Pesca a method feeder in laghetto

Tra le tecniche più innovative del decennio, che va 2010 al nefasto 2020, c'è sicuramente il method feeder. Nato originariamente in Gran Bretagna, come variante specimen del carp fishing, grazie alle continue influenze dell'internet è approdato in Italia agli inizi del decennio scorso. Campioni del calibro di Angelo de Pascalis, Manuel Marchese, Tom Pickering, Bob Nudd, Des Shipps e Steve Ringer hanno approfondito la tematica realizzando filmati d'eccezione che hanno spopolato in Youtube. Se n'è parlato anche sulle riviste di pesca ma nel web, se si effettuano ricerche specifiche, si nota che la tecnica del method non ha ancora trovato una giusta definizione. Ecco l'impegno a volerlo fare correttamente, affidandomi ad un garista del Nord Italia e grande amico di pesca: Fabrizio. Con l'articolo odierno spiegheremo nel dettaglio l'occorrente per pescare a method feeder, qual è la sua montatura, come e dove utilizzarlo.

Pesca a method feeder in laghetto

Partiamo dal principio. Siamo in una fishery del Nord Italia, è una atipica e calda domenica di gennaio, ci fa compagnia la neve sui monti e si respira già aria di primavera. Nonostante tutto, siamo in inverno: è il momento migliore per stuzzicare le povere prede di uno specchio d'acqua ampio e ben popolato da ciprinidi, ovvero carpe e carassi. Fabrizio è sul piede di guerra e, a dire la verità lo sono anche io. Perchè abbiamo scelto di pescare proprio a method feeder? La risposta non è scontata. In laghetto, non lo nego, le catture sono più semplici rispetto ad un ambiente composto da pesci selvatici. Quindi vale la pena pescarli con stile, con una tecnica raffinata, che punta più alla qualità che alla quantità. Insomma, per intenderci, che ha l'obiettivo di catturare il pesce grosso, non quello piccolo e comune. Il method feeder farà proprio questo. È stato concepito come una variante tattica e strategica rispetto al ledgering classico. Ha la potenzialità di avvicinare pesci capaci di ingoiare un grosso boccone e rilascia la pastura in modo chirurgico, vicinissima all'esca. Come? Lo scoprirete andando avanti nella lettura.

Attrezzature per la pesca col method

Ogni tecnica vuole una sua attrezzatura, ma le finanze sono poche e molti si chiedono: vale la pena investire denaro per una tecnica simile alla pesca a fondo, chiamata anche ledgering? La risposta è si. Vediamo il perchè! Considerando che si tratta di una tecnica specifica, che punta alla cattura di pesci di media e grossa dimensione, bisognerà acquistare una canna da ledgering un po' più "tosta" del solito. Sconsiglio le 3 metri (10 piedi) o le 3,30 metri (11 piedi), che reputo adatte soltanto a laghetti piccoli o stagnanti, con carpe che non superano i due chili. Per pescare degnamente col method bisogna opzionare una 3,60 metri (12 piedi) o una 3,90 metri (13 piedi), con azioni di almeno 60/80 grammi. La scelta è molto personale. Non conta molto la potenza di lancio, bensì la rigidità del fusto e la sensibilità del vettino. Se pescherete su bassi fondali, converrà scegliere pasturatori method dai 25 ai 40 grammi. Essi, con un'adeguato carico di pastura, arriveranno a pesare anche 60/70 grammi; le carpe che catturerete supereranno sicuramente i due chili di peso, ecco perchè il sistema di pesca deve essere adeguato, al punto tale da garantire comfort ed il giusto contrasto in tutte le fasi della pescata. E il mulinello? La scelta cade sicuramente su un modello moderno, con almeno 5 cuscinetti a sfera, di taglia 3.500/5.000, capace di imbobinare almeno 200 metri dello 0,28. Restano invece opzionali le attrezzature complementari, ovvero il panchetto (va benissimo anche una feeder chair), il guadino a maglia larga (anche a maglia corta, purchè gommato), un materassino (o un tappetino).

Montatura per il method feeder

La seconda parte delle attrezzature necessarie, oserei dire obbligatorie per chi vuol cimentarsi col method feeder, riguarda sicuramente la montatura. Diversamente dalla pesca a bolognese, all'inglese o roubaisienne, il punto di forza del method è insito nel pasturatore. Si, un pasturatore method che fa da piombo portante e contenitore di pastura, al cui interno poi sarà posizionata l'esca. Vediamo il tutto nel dettaglio assieme all'aiuto di Fabrizio, pescatore di grande esperienza. Per prima cosa, occorre acquistare 2 o più method feeder (chiamati anche pasturatori a saponetta dai negozianti) di 28/40 grammi. Assieme al pasturatore, sarà necessario dotarsi di uno stampino, solitamente contenuto nella confezione da 2 o 4 pasturatori.

La montatura potrà essere composta da:

Il tutto è stato riassunto sia in figura, sia nella foto che nel disegno, direi abbastanza comprensibile. Dopo aver costruito la montatura, per prima cosa bisognerà bagnare la pastura o i pellet (oppure mescolare pastura e pellet - poi bagnarli). Solitamente consiglio di cominciare l'arte del method feeder aiutandosi con pasture specifiche come le Method Mix di Dynamite Baits oppure Sonubaits, facilmente riconoscibili sia per il colore (tendenzialmente bruno), sia per il nome stesso. Dopo aver bagnato l'impasto (200 grammi sono più che sufficienti per 2-3 ore di pesca), mescolatelo per bene con le mani e lasciatelo riposare qualche minuto. Innescate mais, boiles, pellet o bigattini aiutandovi con l'hair rig o con l'elastic rig, presente sul terminale. Posizionate il pasturatore accanto allo stampino, tenendolo nella ciotola o nel contenitore colmo di pastura. Mettete un po' di pastura sulla base dello stampino, poi appoggiate l'esca, ed ancora pastura, poi provate a chiudere il tutto passando il pasturatore verso l'interno dell'accessorio. Pigiate, premete il pulsante (o l'estremita dello stampino qualora esso ne fosse sprovvisto) e otterrete un method feeder pronto per andare in pesca. Oppure evitate il passaggio dell'esca nella pastura e mantenete il terminale libero, come ho fatto in foto. L'importante è che la pastura sia lì, nel method, pronta per essere sprigionata nella zona di pesca.

Strategia e consigli prima e dopo l'abboccata

Prima di cominciare a pescare per davvero, io e Fabrizio siamo soliti fare 3 o 4 lanci col pasturatore carico. Ad ogni lancio segue un minuto d'attesa, tempo necessario per far sciogliere la pastura e preparare una sorta di "letto" di sfarinato sul fondo. Al quinto tentativo effettuiamo l'innesco e Fabrizio entra in pesca definitivamente, io invece scatto le ultime foto per l'articolo. L'attesa, specie in inverno, può essere proflungata. Ciò perchè il metabolismo è rallentato, mentre in estate c'è poco da aspettare: spesso il pesce abbocca mentre il pasturatore è in discesa, mordendo voracemente l'esca senza che essa tocchi il fondo. Detto ciò, è sempre fondamentale mantenere la frizione del mulinello aperta, senza il filo in particolare tensione. Una leggera pancia è ammessa, specie perchè il method feeder è un sistema auto-ferrante, quindi il pesce tende ad abboccare ferrandosi automaticamente. La partenza sarà solitamente violenta ed improvvisa, capace anche di portare la canna in acqua se posizionata in modo distratto. Durante il combattimento potrete attivare l'antiritorno del mulinello ma fate attenzione alle fughe impreviste! La perdita di tensione tra canna e pesce potrà causare la slamatura, specialmente quando l'amo (rigorosamente senza ardiglione) risulterà conficcato in modo debole e insicuro.

Method feeder in inverno e non solo

A mio parere, il momento migliore per la pesca a method feeder resta la fine dell'inverno e l'inizio della primavera. È il momento in cui il pesce grosso di laghetti, cave e carpodromi è ben disposto a dare filo da torcere. Posso essere smentito quindi asserisco anche che il method feeder è un sistema pescante che può essere applicato anche in estate o in autunno, senza qualsivoglia limite. Tuttavia, nei periodi freddi, quando la roubaisienne rende soltanto col carassio (perchè le carpe sono fuori tiro, oltre i fatidici 14 metri e mezzo) o la pesca all'inglese non dona soddisfazioni, il method feeder rappresenta una validissima alternativa per tutti i pescatori, anche i meno esperti. Trattasi comunque di un sistema che può essere applicato ad acque calme e ferme come quelle dei canali, oppure anche in acque salate. Negli ultimi anni, infatti, la schiera dei pescatori che hanno provato il method feeder anche in mare è andata sicuramente crescendo. Io stesso, prima o poi, realizzerò un nuovo articolo e sarò sempre qui, su Pescanet, a suggerirvi nuove idee e nuove applicazioni per divertirvi con la vostra passione... la pesca!

 

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Classe 1983, vive da diversi anni nel Nord Italia occupandosi di marketing digitale. Dopo una lunga esperienza nelle acque pugliesi dell'Adriatico, frequenta da tempo le acque dolci in Trentino, Veneto e Lombardia. È un pescatore esperto, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila fan tra Facebook e Instagram. È inoltre autore di due romanzi d'amore e pesca, oltre ad essere poliedrico collaboratore di riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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