Pesca a feeder: strategie avanzate per il method

La pesca nei laghetti italiani è un fenomeno costantemente in crescita. Senza cadere nell'errore di ripetere ciò che ho già scritto in altri articoli, possiamo certamente asserire che ci sono diverse motivazioni che portano il pescatore moderno a frequentare assiduamente (o sempre più frequentemente) specchi d'acqua a pagamento. Chiamiamoli carpodromi, fisheries o reservoir come fanno gli amici inglesi: fatto sta che si tratta di una disciplina che prevede il pagamento di una quota di ingresso in laghi artificiali, dalle caratteristiche naturali e con ambienti veramente ben integrati col contesto paesaggistico, o talvolta costruiti alla meglio con sponde cementate, molto antropizzate. Purtroppo nei social c'è l'errata convinzione che chi frequenti i laghetti a pagamento (certo, chiamiamoli anche fisheries che è più corretto), sia un pescatore tecnicamente poco evoluto, che non vuole fare chilometri e desidera catturare pesce facile, magari anche malmesso e poco combattivo. La realtà è proprio questa? 

Obiettivo primario del pescatore evoluto: pescare alti quantitativi di pesce nelle fisheries

La realtà potrebbe anche coincidere con quanto dicono gli haters. C'è da riconoscere che hanno ragione su un punto! È sicuramente facile prendere pesce che vive in una piccola cava, abituato ad essere pescato più e più volte, quasi addestrato ad abboccare perchè incurante del pericolo e tutt'altro che smaliziato (ormai le carpe sapranno pure che sono rilasciate al termine della lotta, vero?). È però difficile fare selezione, pescare le carpe più grosse del laghetto ma, soprattutto, è ardua impresa raggiungere i quantitativi degli inglesi che pescano a feeder in sessioni di 3/4 ore. Ci pensate? Sareste capaci di fare 50 chili di carpe in 4 ore col method feeder? Provando ad esplicitare il calcolo, si tratterebbe di pescare circa 12 chili di pesce in un'ora. Quindi considerando una taglia media di 1,5 kg a pesce, occorrerebbero 8 carpe in 60 minuti. Stimando per difetto, circa un ciprinide ogni 7 minuti in modo costante, senza nemmeno momenti di fermo. Cifre del genere possono spaventare o eccitare allo stesso tempo. Rappresentano lo scopo del pescatore evoluto, ossia pescare alti quantitativi di pesce nei laghetti, puntando a fare una gara di numero e peso contro sé stessi e il tempo, scegliendo la tecnica più devastante del momento. Quale? Semplice, la pesca a feeder col method.

Come pescare più degli altri a feeder?

Il method è un'evoluzione della pesca a feeder classica. Ciò rappresenta un primo punto a favore. Presentare un lauto pranzo, disposto sul fondo in un unico boccone comprensivo di pastura ed esca equivale a farla franca rispetto ad altre tecniche. Se tutti pescano allo stesso modo, come batterli? Come evitare lunghe attese, di 20 o 30 minuti tra una cattura e l'altra, anche in piena attività primaverile o in estate? Bisogna adottare strategie avanzate che riguardano esca, pastura e attrattori liquidi. A meno che vi siano specifici divieti da parte del gestore, in moltissimi casi ci è dato sperimentare, monitorando le performance di uno sfarinato, di boiles o pellet. Se ci è anche concesso di ingolosire le carpe con l'additivo liquido per esche, beh sporchiamoci le mani e facciamolo senza esitazioni. Solo acuendo l'ingegno riusciremo a proporre una pastura con la giusta meccanica ed un'esca con l'attrattività più idonea a fare entrare in frenesia alimentare le carpe. Si allontaneranno dagli altri picchetti (pegs - per chiamarli all'inglese) e stazioneranno nella linea di pastura, rappresentando una miniera d'oro per la nostra battuta di pesca a feeder.

Strategie per la pesca a feeder col method: scegliere la linea corretta!

Non siamo in gara. Non si vince nè si perde nulla però... prima di tutto, prima di ogni cosa, scegliete la distanza dove lanciare! I garisti la chiamano anche linea di pesca. Ho visto troppe volte improvvisazioni disastrose. Persino il sottoscritto ha fatto grossi errori, perdendo tempo prezioso, un po' per pigrizia, un po' per disattenzione. Individuate un punto in cui lanciare ripetutamente il pasturatore, quindi decidete se:

- pescare sulla linea dei 13 metri, tipica di chi prova il feeder ad una distanza da roubaisienne;
- pescare sulla linea dei 25/30 metri, in molti casi rappresentati dalla sponda opposta del laghetto o di un ostacolo a metà, come un isolotto;
- pescare sulla linea dei 3/4 metri, che equivale a tentare nel sottoriva;

Escludendo l'ultimo caso, mi sento di consigliare un barbatrucco che tutti sanno ma che nessuno applica. Usate il clip fermafilo della bobina, stratagemma indispensabile per mantenere sempre la stessa linea di pesca e pasturare con massima precisione. A questo consiglio ci aggiungo anche il segnare il monofilo con un pennarello (line marker o il comune Uni Posca bianco). Se doveste catturare una carpa molto nervosa o più corpulenta delle altre, avrete la possibilità di sganciare tranquillamente il monofilo dalla clip sulla bobina. Ci sarà il segno di colore bianco sul filo a ricordarvi la giusta distanza a cui lanciare.

Pasture da pesca a feeder: i sapori, la meccanica e le proprietà leganti

Un'altra strategia da attuare concerne la pastura. Gli sfarinati da pesca a feeder hanno sapori e colorazioni differenti: vanno dal dolce al salato, dal bruno al chiaro passando per il verde nel caso della betaina. Queste sono le differenze basilari ma, credetemi, non sono tutti uguali in fatto di meccanica e proprietà leganti. Ho notato che le pasture salate, con una concentrazione maggiore di farina di pesce (a discapito di pastoncino, biscotto o panettone), comportano una efficace selezione delle prede, poiché sembrano allontanare le carpe più piccole e attraggono le sorelle di stazza superiore. Pertanto ben vengano pasture da pesca a feeder con i seguenti "gusti":

- le fishmeal o le halibut (come in foto - dal colore scuro);
- le krill di colore rosso (gambero per chi non lo sapesse);
- le bloodworm di colore rosso (a base di vermi tritati e altre farine animali);
- alla betaina, di colore verde acceso e dall'aroma molto dolce;
- mix di pastura bruna e pellets da 2 millimetri, tritati, crushati o semplicemente aggiunti nel composto già inumidito;

I prodotti dall'alto potere legante avranno una meccanica lenta, nel senso che la pastura si scioglierà pian piano, solo dopo essersi posata sul fondo. È il caso di sfarinati collosi, a grana grossa che risultano quasi appiccicosi al tatto. Personalmente li preferisco quando c'è il disturbo dei carassi o delle scardole in superficie. Le pastura con basso potere legante, a grana medio fine, saranno un asso nella manica quando la pesca è veloce e si concretizza anche qualche secondo dopo lo "splash" del pasturatore sulla superficie dell'acqua. Carpe e golosissime tinche, colpite dalla succitata frenesia alimentare, perderanno i freni inibitori e si lasceranno conquistare da un bocconcino che esplode rapidamente nella discesa verso il fondo. Fate attenzione a non sfamare troppo le prede e alternate le due soluzioni! La mia esperienza insegna che sfarinati dolci saziano, mentre sfarinati salati gonfiano meno. Posso essere smentito ma in tutta sincerità, mai nessuno mi ha contraddetto.

Esche vincenti e additivi liquidi per il method feeder

L'ultima strategia da attuare per battere il vicino di picchetto, in questa gara immaginaria senza vincitori nè vinti, è insita nelle esche. L'impianto pescante è dei migliori, la pastura è perfetta però manca qualcosa. L'esca deve colpire l'appetito delle carpe e le soluzioni per farlo sono molteplici. La prima consiste nel presentare al pesce un'esca dal sapore contrastante con lo sfarinato. È il consiglio più basilare che potrei darvi, quindi riassumiamolo in alcune semplici possibilità:

- pellet all'halibut (colore marrone) con pasture dolci come la betaina oppure le brown con alte concentrazioni di cioccolato;
- pellet alla salsiccia piccante (colore rosso) con pasture salate come le krill, le brown all'halibut,  le dolci come la betaina o le gialle a base di pastoncino/panettone;
- pellet alla betaina con pasture salate
- micro boiles da 8 millimetri dolci, al cioccolato o all'ananas con pasture salate

Il meccanismo è semplice. Esca salata su base dolce oppure esca dolce su base salata. Se questa bomba di gusto non dovesse bastare, c'è l'arma segreta, che poi tanto segreta ormai non lo è. Trattasi degli additivi liquidi facilmente reperibili nell'internet o nei negozi più forniti. Non mi riferisco ai Goo luminosi da carp fishing, bensì a quei gel liquidi da spargere minuziosamente sull'esca, ottenendo un risultato come in foto. L' operazione può essere svolta durante il caricamento del pasturatore (per carità nessuno lo vieta) oppure dopo aver premuto lo stampino. Appoggiate il beccuccio dell'additivo liquido e lasciate sul boccone una goccia di aroma alla betaina, salsiccia piccante, krill, aglio. Oppure testate gli additivi F-1, nati in Inghilterra per solleticare l'appetito di pesci ibridi tra carpe e carassi, conosciuti in Italia come carassi carpati. Mantenete possibilmente la stessa fragranza dell'esca per rafforzarne il potere appetizzante. Evitate invece una combinazione ulteriore di sapori perchè potrebbe non piacere o confondere le carpe. Approfittate, infine, del vantaggio offerto dagli attrattori liquidi da feeder durante la discesa del method. Nella pesca a galla, quando lo sfarinato contenuto all'interno del method esplode a contatto con l'acqua, l'attrattore si diffonde velocemente, generando una nuvola colorata che incuriosisce ulteriormente i ciprinidi. Il dado sarà tratto e le carte in regola per una pescata memorabile ci saranno tutte. Spetterà soltanto a voi migliorare e migliorare, puntando sempre più in alto sull'ago della bilancia!

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Classe 1983, vive da diversi anni nel Nord Italia occupandosi di marketing digitale. Dopo una lunga esperienza nelle acque pugliesi dell'Adriatico, frequenta da tempo gli spot del Trentino, Veneto e Lombardia. È un pescatore esperto, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila followers. È autore di due romanzi d'amore e pesca, oltre ad essere poliedrico collaboratore di riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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