Spinning al persico reale

I tepori di fine marzo risvegliano il desiderio di una gita fuori porta, alla ricerca della quiete assoluta, lontana dalla routine giornaliera. Ormai è tutto pronto per l'arrivo dell'estate: le ore di luce aumentano, fa notte più tardi, i pollini esplodono nell'aria e il pesce d'acqua dolce inizia a muoversi. L'incantevole paesaggio di prati e distese verdi racchiude tante meraviglie da scoprire, non solo per chi ama la pesca. La primavera è sinonimo di lunghi percorsi in bicicletta immersi nel verde, bird-watching ma, soprattutto, pesca!



Persici a spinning

Oggi vi parlerò di una tecnica praticata sin da piccolo nelle acque interne: spinning al persico reale. Ammetto di aver tratto ispirazione dai filmati di Eugenio Avico, pubblicati più di 20 anni fa nella collana "L'Arte della Pesca". Anche se riguardavano la pesca alla trota in piccoli ambienti di montagna, tali video erano la base per apprendere lo spinning praticato in contesti che richiedevano una certa leggerezza. Vivendo in Puglia, terra di tanto mare, sole e inesistenti corsi d'acqua dolce, dovetti limare le ambizioni da spinner, tentando la cattura di pesci alla portata delle acque appulo-lucane. Nacque così l'idea di praticare lo spinning minimal... l'esperimento andò a buon fine ed eccomi qui a parlarvene apertamente.

Attrezzatura

Per affrontare al meglio il persico occorre attrezzarsi con una canna ad azione light, compresa tra 1 e 10 grammi, di lunghezza pari a 1,80/2,10 metri. Monteremo un mulinello di taglia 1500/2000 con del buon 0,18 in bobina. La scelta tra nylon e trecciato dipende dal gusto del pescatore. Per impegni meno gravosi preferisco il buon caro vecchio nylon dicroico, con colorazioni neutre, senza troppi fronzoli. Quando c'è da tentare la cattura di persici di buone dimensioni, magari accompagnati da probabili black bass in ambienti ricchi di ostacoli, scelgo il trecciato. Per completare l'opera, Ci procureremo un paio di artificiali crank da 3/5cm (ottimi i Sebìle in foto) e alcuni cucchiaini rotanti di misura 1-2-3. Per non rovinare l'apparato boccale dei pesci, consiglio vivamente di sostituire le ancorette con modelli senza ardiglione. Permettono sia un più facile rilascio della preda, sia maggiore rispetto per il persico. In fin dei conti i pesci sono nostri amici e abbiamo tutto l'interesse di salvaguardare l'ambiente.



Come scegliere l'artificiale

La bellezza dello spinning in versione light è proprio nell'attrezzatura minimal da impegare per la ricerca dei predatori, che ci permette di camminare lungo il lago sondando, la pescosità degli spot migliori. E' proprio in lago che si concentrano spesso le colonie di persici reali. Questi sono predatori dal carattere vivace, arzillo, sempre in caccia nei periodi caldi. Pescarli con canne e mulinelli sottodimensionati ha un sapore diverso. Non è soltanto un discorso di canne piegate, mulinelli sfrizionanti e pseudo-emozioni millantate con la tastiera. E' come se dessimo più chances al pesce di vincere la battaglia! Non ne faccio una questione etica, bensì invito tutti alla prova. Ci sono due possibilità: cucchiaino rotante o piccola crank. Il cucchiaino è un evergreen snobbato ormai da tanti che, per moda o per ignoranza, vivono di minnow e gomme. E' un'esca classica dello spinning disponibile in varie grandezze, pesi e colori. Ci sono cucchiaini dorati, bronzati, argentati, neri e variopinti. Per mia esperienza, consiglio volentieri i colori accesiin giornate soleggiate con acque chiare, perchè possono attrarre le prede grazie alla propria lucentezza. I colori scuri, invece, vanno presi sul serio quando l'acqua è un po' sporca e il cielo è grigio. Non fossilizzatevi troppo sui colori: il pesce bada al movimento dell'artificiale che dovrà essere costuituito da recuperi altalenanti, fatti di frenate e accelerazioni continue. I crank, invece, sono artificiali dal corpo un po' insolito. La testa è tonda, più pronunciata del resto. A modellare il particolare andamento in acqua c'è una paletta sagomata che può avere dimensioni variabili. Il crank simula un pesce "disturbatore" di piccole dimensioni. E' dispettoso, si muove in profondità (non è un top water) e vibra durante il recupero, azionando le micro-palline nel corpo che generano suoni graditi ai pinnuti. 



Come pescare il persico a spinning

Chi frequenta i laghi artificiali saprà che essi variano nella capacità da mese a mese, da anno ad anno. Tuttavia ci sono punti ideali per la pesca del persico: sbarramenti con vegetazione sommersa, anse ricche di piante acquatiche, sponde che degradano velocemente formando canaloni. Cercheremo il persico proprio in queste zone, dove i predatori sono soliti cacciare il pesce foraggio. La mia esperienza suggerisce ciò ma non ho paura di essere smentito da spinner molto più esperti del sottoscritto. Detto questo, lanceremo l'artificiale (crank o cucchiaino) senza fare troppo rumore e recupereremo con costanza a canna bassa, evitando fastidiose accelerazioni (e ombre...) che potrebbero solo infastidire i persici. Potremo andare a vista: solitamente i persici inseguono i cucchiaini fino a riva, permettendoci di individuarli anche a occhio nudo. Se il posto è quello giusto, dopo una serie di lanci avvertiremo un sussulto improvviso che coinciderà con la prima cattura. Recuperiamo con dolcezza e diamo inizio al combattimento. Continuando sempre nello stesso punto potrà capitare un secondo persico e così via. I persici sono soliti vivere allegramente in gruppo e scelgono la vita solitaria solo quando raggiungono dimensioni ragguardevoli.



Pazzesco...una scardola!

Talvolta, nei periodi caldi, quando l'afa inizia a farsi sentire, non è raro incappare in qualche pesce che con lo spinning ha ben poco a che spartire. La scardola è una cattura un po' fuori dagli schemi degli spinner; tira come una dannata, corre all'impazzata e regala capriole da capogiro. A volte capita di scambiarla per un cavedano che, per carità, può sempre capitare a spinning in lago quando si va a cerca di persici. Anche se non c'è essere orgogliosi per una cattura sui generis, vi assicuro che apprezzerete la vitalità della scardola, perchè avrà rotto la monotonia di qualche lancio andato a male, in attesa del prossimo persico reale.

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Nato nel 1983, pugliese d'origine e trentino d'adozione. Autore di due romanzi d'amore e pesca, interamente autoprodotti, si occupa di marketing digitale in una pluripremiata agenzia di comunicazione. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci in provincia di Trento, Verona e Mantova. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network seguiti da più di ventimila fan in tutta Italia. Vanta collaborazioni con riviste cartacee, aziende e blog di settore.

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