Vacanza di Pesca all'Albergo Cavallino Bianco
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Vacanza di Pesca all'Albergo Cavallino Bianco

Il Trentino è un autentico paradiso per la pesca. La moltitudine di fiumi, torrenti e acque offre notevoli possibilità di scelta al pescasportivo moderno. Pesca a mosca, spinning, trota torrente, pesca al colpo, trota lago, insomma c’è l’imbarazzo della scelta. Le acque sono ripopolate costantemente, controllate da guardiapesca effettivi e volontari, subiscono monitoraggi periodici contro bracconaggio e altre problematiche ambientali. Dinanzi ad una situazione di eccellenza come quella del Trentino, occorre solo scegliere una zona, informarsi sui permessi e ricercare un albergo che appartiene al circuito delle Trentino Fishing Lodge per scoprire una montagna di opportunità riservate agli amanti della pesca. È proprio quello che ho fatto recentemente: desideravo muovermi in territori inesplorati, pescosi, avventurosi. Sono sempre stato affascinato da una valle incantata, nel Trentino occidentale, conosciuta in tutta Italia per le mele, ma non solo. Oggi vi racconterò un’esperienza di pesca a 360 gradi, durata due giorni, vissuta in Trentino a Rumo, nell’ alta Val di Non. Qui la pesca è un’attività ricreativa rispettata, valorizzata, che trova consacrazione anche in un’offerta di Pesca in Trentino dall’Albergo Cavallino Bianco, studiata appositamente per noi, con una serie di servizi e peculiarità spesso introvabili.

 

Albergo Cavallino Bianco: gusto, relax e pesca! Parto con Marina da Trento alle nove del mattino. Ci dirigiamo verso la Val di Non passando per la Piana Rotaliana, il Ponte della Rocchetta e Cles. Durante il tragitto segnato dal Torrente Noce, ammiro paesaggi, morbide colline e, sull’orizzonte, vette ancora innevate. Superata la diga di Santa Giustina, un lago di grandi dimensioni nel cuore della Val di Non, passiamo da Mostizzolo e imbocchiamo la strada che porta a Rumo. Attraversiamo meleti e boschi che si sviluppano in altura, mentre alle nostre spalle c’è un panorama che mozza il fiato. Le indicazioni ci dicono che Rumo è vicina. Incrociamo il torrente Barnes e alla vista di un corso d’acqua così caratteristico, il cuore batte forte, sento già la febbre da trota, ma non ditelo a mia moglie… Qualche altro chilometro e, finalmente, eccoci a Rumo. Prima di arrivare a destinazione, mi fermo sul piccolo ponte che sovrasta il torrente Lavazè. Un veloce sopralluogo dello spot e poi via, verso il centro di Marcena, frazione di Rumo, dove ci aspetta un soggiorno di una notte all’Albergo Cavallino Bianco.

 

La struttura è particolarmente caratteristica e moderna, con un colore rosso che salta subito all’occhio. Alla reception mi attende la calorosa accoglienza di Elisabetta e Loredana Fedrigoni, sorelle, che gestiscono l’albergo assieme a Fabrizio Fanti, istruttore di Nordic Walking e personalità sportiva aperta anche alla pesca. Mi presentano l’albergo, il ristorante e l’area wellness con piscina situata all’esterno. Scambiamo inoltre qualche battuta utile per un briefing di pesca, necessario per chi non è del luogo: mi mostrano la cartina con gli spot della zona, come il torrente Pescara, il Lavazzè e il torrente Noce; mi informano della possibilità di effettuare il permesso di pesca direttamente in albergo (utilissimo!) e chiedono anche se ho bisogno di una guida di pesca per affrontare al meglio le acque della Val di Non. Sistemati i dettagli per l’uscita di sabato e domenica, ci rechiamo nella camera 301: larga, accogliente, curata nel minimo dettaglio. Mia moglie è già proiettata al pranzo e al centro benessere, il sottoscritto invece non vede l’ora di “pungere” qualche trotella sul Lavazzè. Lasciamo i bagagli e andiamo al ristorante dell'Albergo Cavallino Bianco per un pranzo a buffet. La varietà delle pietanze è molto ampia: due primi piatti caldi, due secondi con contorno, insalata e cruditè varie, dolci e tiramisù preparati da Chef Daniel e Chef Mario. Ce n’è davvero per tutti i gusti.

 

Roberto, il simpatico responsabile di sala, ci accompagna al tavolo e ci chiede se preferiamo acqua, vino o qualcos’altro. Il mio accento tradisce e scopriamo subito un elemento in comune, cioè la terra di origine che è quasi la stessa: Basilicata e Puglia. Si avverte subito una simpatia, mi sento come a casa. Chiede il perchè della vacanza. Gli rispondo che vorrei andare a pesca, mentre Marina desidera rilassarsi, staccando dalla routine quotidiana. Comprendo subito di essere nel posto giusto, perchè l’offerta ricettiva del Cavallino Bianco coniuga perfettamente gli aspetti di un break anche a misura di coppia. Consumato il pranzo decidiamo di andare a piedi verso il torrente Lavazzè. Mi precipito subito in acqua, mentre Marina passeggia lungo l’argine e scatta qualche foto ricordo dell’esplorazione pomeridiana. Del Lavazzè ne parleremo più avanti, attraverso un paragrafo a parte. Conclusa la pesca, torniamo a Marcena, lasciamo canna da pesca e stivali nell’area riservata ai pescatori (una stanza a parte - come previsto dalle Trentino Fishing Lodge). Ci concediamo una passeggiata tra Marcena, Corte Inferiore e Corte Superiore, alcune delle frazioni che compongono Rumo. Seguiamo il percorso di Nordic Walking più semplice e ci muoviamo lungo i sentieri che attraversano le campagne e i paesini. La sensazione è di essere lontani dal mondo, in un’atmosfera quasi surreale, che consente di rigenerare il corpo e lo spirito. Ne approfitto per scattare qualche foto ricordo del paesaggio, delle Maddalene (catena montuosa), della chiesetta di San Udalrico e di tanti altri dettagli che colpiscono l’attenzione. La camminata dura circa due ore. Tornati sulla strada dell’albergo, Marina chiede venia e preferiamo rilassarci al centro benessere del Cavallino Bianco. Acconsento volentieri perchè, lo ammetto, una sauna, un bagno turco, una nuotata in piscina o un po’ di idromassaggio all’aperto, specie con la bella giornata di sabato, fanno gola anche a me. Ma adesso torniamo a parlare di pesca. Andiamo sulle rive del Lavazzè… ho tanto da raccontarvi!

 

Il torrente Lavazzè. A pochi passi dall’Albergo Cavallino Bianco scorre il torrente (o Rio) Lavazzè. Trattasi di un corso d’acqua montano di piccole dimensioni che si muove selvaggio, con una pendenza abbastanza ripida in alcuni punti, e disegna meandri che intersecano i pendii di Rumo e dintorni. Ci sono due tratti: il primo a semina di trote fario adulte, a valle di Rumo, il secondo invece più selvaggio, forse meno battuto, che è raggiungibile percorrendo la strada che porta verso il ristornate Antica Segheria di Rumo. Sono stato a pesca proprio qui, a meno di cinque minuti dall’albergo, dove l’accesso alle sponde è abbastanza facilitato, si scende con poca fatica e si inizia a risalire il torrente alla ricerca di qualche bella trota selvatica. Le tecniche praticabili sono due: spinning ultraleggero con Panther Martin (o similari) da 4/6 oppure pesca in buca con la teleregolabile da 7/8 metri ed esche naturali, quali camole e lombrichi. Durante la vacanza di pesca in Trentino ho scelto di dedicarmi allo spinning, quindi ho affrontato il torrente alla ricerca delle trote fario spulciando ogni minima buca, dalla più piccola alla più profonda.

 

Un'esperienza di spinning ultralight. Il pesce si dimostra parecchio aggressivo. Scorge, infatti, ogni minimo movimento dell’artificiale e aggredisce l’esca con particolare tenacia e velocità. Gli inseguimenti non mancano, anche se ammetto che gli spazi ridotti, spesso, rendono difficile e avvincente la pesca a spinning. Le fario catturate sono di immensa bellezza: presentano colori che mutano dallo scuro al chiaro, la fisionomia è piuttosto allungata e la taglia non supera i 20/22 centimetri. È sicuramente dovuto alle circostanze ambientali che non consentono una crescita oltre questi standard. Preferisco liberarle e continuare in no-kill, senza abbattere alcun capo. Risalgo le briglie e proseguo l’attività di pesca. Ci sono punti in cui le trote mi sorprendono. Sono sull’attenti e ogni minimo movimento dell’artificiale fa scattare in loro l’istinto di protezione del proprio spazio. In altri casi, invece, qualche errore di valutazione o forse la mia ombra nell’acqua, generano scompiglio e il pesce si fa vedere, ma non abbocca. Dopo aver risalito il torrente per oltre mezzo chilometro, passando di briglia in briglia, sospendo la pesca per impegni “coniugali”. Sono comunque soddisfatto per l’esplorazione in un ambiente incontaminato, ricco di pesce affamato e pronto a garantire assoluto divertimento, sia con esche naturali che artificiali.

 

Un prosieguo romantico all' Albergo Cavallino Bianco. Come dicono in albergo, wellness fa rima con Cavallino Bianco. Da anni è un punto di riferimento per il benessere in Trentino e in Val di Non perchè la filosofia con cui è stato concepito sposa l’idea di un luogo dove lasciarsi andare, liberarsi, rigenerarsi. Ed è proprio questo che ho fatto con Marina, dopo un pomeriggio passato nella natura, tra pesca e camminate. L’area benessere è situata sul lato posteriore, all’aria aperta, lontano da rumori e occhi indiscreti. La piscina riscaldata e la vasca idromassaggio esterna con visuale panoramica sulla valle sono solo alcune delle peculiarità dell’offerta benessere dell’albergo. La prima cosa che abbiamo fatto è stata regalarci una sana nuotata e buoni venti minuti di idromassaggio abbandonando i pensieri, chiudendo gli occhi, letteralmente “spegnendo il cervello”. Poi ci siamo spostati all’interno del centro benessere per provare un percorso fatto di bagno turco, sauna, biosauna, doccia emozionale, angolo relax con una gustosa tisana. Il tempo è trascorso troppo velocemente e, quando abbiamo visto l’orologio, si era ormai fatta ora di cena.

  

A tavola abbiamo assaporato il meglio della tradizione culinaria trentina. Un primo piatto delizioso, unico e particolarmente raffinato: gnocchi di patate di Romeno con rapa rossa su salsa al Gorgonzola. Gustoso, dal sapore sopraffino. Invece, come secondo, della pancia di maiale cotta a bassa temperatura, su mousse alla Mela Golden del Trentino. La buona cucina dell'Albergo Cavallino Bianco delizia degnamente il nostro palato. E c'è da ammettere che Chef Daniel ci sa fare, è un vero professionista. Guardare per credere!

 

Il torrente Pescara. Il pescatore che ha voglia di esplorare le opportunità alieutiche della Val di Non, sfruttando la posizione strategica che gode il Cavallino Bianco, può dirigersi a valle, verso il ponte di Cagnò dove scorre il Torrente Pescara. Nasce in Alto Adige e sfocia nella diga di Santa Giustina, lambendo i paesi di Rumo, Tregiovo e Livo. Nel tratto terminale del Pescara è stata istituita una zona No-Kill a prelievo nullo, dove è consentita la pesca a mosca o la pesca a spinning con regolamento specifico: amo singolo, senza ardiglione, solo esche artificiali, vietate le esche naturali. A salire, invece, fino al confine con la Val d’Ultimo in Alto Adige, il Pescara è a regime ordinario, quindi insidiabile sempre a mosca, a spinning e con la trota-torrente innescando lombrichi o camole. Nel tratto finale (le foto fanno riferimento a questa zona), la portata d’acqua è maggiore del Lavazzè, probabilmente il triplo. Inoltre il Pescara presenta le tipiche caratteristiche del torrente di montagna che passa da pendii piuttosto marcati a tratti in cui, per via delle piane, la velocità della corrente rallenta, e si generano pozze o lievi correntine da insidiare a spinning o mosca. Le rive presentano accessi abbastanza comodi ma inaccessibili all’auto (meglio lasciarla al ponte). Inoltre, per effettuare agevolmente i movimenti da una sponda all’altra, è d’obbligo un buon paio di cosciali o, eventualmente, l’impiego di waders. Una volta entrati in acqua, il Pescara emette dei segnali chiari ed inequivocabili. Qui la mano dell’uomo non è stata invasiva, il paesaggio non è stato stravolto.

 

Lo spot è genuino, oserei dire immacolato. Il cuore batte forte perchè si è subito parte di un’esperienza di pesca fuori dal comune. Il mattino successivo, dopo una ricca colazione anticipata alle 6.30 (servizio specifico per pescatori), mi sono diretto sul torrente con tanta voglia di fare e sperimentare. Ho cominciato con qualche lancio a valle del ponte della SS42, percorrendo il torrente per un centinaio di metri. Le trote si nascondono sotto i sassi o nelle buche, pertanto è necessario un approccio attento, con molta cautela, evitando riflessi dannosi sull’acqua (si spaventano con un niente, ve lo assicuro) e lanci imprecisi. In compenso, il pesce è decisamente reattivo, incuriosito e talvolta infastidito dal cucchiaino: insegue l’artificiale, lo morde avidamente e combatte strenuamente pur di non lasciarsi guadinare. Le trote, per la maggior parte fario o ibridi, sono in uno stato di salute davvero eccezionale. La taglia è media è sui 20/22 centimetri ma la sorpresa over 40 è dietro l’angolo. Bisogna cercarla nelle buche più ampie o in punti pianeggianti dove l’acqua scorre lenta, fungendo da rifugio per gli esemplari di pregio. La risalita del torrente è piacevole e divertente. Continuo quasi fino alla fine del tratto No-Kill percorrendo buona strada in solitaria. L’assenza di pescatori mi consente di testare il Pescara palmo dopo palmo, catturando varie fario e ibridi di immensa bellezza.

 

Conclusione della pescata. Avverto un tuono in lontananza. Comprendo di aver poco tempo a disposizione. Il torrente si snoda in una piccola rapida con una grossa pozza, proprio al centro del Pescara. Voglio provare lì, perchè sento che potrebbe essere popolata da una bella trota. L’intuizione non mente... secondo lancio, inseguimento, sbam! Un recupero rocambolesco mi concede l’onore di imbattermi in una fario muscolosa, sui 40 centimetri, che mi dà filo da torcere fino all’ultimo istante, poi si lascia andare per una foto ricordo. Improvvisamente il cielo si rannuvola, la pioggia scende copiosa e mi rifugio nella vegetazione per non bagnarmi, camuffando la mia fisionomia con quella di piante e alberi. Vorrei restare un altro po’ ma le 4 ore di spinning ininterrotto si fanno sentire. Le 20 e passa catture, tra trote portate al guadino e trote slamate a causa dell’amo senza ardiglione, sono più che sufficienti per concedere al Pescara un 10 e lode col cuore. Una grandiosa battuta di pesca che resterà nel cuore, per sempre.

 

Vacanza di Pesca in Trentino all'Albergo Cavallino Bianco. Volete provare anche voi una vacanza tra pesca, benessere e buona cucina? Fate come me! Scoprite l' offerta vacanza per pescatori dell’Albergo Cavallino Bianco. La famiglia Fedrigoni-Fanti è sempre pronta ad accogliervi e saprà fornirvi tutto il supporto logistico-organizzativo per delle pescate da sogno. Visitate il sito www.cavallinobiancorumo.it e prenotate l'offerta, oppure richiedete un preventivo personalizzato. Buon divertimento! 

Autore

Marco de Biase

Direttore di Pescanet, classe 1983. Pugliese d'origine ma vive a Trento. Nella vita è Digital Avertising Specialist - Certificato Google e Facebook al servizio di Archimede, società di marketing e comunicazione. Dopo una lunga esperienza in mare, adesso frequenta le acque dolci del Trentino e dintorni, divulgando la pesca al colpo, il ledgering, lo spinning e la trota lago. Pescatore e fotografo poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Vanta collaborazioni passate con le riviste "I Segreti dei Pescatori" e Pescareonline.
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