Ripassando la trota lago

La trota lago è una tecnica di pesca sportiva nata nei primi anni ‘70 dalla conversione di ex cave di ghiaia trasformate susseguentemente in laghetti per la pesca sportiva. Oggi in meno di quarant'anni possiamo contare circa milleduecento strutture per la pesca sportiva, praticata da circa un milione di appassionati e circa novemila agonisti che esercitano questa tecnica a livelli elevati. La trota lago richiede alcune peculiarità fondamentali: abilità, rapidità, sensibilità e soprattutto esperienza. Osserviamo le attrezzature che si utilizzano per la pesca alla trota in lago: canne telescopiche o ad innesti di diversa lunghezza e potenza, mulinelli, ami, piombi, bombarde, fili. Ora cercheremo di approfondire ognuno di questi singoli elementi.

Canne. La canna è l'attrezzo che assieme al mulinello interviene all'azione di pesca poichè ci offre la possibilità di lanciare le nostre esche alle distanze desiderate, animarle grazie alla sensibilità del cimino e soprattutto di salpare le nostre prede anche al volo.



La canna per la trota lago non è una canna qualunque. Essa dovrà rispettare alcuni parametri fondamentali:- sensibilità del cimino - potenza del lancio- affidabilità per salpare la cattura al volo I parametri azione/potenza sono incompatibili tra loro per la ragione che la prima necessita di un fusto sottile, mentre la seconda di un fusto decisamente più rigido e di conseguenza di diametro maggiore. Le odierne canne da trota lago sono cosi nate dall'accorpamento e dal differente dosaggio dei due parametri e quindi materiali, dal quale sono state ottenute circa dieci canne di diversa lunghezza e potenza, riconoscibili grazie ai colori e ai codici alfanumerici riportati su ognuno degli attrezzi per una rapida riconoscibilità. Le canne per la trota lago sono classificabili in due sfere: telescopiche e ad innesti. La tradizione italiana spinge verso l'attrezzo telescopico, al contrario è esattamente dalle canne ad innesti dalle quali si ottengono le migliori prestazioni poichè offrono una maggiore "obbedienza" ai movimenti del pescatore e una maggiore precisione nel lancio. Costi e qualità sono altrettanto due elementi incompatibili tra loro in quanto i materiali pregiati e le idee purtroppo non sono a buon mercato.

Mulinelli. Nella pesca a striscio il mulinello svolge un lavoro estremamente importante assieme alla canna in quanto partecipa attivamente all'azione di pesca. Il primo elemento fondamentale che classifica un buon mulinello per essere tale è la robustezza del corpo rotore. Oggi materiali come la lega di magnesio, alluminio e lo zaion offrono mulinelli ad altissimo livello garantendo al cento per cento la massima fluidità degli organismi interni. La bobina sarà dotata di tecnologia ABS (conicità inversa) la quale assieme all'archetto tubolare e al guidafilo evitano particolari torsioni, nodi a cappio e parrucche alla nostra lenza madre e garantiscono lanci molto più lunghi e precisi. Un elemento che non deve mancare nel nostro mulinello è l'infinity anti-reverse, ossia un rotore che impedisce quel piccolo passo indietro, che spesso provoca la perdita di tensione della nostra lenza. Le taglie dei mulinelli consigliate sono la 2500/3000. Importante è il rapporto di recupero che partiranno da 5:1 fino a raggiungere 6:1. Il rapporto di recupero è strettamente dipendente dalla dimensione della bobina. Logicamente più è grande la bobina maggiora è il rapporto di recupero e la quantità di filo che verrà recuperata ad ogni giro di mulinello.



Piombi, vetrini e bombarde. La pesca a striscio è adoperata con l'ausilio di piombini, vetrini e bombarde, disponibili in pesi, dimensioni e gradi di affondabilità differenti per ogni situazione di pesca e, ognuno ha la sua ragione di esistere.



I piombini e i vetrini sono quasi sempre utilizzati per la corta distanza, di fatto le loro grammature partono da uno fino a cinque grammi. I piombini sono caratterizzati semplicemente da due materiali: piombo e gomma plastificata che racchiude il primo. Il vetrino, lo deduciamo dal termine stesso, è costruito in vetro e ha la stessa identica funzione del piombino con il vantaggio di essere invisibile in acqua e di avere dei gradi di affondabilità differenti a seconda della forma dello stesso. Essi li distinguiamo in diverse categorie: Short, Slim, Classic, Cavo; il primo affonda immediatamente e con il recupero mantiene una posizione orizzontale con circa la stessa profondità di strisciata, il secondo ha la particolarità di avere il corpo più fusiforme, quindi stretto e allungato, garantendo un avanzamento orizzontale ma non necessariamente sul fondo. I vetrini Classic e Cavo sono molto simili allo Short e allo Slim.



La bombarda è nata agli inizi degli anni 80 per la necessita di lanciare l'esca a distanze elevate, di fatti viene adoperata per le medie e lunghe distanze e può arrivare fino a 40 grammi di peso. Piombini, vetrini e bombarde hanno diversi gradi di affondabilità, questo è dovuto grazie alla diversa forma corporea, all'assetto e al rapporto tra materiale galleggiante e materiale pesante utilizzato per la costruzione degli stessi. In acqua ognuno di essi pesano il quaranta per cento in meno che da peso specifico. Ciò significa che se peschiamo con un vetrino o una bombarda da cinque grammi, in acqua peserà tre. Il parametro che indica il grado di affondamento è la "G" riportata su ognuna di essa.

Architettura della lenza. La lenza che costruiremo per questa tecnica presenta un'architettura molto semplice. Essa è costruita nel seguente modo: piombino/vetrino/ bombarda, perlina parastrappi, girella preferibilmente tripla, terminale la quale lunghezza è variabile a seconda delle profondità del lago e dalle propietà della zavorra. Analizziamo singolarmente ogni elemento. La lenza madre dovrà avere una condizione importante, ossia un buon grado di elasticità per evitare asole, parrucche eventuali a causa del continuo e progressivo recupero. Possiamo quindi utilizzare in bobina fili dai diametri dello 0.18 fino allo 0.14.



Ottimi i Proton della Jtm o i Velvet. Piombini, vetrini e bombarde le abbiamo analizzate in precedenza; la perlina parastrappi avrà la funzione di "salvare il nodo" dai continui tocchi del piombo sulla girella e di conseguenza sul nodo. Questo eviterà improvvise rotture della lenza madre in corrispondenza del nodo stesso. Il terminale presenterà lunghezze e diametri differenti a seconda dell'attività delle nostre trote e della profondità del laghetto in cui pescheremo. In un laghetto dove le trote sono molto in attività utilizzeremo terminali di diametro dallo 0.16 allo 0.14; in laghetti al contrario dove le trote sono poco in attività e quindi vi è la necessitàdi effettuare una "ricerca" del pesce monteremo terminali dello 0.12 o addirittura dello 0.10 che potrà essere in nylon o ancor meglio in fluorocarbon al cento per cento. Questi ultimi sono molto validi perché essi sono costruiti con materiali che presentano indici di frazioni che si avvicinano moltissimo a quelli dell'acqua; in un certo senso è come se il terminale si comportasse come se fatto di acqua. Gli ami sono molto importanti.



La loro dimensione non deve essere scelta sulla base della grandezza della trota, al contrario sulla base della dimensione dell'esca che utilizzeremo per garantire un'ottima presentabilità della stessa ed essere in grado di effettuare un buon innesco. Quindi possiamo utilizzare ami le quali misure partono dal 12 per l'innesco di una camola singola e arrivano fino al 6 per un innesco doppio e, misure come il 5 o il 4 se inneschiamo un lombrico o la pastella. Un buon amo per la pesca alla trota dovrà garantire numerose catture senza alcuna traccia di corrosione e di arrotondamento della punta causandone la slamatura improvvisa o la "ciccata" di una trota. Fibre di tungsteno e acciaio al vanadio sono i due materiali che garantiranno una buona tenuta e affidabilità dei nostri ami, presenti in molti ami Gamakatsu serie A1 Hard.
Pantaleo de Gennaro

Pantaleo de Gennaro

Giovane ma esperto pescasportivo, nella vita è studente in farmacia. Cresciuto nel magico ambiente marino della costa pugliese, eccelle già in molte tecniche di pesca in mare e in acque interne. Compagno di viaggio ed avventure sin dagli esordi del Pescanet Team. Ricopre la carica di Vice Presidente in Associazione Pescanet.

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