Licenza di pesca in mare nel 2019? Sembra di no!

La licenza di pesca in mare, probabilmente, non diventerà una realtà nel 2019. Scrivo ciò dopo una settimana di attenta lettura delle riviste online più importanti d'Italia, sia per il settore pesca, sia per le agenzie di stampa. Ora sono finalmente aggiornato sull'argomento e posso esprimere il mio punto di vista. Partiamo dal principio.

Licenza di pesca in mare nel 2019, secondo la legge di bilancio

Il 29 ottobre è stata redatta l'ultima bozza per la legge di bilancio 2019 da parte del Governo in carica. Si trattava di una manovra finanziaria presentata poi in parlamento il 31 ottobre, da cui è partita la discussione in aula (senato e camera) per un'approvazione definitiva entro il dicembre del 2018. Cosa c'era di nuovo? Com'è andata a finire? Vediamo in sintesi i punti salienti.

Punto 1 - La licenza di pesca in mare a pagamento

Il testo prevedeva inizialmente un provvedimento che avrebbe dovuto istituire la licenza di pesca in mare a pagamento anche per la pesca sportiva e ricreativa, proprio quella che pratichiamo tutti quanti durante l'anno o anche in estate, in occasione delle vacanze.

Punto 2 - Da 10€ a 100€ per pescatore all'anno

Il pagamento previsto andava da 10 € ad un massimo di 100 € annuali, in base alla tipologia di pesca praticata ed alla situazione, ovvero pesca da riva o pesca dalla barca. Il prezzo, negli anni, potrà essere rivisto, aggiornato, modificato, in base alle decisioni Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Ministero dell'Economia e Finanze, Ministero Infrastutture e trasporti. 

Punto 3 - Sanzione pecuniaria

Se qualcuno avesse pescato in mare senza licenza, avrebbe ricevuto in una sanzione amministrativa pecuniaria fino ad un massimo di 51€.

Punto 4 - Ripartizione del contributo

I "guadagni" dalle tasse versate dai pescatori sarebbero stati ripartiti per l'80% verso il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo (50% in ricerca per la salvaguardia ittica, 50% in promozione per la pesca sportiva); per il 20% verso le Capitanerie di Porto e Guardia Costiera per il controllo sulla pesca sportiva.

La decisione del 1° Novembre: la licenza non si farà!

Fonti certe riferiscono che, dopo una serie di proteste da parte degli operatori di settore e associazioni di categoria, l'articolo specifico sulla licenza di pesca in mare è stato eliminato. Quindi, in parole povere, nel 2019 sembra che non vi sarà alcuna licenza di pesca a pagamento. Conoscendo le vicissitudini politiche dell'Italia nelle ultime settimane, preferisco usare il "sembra" perchè potrebbe trattarsi di una retromarcia momentanea. Infatti, nel 2019, la licenza di pesca in mare potrebbe in qualche modo essere riportata alla luce, attraverso un disegno di legge più concreto, magari più strutturato. Chissà... speriamo di no.

Il punto di vista di Marco de Biase, direttore di Pescanet

Personalmente sono un pescatore e un professionista a favore della licenza di pesca in mare. Con una sostanziale differenza. A mio parere, per fare le cose con criterio e nel modo giusto, si potrebbe prendere ispirazione dal modello pesca del Trentino:

- permesso giornaliero o settimanale in alternativa ad una tassa di licenza annuale
- le entrate dovrebbero essere impiegati in  ripopolamenti con materiale ittico quali branzini/spigole, orate e pesce in via d'estinzione
- le entrate dovrebbero essere impiegate anche per la vigilanza, controllo da parte della Guardia Costiera, Capitaneria di Porto o Guardiapesca volontari
- istituzione di zone di catch & release 
- istituzione di zone pronta pesca
- istituzione di zone di pesca all'interno e fuori dai porti

A queste condizioni, sarei ben lieto di pagare anche 100€, se non 200€ annuali o più. Alcuni punti potrebbero sembrare un'illusione, infattibili, fantascienza. Però, come sarebbe pescare in mare sapendo che in qualche modo ci sono anche ripopolamenti e zone di catch & release. Volere è potere. Io credo si possa fare. 

In caso contrario, se non c'è voglia di impegnarsi, è meglio lasciare tutto così com'è allo stato attuale. Una pesca sportiva in mare ricca di bracconaggio, reti sottocosta e totale penuria ittica.

E voi, cosa ne pensate?

 

 

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Classe 1983, coniugato, vive a Trento. Nella vita si occupa di marketing digitale al servizio di Archimede, pluripremiata società di marketing e comunicazione trentina. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci del Trentino e dintorni: divulga la pesca a spinning, al colpo, il ledgering e la trota lago. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network. Inoltre vanta collaborazioni passate con PescareOnline, I Segreti dei Pescatori, Pescare, il Pescatore d'acqua dolce e realtà aziendali italiane e internazionali quali Trabucco, Decathlon Italia (marchio Caperlan), Rizov, Cogitech, Piscor, Sport Sile. Inoltre è top contributor per il blog di Pescaloccasione.