2006-2026: Vent'anni di Pescanet

9 aprile 2006 – 9 aprile 2026: Vent’anni di Pescanet! Sì, carissimi utenti, avete letto bene: vent’anni di avventure e catture tra mare e acqua dolce, passando per la Puglia, il Trentino e il Veneto. Uno spaccato di vita che oggi sento di voler condividere con tutti voi. Una continuità, tra alti e bassi, che rappresenta il mio lavoro di divulgazione per la pesca sportiva, iniziato tanti anni fa e proseguito ancora oggi sul sito www.pescanet.it e sulla pagina Facebook.

 

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Prima di addentrarmi in considerazioni personali su come mi sento oggi, a un quinto di secolo da quel 9 aprile 2006, vorrei fare un passo indietro. Mi piacerebbe ricordare quante cose sono cambiate in vent’anni, un periodo che rappresenta una vera e propria evoluzione naturale di Pescanet. Tutto ebbe inizio durante la Domenica delle Palme che precedeva la Pasqua: eravamo a pesca a Molfetta (Bari) tra amici; le nostre fidanzate dell’epoca ci raggiunsero per stare in compagnia e realizzammo un servizio fotografico tutti insieme, che includeva anche la presenza del gentil sesso. Nacque quasi per caso l’idea di immortalare quel ricordo memorabile, che pubblicai sul primo dominio web dedicato a Pescanet. Da lì a poco seguirono altre pubblicazioni, in un’epoca in cui non esistevano ancora i social come Facebook, TikTok e YouTube, né influencer o pro staff prezzolati. L’unico modo per ottenere visibilità era scrivere su un blog o creare un sito. E così fu.

 

Nei mesi successivi entrai in contatto con Gionata Paolicchi, direttore di Pescareonline, e iniziò anche l’avventura su una rivista online che esiste tuttora, con ben 25 anni di attività alle spalle. Tanta operosità sul web venne premiata nel 2008 con l’ingresso nell’editoria, collaborando con le riviste I Segreti dei Pescatori (con oltre 40 pubblicazioni), Pescare (2 pubblicazioni) e Il Pescatore d’Acqua Dolce (2 pubblicazioni). Il percorso su carta stampata coronò un sogno: diventare un “giornalista” di pesca, raccontare le avventure tra mare e acque interne d iPuglia e Basilicata, promuovendo il territorio e dando finalmente voce a una “pesca al Sud” raccontata con impegno e passione.

 

Nel 2011, a cinque anni dalla nascita del sito, arrivò un altro importante passaggio nella mia vita di pescatore: la nascita dell’Associazione Pescanet, insieme agli altri tre padri fondatori (Leo, Francesco e Sergio), e l’inizio della promozione sociale della pesca sportiva sul territorio appulo-lucano. Uscite di pesca in compagnia, gare amatoriali tra amici, pubblicazione di articoli e tutorial: questa, in sintesi, è stata l’attività svolta fino alla chiusura dell’associazione, avvenuta qualche tempo più tardi. Ammetto con tristezza che tutti i sogni, prima o poi, sono destinati a concludersi, e il mio è terminato nel peggiore dei modi. All’apice della visibilità di Pescanet in Italia, gravissime vicissitudini colpirono la mia famiglia. Dopo la morte prematura di mia madre, all’inizio del 2014, mi ritrovai nella condizione di scegliere se restare in Puglia o ricominciare la mia vita altrove, in un territorio che potesse offrirmi maggiori opportunità lavorative e nuovi sbocchi per la mia carriera di pescatore.

 

Il sogno dell’Associazione Pescanet si chiuse in quell’anno e iniziò il cambiamento più significativo della mia vita: mi trasferii a Trento, dove avrei vissuto per diversi anni, entrando in contatto con una realtà sociale e alieutica completamente diversa da quella pugliese. Iniziai a frequentare le acque interne, ricche soprattutto di salmonidi, mettendo praticamente da parte le canne dedicate alla pesca in mare, che avrei praticato solo sporadicamente durante le vacanze estive nella mia terra d’origine. Durante gli anni in Trentino mi sono rimboccato le maniche, approfondendo lo spinning e la pesca al tocco in torrenti, fiumi e laghi. All’inizio non è stato affatto semplice: il nuovo percorso richiedeva la conoscenza di nuovi spot, concessioni e regolamenti, senza l’aiuto di nessuno, anche perché la socialità alieutica e l'associazionismo erano molto diversi da quelli vissuti in passato. Nel frattempo, dopo un periodo di scarsa attività, io e gli altri fondatori decidemmo di chiudere definitivamente l’associazione, mantenendo però attivo il sito, che continuava a rappresentare un importante strumento di divulgazione. Sempre nel 2014 si concluse anche la mia esperienza editoriale con la rivista I Segreti dei Pescatori, pubblicando il mio ultimo articolo sul numero di febbraio, accanto a firme illustri come Mario Molinari e Riccardo Galigani. Un sogno coltivato fin da bambino — quello di scrivere accanto a loro in un giornale — che finalmente si realizzava.

 

Non finisce qui. Dal 2016 al 2019 ho esplorato numerosi spot in Trentino, spostandomi tra diverse valli e catturando trote fario e marmorate, raccontando le sfaccettature di corsi d’acqua come l’Avisio, il Noce, l’Adige, il Fersina, lo Sporeggio e la Fossa di Caldaro. Nel 2018, nel giorno del mio compleanno, ho dato vita a un nuovo progetto di promozione territoriale e della pesca sportiva: www.pescareintrentino.it. Un altro sogno realizzato, frutto di mesi di lavoro silenzioso dietro le quinte: pescare, fotografare e raccontare esperienze sul campo, facilitando anche la comprensione di regolamenti complessi, spesso difficili da interpretare per i pescatori alle prime armi. Sempre nel 2018 avvenne anche il restyling di Pescanet, con un nuovo logo e una veste grafica che è rimasta fino a oggi.

 

Per la seconda volta nella mia vita, proprio quando le mie attività raggiungono la massima visibilità online e portano Pescanet a diventare un portale di respiro nazionale — ormai più orientato alle acque interne che al mare — accade qualcosa che incrina tutto il lavoro svolto. L’arrivo del Covid nel 2020 mi mette in difficoltà: la cassa integrazione prolungata, l’incertezza nel settore del web-marketing turistico, le limitazioni alla pesca e le difficoltà di integrazione sociale in Trentino mi portano a rivedere profondamente i miei obiettivi di vita e di carriera alieutica. Non è una scelta semplice: restare, accettando una situazione poco appagante, oppure ricominciare a sognare, aprendomi a nuove opportunità. Il primo passo verso questo cambiamento nasce dalla scrittura, in un periodo di buio emotivo: pubblico due romanzi autoprodotti, “Una vita per la pesca” e “Il pescatore di emozioni”. Entrambi raccontano storie d’amore e pesca e si inseriscono in una fase di fermo forzato, causato dalla pandemia e da difficoltà lavorative.

 

Superata la parentesi delle restrizioni, dall’estate del 2020 inizio a esplorare le acque venete e, nel marzo 2021, mi trasferisco definitivamente a Padova, dove vivo tuttora. Un nuovo inizio, un’ulteriore chiusura con il passato e una prospettiva alieutica rinnovata. Finalmente mi sento a mio agio in un ambiente ricco di fiumi di risorgiva, laghi e canali popolati da numerose specie ittiche: cavedani, barbi, carpe, carassi, pesci gatto, tinche, breme e cefali eurialini. Prede che posso insidiare con le mie amate bolognesi, roubaisienne, feeder e canne all’inglese. Fin da subito ho avuto la sensazione che queste acque rappresentassero esattamente ciò che avevo sempre sognato, sfogliando le riviste di pesca dei primi anni 2000, anche grazie agli articoli di Roberto Panighello, che conservo ancora con affetto.

 

Ed eccoci qui, ad aprile 2026, con 43 primavere alle spalle e vent’anni di percorso iniziato dal Pontile Tattoli del porto di Molfetta fino alle acque dolci padovane che frequento oggi. Se l’avventura multimediale di Pescanet è ancora attiva, è merito di tutti coloro che hanno creduto in me, dimostrando nel tempo stima e fiducia. Mi riferisco ai miei genitori, alle mie compagne di vita, agli amici di pesca pugliesi e padovani, e ai colleghi del mondo editoriale di Olimpia, Mediatika e Pescareonline. Dopo tutti questi anni, sento il bisogno di dirvi grazie, davvero. Oggi, però, mi trovo a vivere in una società frenetica, profondamente cambiata dai social network e dagli smartphone, priva delle riviste cartacee e sempre più orientata a emozioni “mordi e fuggi”, dove la pazienza sembra non avere più spazio. Mi guardo indietro con lo sguardo di un pescatore che ha vissuto tanto e mi dico: voglio vivere la pesca nella mia misura e dimensione, senza dover rendere conto o dimostrare nulla a nessuno. Il mio impegno resterà online, accessibile a centinaia di migliaia di persone. Dopo anni trascorsi osservando dinamiche discutibili sui social — contenuti di scarsa qualità, immagini crude ed eccessive, esibizionismo — sento il bisogno di perseguire una via più silenziosa, lontana da forum e gruppi, vivendo la pesca come un hobby sano e autentico, continuando magari a raccontare le mie esperienze sul blog e sulla pagina Facebook con report fotografici.

 

Vorrei continuare a pescare come piace a me, dove desidero, dedicandomi soprattutto alle acque interne, spesso in solitudine, lontano dal caos. Desidero praticare il catch & release anche in mare, frequentandolo in momenti più tranquilli, lontano dall’affollamento dei weekend. Mi piacerebbe vivere la pesca in una dimensione più intima, fatta anche di letture e riflessioni, arricchendo la mia libreria con opere di grandi pescatori del passato. Forse è una visione nostalgica, ma poco importa: oggi voglio vivere la pesca nella mia misura e dimensione, senza dover dimostrare nulla a nessuno. E Pescanet seguirà questa direzione, voltando pagina ancora una volta, dopo vent’anni.

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Classe 1983, vive da diversi anni nel Nord Italia occupandosi di marketing digitale. Dopo una lunga esperienza nelle acque pugliesi dell'Adriatico, frequenta da tempo gli spot del Trentino, Veneto e Lombardia. È un pescatore umile, sempre disposto a documentarsi e amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila followers. È inoltre autore di due romanzi d'amore e pesca, oltre ad essere poliedrico collaboratore di riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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