Il Lago di Ledro in Trentino

Vi ricordate come pescavano i nostri genitori? O i nostri nonni? Canna fissa, esche naturali e un pesce dopo l'altro. Purtroppo, col passare del tempo, molti spot di pesca sono stati distrutti dal bracconaggio, dall'inquinamento e dall'incuranza delle associazioni; non si è saputo preservare il dono di madre natura e, spesso, il progresso ha completato un quadro di devastazione che mostra i suoi segni anche oggi. Ci sono però alcuni luoghi incantati, in alcune zone d'Italia, dove il tempo sembra essersi fermato e possono garantire una giornata di pesca immersi nel passato. Di cosa sto parlando? Semplice. Di un lago del Trentino che ho conosciuto anni fa, durante un'esplorazione estiva assieme a mio padre. Ne avevo sentito parlare spesso, per via degli eventi autunnali dedicati alla pesca alla bottatrice. Non avrei mai pensato, però, che questo lago, che risiede in un angolo meno blasonato del Trentino, mi avrebbe fatto sentire subito a casa, offrendomi una quantità e una qualità alieutica senza precedenti.

 

Il lago di Ledro in Trentino, tra paesaggi e antichità. Il lago di Ledro è un lago alpino che sorge ad ovest del lago di Garda in Trentino, a metà tra il Garda e la Valle del Chiese. Ciò determina una serie di correnti che, di mattina, tendono a provenire dalla Valle del Chiese, mentre di pomeriggio provengono dal Garda (la famosa Ora del Garda). Sorge ad un'altezza di circa 650 metri sul livello del mare e presenta due sponde dove si svolge solitamente la pesca: zona delle Palafitte e sponda sinistra a Pieve di Ledro, che coincide con lo spot dove è ambientato il servizio fotografico odierno.

Oltre ad una bellezza naturalistica senza eguali, il lago conserva anche una sua storia antica. Sono stati ritrovati dei reperti appartenenti all'età del bronzo, che hanno determinato la vocazione "archeologica" del lago. Ne è nato anche un museo, che ospita delle particolarissime palafitte, simili anzi identiche a quelle dell'antichità. D'estate è meta di tanti turisti italiani e, soprattutto, stranieri. Si praticano attività di canottaggio, kayak, uscite in barca, surf e pedalò. In molti ci fanno anche il bagno e lo splendore delle acque, verde smeraldo, invitano a fare lunghe e rilassanti nuotate.

 

Regolamento. Il lago è gestito dall'Associazione Pescatori Dilettanti Valle di Ledro. La pesca al lago di Ledro è aperta tutto l'anno. Quasi tutta la superficie del lago è pescabile. Ci sono, infatti, alcune zone che presentano divieti e hanno un'apposita segnalazione. È vietato pescare nella zona archeologica fino a 50 metri da essa, nella foce del torrente Massangla e Pieve di Ledro e in prossimità della località "Presa", dove ci sono delle boe di delimitazione poste dall'Enel. Detto questo, passiamo ai permessi. È possibile acquistare sia il permesso giornaliero (dovrebbe costare 8€), sia il permesso settimanale (20€). Per quanto concerne la pesca al colpo, si pesca con mais, bigattino (massimo 50 grammi al giorno), verme e altre esche naturali. La pasturazione è ammessa, con un limite massimo di 500 grammi di sostanze vegetali. Consentono anche la pesca in notturna dal 1° luglio al 30 settembre. Per lo spinning, invece, non ci sono limitazioni in merito alle esche. Si possono impiegare siliconici, cucchiaini, minnow. C'è un limite di massimo 30 catture di persici al giorno, 3 lucci al giorno, 5 salmonidi al giorno. Evitate di commettere infrazioni: i controlli da parte dei forestali sono frequenti (ne ho ricevuti 2 in un solo giorno) e le sanzioni sono particolarmente severe!

 

Uno spot d'eccellenza per la pesca al colpo. Ho affrontato più volte il Lago di Ledro pescando con la canna fissa, una tecnica dimenticata da molti, ma sempre nel bagaglio tecnico di tanti agonisti. Le sponde, comode e regolari, ben si prestano per la pesca al colpo perchè sono facili da raggiungere, c'è spazio in abbondanza (il lago non è molto frequentato) e ci si può sistemare con panchetto, canna da pesca, ombrellone, secchio per pastura, ecc. Oltre alla pesca a canna fissa, ovviamente il lago offre spazio anche per la bolognese e per la pesca all'inglese. Alcuni provano anche a carp-fishing ed altri a ledgering, ma onestamente non ho mai provato e vi invito a tentare. Tornando alle tecniche tradizionali, queste troveranno una condizione favorevole anche per la profondità del lago, che degrada lentamente e offre a 8/10 metri di distanza un fondale che mediamente si aggira tra i 5 e 7 metri. In questo contesto è d'uopo impiegare la 8, la 9 o la 10 metri fissa, oppure una bolognese di 6/7 metri, armata di mulinello taglia 2500/3000. La popolazione di ciprinidi è particolarmente copiosa: tante scardole (anche molto grosse), gardon, cavedani grossi e sospettosi a pelo d'acqua, e le care alborelle, quasi scomparse altrove. Il pesce risponde molto bene alla pasturazione e garantisce un tira e molla continuo, anche per 5/6 ore di pesca, soprattutto negli orari di maggior luce. 

 

Tanto divertimento anche a spinning. Gli spinnofili potranno concentrarsi sul luccio d'inverno e in autunno. Oppure, d'estate, durante il periodo vacanziero, in tanti sono soliti tentare lo spinning al persico. Ciò avviene solitamente da riva, ma ho visto anche alcuni muoversi dalla barca o in kayak, e recuperare ottimi esemplari, superiori ai 20 centrimetri. La popolazione di persici è abbastanza numerosa. Si avvicinano a riva e inseguono curiosamente cucchiaini e piccoli siliconici, fino a giungere sotto i piedi del pescatore. L'attacco è violento, improvviso e il combattimento, se portato avanti con attrezzature ultraleggere (tipo una 7 piedi con azione fino ai 10 grammi), è piuttosto appagante.

 

Conclusioni. Oggi ho avuto l'onore di introdurvi al magnifico Lago di Ledro, spot che mi ha subito colpito per le acque cristalline e le acque particolarmente pescose. Mi auguro che l'itinerario possa essere uno spunto in più per affrontarlo d'estate o in primavera, durante le vacanze o semplicemente con un'uscita fuoriporta dalla durata di una giornata intera. Seguendo i miei consigli tornerete indietro nel tempo, e pescherete all'italiana, un po' come si faceva cinquanta o sessant'anni fa: canna fissa, esche naturali e tanti pesci in nassa. Al Lago di Ledro tutto questo è possibile. Dipende solo da voi e dalla vostra voglia di pesca.

Al prossimo itinerario! 

Altre informazioni utili:

Associazione di riferimento:Associazione Pescatori Dilettanti Valle di Ledro c/o Canali Sport Bazar, Via Al Lago, 4 - Molina di Ledro. Tel 0464-508197, 346-5039352.

Obbligatoria la licenza di tipo B.
Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino.it . Classe 1983, coniugato, pugliese d'origine ma vive a Trento. Nella vita si occupa di Digital Marketing al servizio di un'importante società di marketing e comunicazione trentina. Dopo una lunga esperienza in mare, adesso frequenta le acque dolci del Trentino e dintorni, divulgando la pesca a spinning, al colpo, il ledgering e la trota lago. È un pescatore e fotografo poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Vanta collaborazioni passate con le riviste "I Segreti dei Pescatori", Pescare, il Pescatore d'Acqua dolce e Pescareonline.

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