato di coppie, capaci di mettere a dura prova l'inglesina da tre metri e novanta. Poi spigole e spigolette, con un bell'esemplare catturato nelle magnifiche acque del Gargano. Ancora una volta la conferma: funziona!



Lenza per pesca all'inglese - Terminale da 50 cm a 1 metro. Ogni lenza ha i suoi pregi ed i suoi difetti. Non posso parlarne solo in modo positivo della lenza col pallettone, rischierei di sembrare un profeta millantatore di credito. Da un lato vi è l'ottima risposta in pesca, con una stabilità davvero invidiabile e numerosi punti di forza, primo fra tutti la minima dispersione di piombo sul terminale. Dall'altro, però, è innegabile la complessità della realizzazione, almeno per chi è alle prime armi. Niente paura! Passo dopo passo possiamo farcela, non è mica un'impresa eroica! Dobbiamo solo avere pazienza e preparare tutto l'occorrente per dedicarci alle spigole con la pesca all'inglese. Vediamo cosa serve acquistare dal supermercato.....ops volevo dire dal negoziante! Innanzitutto un nodo di fermo, due piccoli tubicini di silicone, due perline, un carrellino per l'inglese, due girelle delle quali una dev'essere tripla, alcuni pallettoncini di piombo da 0,80gr e due piccoli pallini da 0,10. Nient'altro, se non fosse che ci serve l'amo e il galleggiante. Per la preparazione della lenza c'è da seguire un piccolo accorgimento: tagliamo dal filo madre uno spezzone di 150/180cm di lenza che ci servirà in seguito per completare la montatura. Passiamo sul trave uno stopper, il piccolo tubicino in silicone ed il carrello per il galleggiante. Continuiamo con una seconda perlina ed un successivo tubicino in silicone che incastreremo nella micro-girella. Colleghiamo lo spezzone di filo lasciato in disparte e posizioniamo il pallettone da 0,80 grammi fermato da 2 pallini da 0,10, uno sopra ed uno sotto, come mostrato in figura. A pochi centimetri ci leghiamo una girella che terminerà la lenza con uno spezzone di 0,12 da minimo 50 cm per acque basse ed 1 metro per le profondità maggiori ai 5 metri. Qui è richiesto piuttosto movimento al ciuffo di bigattini e con uno svolazzo da metro potranno fluttare senza problemi ed ingolosire l'astuta spigola. I primi tempi potrà sembrare complessa, a dir poco arzigogolata, ma lo spirito dell'innovazione che è presente in ognuno di noi ci porterà a farla propria in meno di qualche ora, ve lo garantisco. Pasturate con continuità, attraverso piccole fiondate ogni cinque/dieci minuti per tenere in scacco le spigole di passaggio. Disponetevi nei punti di maggior movimento, dove la corrente coincide con l'entrata e l'uscita dei pesci (imboccature dei porti). Alternate il bigattino al gambero vivo di medie dimensioni, facendo attenzione ai pallini della lenza. Questi vanno cambiati con due di peso minore a seconda delle dimensioni del gambero.



L'inglese in mare con i galleggianti piombati ed il pasturello. L'inglese in mare è una tecnica importata alla fine degli anni '80 che ha visto una decisa evoluzione migliorativa col passare del tempo. Sono cambiate le usanze, le abitudini, le attrezzature e le prospettive ma ciò che è rimasto sempre invariato è l'uso del galleggiante piombato. La creazione del galleggiante inglese è attribuibile a Billy Lane, un campione degli anni '60, che sperimentò questa tipologia proprio in Inghilterra, un paese battuto da piogge e venti, con fiumi dai fondali ridotti, non superiori ai due metri. Una varietà di circostanze simili a quelle marittime, almeno lungo le scogliere sabbiose dove il fondo degrada dolcemente. Due sono le tipologie di galleggianti esistenti in commercio. Annoveriamo il bodied e lo straight, entrambi un must nella nostra borsa. Il bodied ha un corpo in balsa piuttosto pronunciato a forma di bulbo, con il piombo fissato sull'estremità inferiore mentre in quella superiore c'è l'imbocco per lo starlight notturno. Lo straight è l'evoluzione della classica penna di pavone che in mare è poco utilizzata a discapito delle "cannucce" , semplici galleggianti a forma di penna dal costo contenuto, ideali per spigole e pesci molto sospettosi. Una terza tipologia tutta italiana è il pasturello, apparso alla fine degli anni '90 con un ibrido galleggiante-pasturatore specifico per la pesca in superficie, che rilascia le larve durante l'entrata in pesca. Dovete provarle un po' tutte perchè la spigola è un predatore piuttosto lunatico e molto spesso mangia senza una logica ben precisa. Quante volte è capitato di pescarne più di dieci in una sola notte e poi ritornare sullo stesso posto, con le stesse lenze e ricevere solo violenti schiaffi in faccia? Benvenuti nel mondo delle spigole, che vi piaccia o no.
Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Classe 1983, coniugato, vive a Trento. Nella vita si occupa di marketing digitale al servizio di Archimede, pluripremiata società di marketing e comunicazione trentina. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci del Trentino e dintorni: divulga la pesca a spinning, al colpo, il ledgering e la trota lago. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network. Inoltre vanta collaborazioni passate con PescareOnline, I Segreti dei Pescatori, Pescare, il Pescatore d'acqua dolce e realtà aziendali italiane e internazionali come Trabucco, Decathlon Italia (marchio Caperlan), Rizov, Cogitech, Piscor, Sport Sile. Infine è top contributor per il blog di Pescaloccasione.

Articoli consigliati

I migliori articoli dall'archivio di Pescanet