La mia apertura di pesca alla trota in Trentino

L'apertura di pesca alla trota ha da sempre quel suo fascino, specie per uno come me che per 30 anni ha vissuto in riva al mare e aspettava la fine di febbraio per andare a pesca di trote nella vicina Basilicata. Quest'anno ho voluto fare le cose in grande. Non un'apertura di pesca in Trentino nell'ultima domenica di febbraio, bensì due: la prima con la tecnica della trota torrente al mattino, la seconda a spinning nel pomeriggio. Per tutto l'inverno ho desiderato tornare a pesca di trote nei magnifici corsi d'acqua del Trentino ma, vuoi per la legge provinciale, vuoi per pigrizia, ho disertato l'apertura del 1° gennaio sull'Adige (ero a caccia di cefali in Puglia) e ho pescato trote ai laghi di Santa Massenza e Toblino nei weekend tra gennaio e febbraio. Anche lo sci s'è messo di mezzo, con una stagione davvero strana, con neve assente fino ai primi giorni di febbraio, ma con una condizione meteorologica favorevole che mi ha messo tanta voglia di andare a sciare ogni fine settimana.

Avevo organizzato tutto nel dettaglio già da alcuni giorni prima dell'evento: prenotazione del permesso giornaliero, check dei terminali e delle esche artificiali, esplorazione preventiva per verificare lo status degli spot più interessanti. L'emozione era a mille, quasi fosse la prima apertura della mia vita. Forse i ricordi o forse l'astinenza da trote, fatto sta che non ero più nella pelle. Volevo sfidare le trote con due metodi assolutamente diversi in due fasi differenti della giornata. E così è stato...

La mattinata di pesca non è esaltante. Purtroppo, quando le aspettative sono tante, capita di ottenere un feedback negativo dalle acque dolci. Le buche presentano pesci un po' statici, quasi abulici, che non abboccano nè alle camole, nè ai lombrichi. Ovviamente qualcosa l'ho catturata, ci mancherebbe, ma non è degna di una nota sul blog. Passiamo avanti... Arrivata l'ora di pranzo, faccio le valigie e mi sposto in un'altra zona, più valle, per risalire il torrente e tentare la fortuna a spinning. Lo spettacolo dinanzi ai miei occhi è sempre subilime: acqua limpida, buona portata nonostante la siccità invernale, sponde ben tenute e una natura tipicamente nordica che concilia perfettamente con la pesca alla trota.

Per l'occasione sfodero il meglio a disposizione nel mio arsenale. Per le occasioni importanti è necessario lo smoking! La canna scelta è una Abu Garcia Rock Sweeper Nano da 2,10 metri, mentre il mulinello è un Abu Garcia Revo Neos imbobinato con un monofilo Trilene Berkley specifico per lo spinning del diametro 0,20. Come detto prima, parto da valle risalendo il torrente e mi imbatto nella prima buca. Il regolamento di pesca è molto rigido, infatti impone l'impiego di esche artificiali (o naturali - n.d.r.) con ami senza ardiglione. La prima preda mi sfugge durante il combattimento, vanificando tutti i miei sforzi. Ritento più volte ma non avverto più nulla, nè vedo pesci seguire il mio umile cucchiaino.

Risalgo ulteriormente il torrente. C'è poco da fare. Se la montagna non va da Maometto, è Maometto che va dalla montagna. Qualche lancio e vedo finalmente un inseguimento. Purtroppo non riesco a fermare in tempo utile l'artificiale e perdo la prima vera trota del pomeriggio. Ritento, sarò più fortunato. E proprio mentre termino il recupero, quasi con un angolo di 120°, sento una forte trazione: è lei, l'ho presa, la mia prima trota fario dell'apertura 2016! Salta fuori dall'acqua, si esibisce in capriole spettacolari, poi si mette controcorrente ed ha inizio un emozionante recupero fatto di colpi di scena. Mentre è vicina al guadino riprende il largo, con un nuovo guizzo s'allontana e riparte il combattimento. Riesco a controllarla con un abile lavoro di frizione e anti-ritorno, poi sfinita viene verso di me e si lascia concedere un fantastico ritratto dentro e fuori dal guadino. 37 centrimetri di pura bellezza trentina!

Qualche attimo più tardi inizia a piovere. Che sfortuna! Eppure si tratta di una pioggerella che non arreca molto disturbo, quindi non mi perdo d'animo e continuo la mia caccia grossa. Mi sposto nella buca più a monte, effettuo qualche lancio e sento uno scossone. Ferrata, recupero e successiva slamata. Purtroppo accade spesso quando si pesca con ami senza ardiglione. In questo tratto bisogna salvaguardare la popolazione ittica, quindi una scelta così drastica è assolutamente ponderata. Deciso di risalire ancora ma senza soffermarmi nelle buche. Procedo quindi a metà torrente e lancio quasi a ridosso dei massi al centro del corso d'acqua. All'improvviso, quando meno te l'aspetti, arriva la sorpresa. Sbam! Colpita e affondata! Un nuovo salto seguito da un'altra capriola, poi la solita tendenza a muoversi controcorrente, evoluzioni a destra e sinistra ma, sfinita, la seconda trota del pomeriggio cade nel guadino e si lascia immortalare per la foto di rito. 35 centimetri, due in meno della precedente, ma comunque fonte di grande soddisfazione.

La pioggia si fa insistente. Ho poco tempo a disposizione prima che si trasformi in un temporale. Sono le 16 e devo fare in fretta... Non resta altro che proseguire risalendo il torrente quasi fino all'inizio della zona di demarcazione con l'altra area in concessione alla Apdt di Trento. Mi muovo senza fare rumore e proseguo a piede asciutto lungo la sponda destra. Intravedo una nuova buca con un'ampia zona di ristagno delle acque. L'istinto mi spinge a provare le ultime cartucce rimaste! Il primo lancio va a vuoto. Il secondo pure. Al terzo cambio stile di recupero, impostando il cosiddetto "invitino". Senza che me l'aspettassi, il cucchiaino è ingoiato voracemente da un bell'esemplare maschio di fario che si concede per un recupero spettacolare, fatto di tira e molla improvvisi. Non vuole proprio saperne di venire a riva, quindi mi sposto un attimo e riesco a forzarlo verso di me nell'angolo in cui c'è meno corrente. Una fario di quasi 43 centimetri che conclude perfettamente il mio breve pomeriggio di spinning in Trentino. Un'apertura senza infamia e senza lode, che è di buon auspicio per il 2016 e che risveglia la mia voglia di spinning da tempo messa nel cassetto a favore della pesca al colpo.

Alla prossima!

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Classe 1983, coniugato, vive a Trento. Nella vita si occupa di marketing digitale al servizio di Archimede, pluripremiata società di marketing e comunicazione trentina. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci del Trentino e dintorni: divulga la pesca a spinning, al colpo, il ledgering e la trota lago. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network. Inoltre vanta collaborazioni passate con PescareOnline, I Segreti dei Pescatori, Pescare, il Pescatore d'acqua dolce e realtà aziendali italiane e internazionali come Trabucco, Decathlon Italia (marchio Caperlan), Rizov, Cogitech, Piscor, Sport Sile. Infine è top contributor per il blog di Pescaloccasione.

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