Ricordi di Pesca Vintage: gli albori di Pescanet

Mentre scrivo queste righe sono nel pieno del secondo lockdown, anzi della terza ondata di questo febbraio 2021. I dati sui contagi da Covid-19 sembrano peggiorare, il governo è crollato e non vi è alcuna certezza per il futuro. Il morale è a terra, a pesca si va veramente poco a causa del meteo che non è affatto favorevole. Il distanziamento sociale porta a vivere una solitudine vera, del corpo e dell'anima. Ciò che rimane, dinanzi ad una situazione così critica, è guardare al passato, riscoprendo quanto fossimo fortunati anni fa, quando non c'era alcuna mascherina a coprire la nostra bocca, alcun coprifuoco a limitare le uscite al mare, alcuna zona rossa ad impedirci di andare a pesca. Ecco che raffiorano quei ricordi di pesca vintage e torna la voglia di riscoprire, attraverso materiale fotografico digitale risalente ai primi anni 2000, com'eravamo e come pescavamo. L'ho fatto in una fredda notte di gennaio: mi sono venute le lacrime agli occhi e ho cominciato a ricordare, ricordare, ricordare...

Ricordi di pesca vintage: gli albori di Pescanet nell'aprile 2006

L'idea di creare Pescanet nacque proprio nell'aprile 2006, durante una pescata primaverile assieme ai miei amici di pesca (e non). In quell'occasione invitai a pesca anche la mia fidanzatina dell'epoca e alcune sue amiche. Ad un tratto, improvvisamente, mi ritrovai ad essere il soggetto di un reportage fotografico che conservo tuttora. Se provo a guardare con uno sguardo al passato mi rendo sicuramente conto che erano anni veramente felici: avevo appena concluso gli studi universitari, pescavo principalmente a Molfetta e dintorni (raramente in acque dolci) ed ero un patito del marchio Tubertini, azienda a cui avevo votato la maggior parte dei miei acquisti, per spirito di emulazione verso alcuni "soloni" della pesca sulle riviste di pesca a cui tentavo buffamente di assomigliare. 

Non c'erano responsabilità, se non quelle di studiare per prendere voti alti oppure essere un ragazzo fedele. Alla sera ero solito camminare e ritrovare i miei "amici" di pesca che passeggiavano lungo la banchina San Domenico di Molfetta. Si parlava di galleggianti, di mulinelli, di bolognesi all'ultimo grido. Si facevano confronti tra Made in Italy e made in china, mandrini in carbonio alto modulo e alta resistenza, si vociferava di immaginarie spigole dal peso forma di 7 chili e mezzo catturate in notturna. Si raccontavano storie di briganti, di bracconieri, di pirati del mare. Tutto ciò avveniva sul Porto di Molfetta: tra quello che era l'ex pontile Tattoli (ormai impraticabile e recintato), ai "Melloni", al molo Pennello e lungo tutto il braccio del porto. Gli interlocutori, come raccontavo, erano amici di pesca, talvolta sinceri, talvolta avvoltoi spudorati. C'erano anche interlocutrici, come le belle ragazze in foto di cui, purtroppo, ho nascosto i tratti somatici perchè non sono autorizzato alla pubblicazione delle loro immagini.

Provando a tornare con la mente a quella domenica di metà aprile del 2006 (ben 15 anni fa nel momento in cui scrivo), mi sovvengono altri particolari: la splendida Tubertini KB-340 di sette metri, il Ryobi Zauber, i galleggiantini della Venturieri e i tanti cefali che contribuivano a formarmi come uomo e, soprattutto, come pescatore. Sovviene anche il ricordo di Nonno Mauro, che ritrovo volentieri nell'album fotografico di quel giorno, immortalato sempre col suo atteggiamento teutonico. Era il mio più grande fan di pesca e veniva sempre a trovarmi: cosa che fece anche in quella giornata festiva, dal cielo terso e con l'aria frizzantina, trascorsa al pontile Tattoli sin dalle sei del mattino.

Una giornata entrata nella storia

Qualche giorno più tardi decisi di aprire un sito internet. Lo chiamai Pescanet.Cjb.Net , affidandomi ad un dominio gratuito con pubblicità annessa. Incominciai a costruire un'alberatura dei contenuti molto limitata e vi piazzai un bel racconto di pesca. Scelsi di pubblicare le foto di quella giornata memorabile che non tornerà mai più. E settimane più tardi fui contattato da Gionata Paolicchi di Pescareonline per l'inizio di una fruttuosa collaborazione. Un uomo ed amico, un pescatore, un direttore che ho sempre lodato pubblicamente e che avrà sempre il mio supporto, la mia stima, il mio ringraziamento più sincero. Tra le immagini pubblicate c'erano anche quelle scatatte nel pomeriggio, sempre a caccia di cefali con una canna differente: la mitica Tubertini Coral montata con gli anelli Blue Stars, accompagnata dal piccolo e veloce Shimano Technium, regalatomi da mio padre per aver ottenuto un buon voto all'esame di economia politica (un 28 nel giorno del Giovedì Santo).

Accanto a me, in quelle ore che rammento ancora, vi erano amici di pesca che saluto volentieri ogni volta che torno a Molfetta. Il buon Pinuccio, Franco, i carissimi Simone e Simone, mi fecero gran compagnia e mi aiutarono con le fotografie. Pescammo qualche bel cefalo, alternando piccoli esemplari a taluno più corpulento. Le canne continuavano a flettersi, le frizioni stridevano, il filo era teso al limite e i muggini davano battaglia. Si pasturava, si chiacchierava, i galleggianti affondavano ed in un piccolo angolo di Puglia si trascorrevano momenti di felicità che sembrano ormai lontani. Non c'era la competizione fotografica di Instagram, non vi erano i cellulari a distrarre la battuta di pesca. Eravamo noi, cinque amici di pesca, intenti a dare spettacolo con pesci tutto sommato accettabili ma assolutamente divertenti.

Non finisce qui...

Questo è solo il primo di una decina di racconti di pesca vintage che vorrei realizzare per Pescanet. Tutti più o meno risalenti al periodo 2003/2008, anni a cui appartengono i miei più bei ricordi di pesca. Ad aiutarmi ci sarà forse il Covid o forse la zona arancione del Trentino (da domenica 14 febbraio saremo classificati aria a rischio). Fatto sta che mi impegnerò a ricordare e tenere viva la memoria di una pesca che non esiste più, o che forse è ancora viva nei nostri cuori. Una pesca vintage, lontana ma che, in realtà, è molto più vicina a noi di quanto si pensi.

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Nato nel 1983, pugliese d'origine e trentino d'adozione. Autore di due romanzi d'amore e pesca, interamente autoprodotti, si occupa di marketing digitale in una pluripremiata agenzia di comunicazione. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci del Trentino, Veneto e Lombardia. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila fan in tutta Italia. Vanta collaborazioni con riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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