Fisheries d'autunno

Ricorderò l'estate del 2020 non solo per il Covid ma come una delle più calde in assoluto, dopo ovviamente quella dello scorso anno. Probabilmente, da quando vivo in Trentino, non sono più abituato a valori termici assurdi, come quelli registrati al Sud o in Pianura Padana. Fatto sta, però, che estati così torride sembrano essere uno standard, al punto tale che, prima o poi, noi esseri umani (ed anche gli animali - tra cui i pesci), dobbiamo farcene una ragione. E le nostre amiche carpe? Da quanto ho potuto notare, i ciprinidi non sembrano soffrire i cambiamenti climatici, anche se un po' di apatia estiva c'è stata, specie verso metà luglio quando il termometro ha toccato più volte i quaranta gradi. Vuoi per le ferie, vuoi per altri impegni, non mi sono più dedicato al ledgering, bensì allo spinning. Tuttavia, la perturbazione giunta dal Nord Europa tra il 23 e il 24 settembre, ha portato freddo e neve in quota, al punto da anticipare l'autunno, risvegliando la mia voglia di feeder con un po' d'anticipo.

Mi sono diretto in Veneto, nelle campagne del Padovano, alla ricerca di qualche spot da "pesce facile", come lo definiscono gli haters di Pescanet. In realtà non potevo fare diversamente: il freddo vento che spirava dai Colli Euganei obbligava a rimanere seduto, con felpa e giacca, in attesa di qualche bel pesce pronto ad abboccare. Dopo aver cercato laghetti qua e là nei meandri dell'internet, ho scovato una bella fishery, accogliente e frequentata da pescatori a carp fishing. Ho impostato quindi le coordinate sul navigatore, per raggiungere lo specchio d'acqua ancora tiepido, poco battuto dalla bufera di vento che imperversava sulla pianura veneta.

Ho sfoderato una tre pezzi da 3,60 metri, ad azione media, armata con un method feeder di 1 oncia (28 grammi). La pigrizia ha fatto da padrone, infatti ho lasciato in sacca la 3,90 metri ad azione rigida che, col senno di poi, si sarebbe rivelata più idonea. La pesca presentava condizioni difficili con un'evoluzione meteo molto incerta, quindi ho preferito deliziare i ciprinidi con una pastura da carpa rossa, con forte concentrazione di anice stellata. Ho innescato tre chicchi di mais con l'hair rig ed alcune boiles, farcendole anche di liquido Sonubaits LAVA F1 e PineApple. Due integratori, insomma, per stimolare l'appetito delle carpe in una giornata incerta, dalle tinte tristi, profondamente autunnali. Il risultato? Scopriamolo assieme nelle foto.

Qualche mangiata, canne piegate quasi all'inverosimile, sfrizionate e pesci al guadino. Quanti? Quattro carpe in tre ore, lo ammetto. Non è nulla di esaltante, ne sono consapevole, ci mancherebbe... Credetemi però: vento, freddo, sole incerto, nuvole, altri due pescatori (se n'è aggiunto un'altro a carp fishing) di cui uno ha cappottato. Insomma, una vittoria di Pirro che lascia ben sperare per le settimane successive. Weekend che mi vedranno impegnato sempre in terra veneta e lombarda, pescando a feeder e all'inglese, alla ricerca di carpe e carassi, mio grande amore!

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Nato nel 1983, pugliese d'origine e trentino d'adozione. Autore di due romanzi d'amore e pesca, interamente autoprodotti, si occupa di marketing digitale in una pluripremiata agenzia di comunicazione. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci in provincia di Trento, Verona e Mantova. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila fan in tutta Italia. Vanta collaborazioni con riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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