Pesca a Floating Feeder col Bigattino

La pesca sportiva, come tutte le altre discipline, è sempre in fase di crescita ed espansione tecnica. Qualche anno fa, complice l’influenza degli inglesi, in Italia è comparsa una variante della pesca a legering che ha cambiato le carte in tavola. In senso positivo, ovviamente. Il ledgering, infatti, da essere una tecnica di pesca che si svolgeva esclusivamente sul fondo, attraverso l’ausilio di un piombo o di un pasturatore (chiamato feeder), ha cominciato ad essere praticata anche a galla, riscuotendo l’interesse di molti pescatori, convinti dell’utilità di un metodo praticamente infallibile. Una vera e propria alternativa, che inizialmente ha destato qualche scetticismo (me compreso) ma, dopo anni di test sul campo, in laghetti e carpodromi del Veneto, Trentino e Alto Adige, ho ottenuto risultati così lusinghieri da scegliere di esplicarla al meglio sul mio sito. Ho avuto conferma che le abitudini dei pesci sono mutevoli, come quelle degli esseri umani, e se le prede accolgono positivamente un cambiamento, allora perché no… accettiamolo e continuiamo a godere dei risultati che una variante del ledgering può darci! Prima di continuare, è bene ricalcare un concetto importante: differenza tra ledgering e feeder fishing.

 

Ledgering e feeder fishing: non è la stessa cosa! 

Ne ho già parlato in un altro articolo su Pescanet. Però, come ci insegnano a scuola, “repetita iuvant”. Spesso non è ben chiara la differenza tra feeder fishing e ledgering. Vediamola assieme. Il legdering è una tecnica dove l’esca e la pasturazione avvengono a contatto col fondo, sia con piombo che con pasturatore. Tutto si svolge sul fondo. Per feeder fishing, invece, si intende una tecnica che impiega un pasturatore piombato, sia pescando radente il fondo, ma anche pescando a galla. La differenza sarà più chiara, ed è necessaria per capire che quando si pesca a feeder sugli strati superficiali dell’acqua, non si sta facendo ledgering. Bensì stiamo utilizzando un floating feeder, ovvero un pasturatore che permette di lanciare esche e pasture a distanza, mantenendosi in superficie, rilasciando il contenuto che avvicinerà pesci pronti ad abboccare su esche galleggianti come i bigattini.

 

Dove pescare col floating feeder

La pesca col floating feeder è soggetta al regolamento dei laghetti, dei laghi e dei carpodromi. Per prima cosa occorre capire se si può pasturare e se, soprattutto, si possono rilasciare quantità di bigattini. Non tutti i laghetti lo permettono, quindi fate attenzione. Detto questo, gli ambienti dove praticarla sono appunto carpodromi, laghi, laghetti, canali con corrente limitata. La si pratica principalmente in estate, quando carpe, amur, storioni, carassi, tinche e altre prede tendono a muoversi in superficie, o a pelo d’acqua. Il lento rilascio di bigattini da un pasturatore galleggiante è quanto di più curioso possa capitare per i pinnuti, quindi il potenziale del floating feeder è da considerarsi altamente esplosivo.

Chummers e Chompers: due modelli per la pesca col floating feeder

Esistono due paturatori per la pesca a floating feeder. Ho provato sia i modelli della Nisa, distribuiti da Trabucco, sia i modelli della Trabucco. La Nisa produce i chummers e chompers. La Trabucco, invece, ha immesso in commercio gli Airtek Floating Open e Closed Feeder. I chummers sono pasturatori a gabbietta per la pesca con sfarinati. I chompers, invece, che vedete nella foto, sono pasturatori block end, con chiusura finale e buchi sul corpo, destinati alla pesca con i bigattini. Gli Airtek Floating Closed Feeder di Trabucco sono la variante “chiusa”, sempre destinata alla pesca con le larve. Sono disponibili in taglie piccole, medie e grandi, quindi soddisfano qualsiasi esigenza di pesca.

 

Come realizzare una lenza per la pesca col floating feeder

È la volta del Nisa Chomper o dell’Airtek Floating Closed Feeder di Trabucco. La montatura è semplicissima. Occorre passare sulla lenza uno stopper in silicone, poi una girella con moschettone o un’apposito connector per la pesca col pasturatore. Successivamente, passate un altro stopper e chiudete la lenza con una girella. Applicate il pasturatore galleggiante al moschettone o al connector. Realizzate un terminale di 40/50 centimetri dello 0,16 o 0,18 (eventualmente, in caso di prede di taglia, salite col diametro) e montateci l’amo. Distanziate il pasturatore dall’amo per circa 1 metro. Innescate pure bigattini o caster, ed il gioco è fatto.

 

Utili consigli per ottime catture

Pescare col floating feeder implica dinamiche differenti feeder fishing classico. Talvolta, la variante da fondo può essere statica, in attesa di grosse prede che abbocchino alle nostre esche. Nel floating feeder, invece, è quasi il contrario: l’abboccata è spesso immediata, rapida, bruciante, in calata. Ne consegue che l’attenzione deve restare ai massimi livelli, e le ferrate necessitano di un’immediatezza unica. Inoltre, la pesca col floating feeder richiede caricamenti del feeder più frequenti, perché l’effetto dei bigattini è breve, dato che essi fuoriusciranno dal pasturatore in massimo un minuto, forse anche due (a seconda del modello e della temperatura dell’acqua). Non solo. Si possono ottenere risultati lusinghieri con piccoli accorgimenti riguardanti le esche, il lancio e la zona di operatività. Se pescate col bigattino, è inutile innescare qualcosa di diverso: restate sempre sul bigattino, magari di un altro colore (tipo rosso), o al massimo sul caster. A volte ho provato a stuzzicare la curiosità dei pinnuti innescando mais, piselli, pane: ha funzionato pasturando con sfarinati, ma nel caso del bigattino si sono verificate solo inutili perdite di tempo. Potrebbe darsi che si tratti di casi isolati, che accadono solo a me, ma vi suggerisco di evitare. Il lancio diventa fondamentale, perchè un lancio corretto vorrebbe anche dire produrre un rumore sull’acqua del pasturatore. Rumore significa anche richiamo uditivo per le prede che, specie nei carpo dromi, non sono sempre spaventare dai tonfi, bensì li interpretano come cibo che arriva miracolosamente dall’alto. Infine, due parole sulla zona di operatività. Diversamente dalla pesca a floating feeder con pastura, che sfrutta a suo favore l’alone rilasciato dello sfarinato, nella pesca con bigattini è necessario insistere sempre negli stessi punti. Ciò per evitare la dispersione di larve preziose e, soprattutto, per non sfamare il pesce. Prendete pure un riferimento sulla sponda opposta e lanciate sempre lì. Un albero, una casa, una siepe, quello che volete. Riscontrerete un’efficacia micidiale della tecnica inglese, che vi farà così gola da praticarla sempre più spesso.

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino.it . Classe 1983, coniugato, pugliese d'origine ma vive a Trento. Nella vita si occupa di Digital Marketing al servizio di un'importante società di marketing e comunicazione trentina. Dopo una lunga esperienza in mare, adesso frequenta le acque dolci del Trentino e dintorni, divulgando la pesca a spinning, al colpo, il ledgering e la trota lago. È un pescatore e fotografo poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Vanta collaborazioni passate con le riviste "I Segreti dei Pescatori", Pescare, il Pescatore d'Acqua dolce e Pescareonline.

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