Pesca in mare con tremarella e vetrino

La creatività spesso è un dono sprecato, nella pesca poi chi ha l’estro creativo del nostro Leofishing merita un premio. Purtroppo la nostra passione subisce col tempo un declino, si vedono sempre più ragazzi dediti alla playstation, discoteche, giochi per computer e meno adepti per la pesca sportiva. Per fortuna ciò coincide con una selezione naturale che premia i più bravi, i migliori, coloro che sono capaci di tirar fuori i pesci anche in condizioni difficili, dove serve immaginazione e tenacia. Non una peschetta da rammolliti, ma un impegno da mente arzilla e pronta a tutto.


Tutto è nato per scherzo

Il Leofishing ultimamente è alla ricerca di emozioni forti, sempre più spinte ma genuine. Non parliamo di droga o sesso, ma di porno pesca. Una variante pazza, ancor più aggressiva della rattopesca. Durante una battuta di pesca da riva al porto di Mattinata è nata la folle sperimentazione della trota-lago in mare, volta alla cattura di piccoli predatori attivi negli strati superficiali sicuramente in caccia di sfortunati pesci da assediare e sopprimere con la loro capacità di aggressione istantanea. Aguglie e leccie sono le principali protagoniste di un’estate che tarda a scomparire, con un settembre molto anomalo, fatto di temperature superiori ai 30 gradi ed insolazione a livelli massimi. In queste circostanze tropicali, quasi africane, il pesce impazzisce e vive aggressivamente il rapporto con le altre specie. I serra e l' indiscriminato aumento di questa specie lungo le coste Pugliesi sono la conferma delle nostre teorie, ma basta un po’ notare il comportamento di aguglie e leccie per rendersi conto di un mondo marino che sta cambiando.


La pazzia della tremarella con vetrino in mare: La scena del delitto!

Giunti presso il molo destro del porto di Mattinata, ridente località alle pendici del Gargano, si è ravvisata una certa attività di pesce che ha risvegliato nel Leofishing la passione invernale abbandonata nel cassetto. Istintivamente abbiamo aperto una tre pezzi, con azione blanda pari a 2/16 grammi, dotata di un mulinello 2500 ed un monofilo madre dello 0,16. La composizione della lenza è proseguita con un vetrino da due grammi, una girella ed un terminale dello 0,12 di 70 cm. L'amo resta l'immancabile 6315 Gamakatsu del 13, con forma tonda e stelo piuttosto rinforzato. L'incognita maggiore, però, è data proprio dall'innesco. Non possiamo lanciare in acqua camole o piccoli grub, rischieremmo di far ridere i polli. Non è questa la pesca per noi... E se innescassimo due bigattini con una soluzione tale da generare un effetto elica? bene, questa è la soluzione. Il primo bigattino va calzato e posizionato sull'amo e lasciato a meno di un millimetro dalla paletta, il secondo lo segue, nel verso contrario. Una sorta di innesco doppio della camola, realizzato però con i cagnotti.


Come lavorare di braccio

C'è poco da fare, dobbiamo improvvisare una tremarella marina. Innanzitutto individuiamo le zone di operatività dei pesci, facilmente riconoscibili con i guizzi fuor d'acqua. Lanciamo a 30 metri, attendiamo la distesa della lenza per opera del vetrino e recuperiamo piano, con i motori al minimo. La tremarella marina non è una tecnica di sensibilità come quella lacustre: differisce proprio per la leggerezza dell'acqua. In acqua dolce il vetrino incontra più resistenza, dovuta al peso specifico maggiore. In mare, invece, con l'acqua salata più leggera e col peso specifico minore, dobbiamo compensare la minore resistenza del vetrino con movimenti più lenti e dolci, ma altrettanto sensibili. Imprimiamo alcuni strattoni e lasciamo che sia il pesce stesso ad inseguire la lenza. Pian piano, lancio dopo lancio, non mancherà l'attacco dell'aguglia kamikaze, violenta e possente al tempo stesso. Lo stesso dicasi per le leccie, capaci di colonizzare massicciamente i moli con esemplari di piccole dimensioni. Questa è la base. Approfondiremo il discorso con altri articoli futuri, più dettagliati e specifici che guarderanno proprio nei particolari le fasi salienti della battuta di pesca. Per ora, "tremarellate" pure!

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino. Classe 1983, coniugato, vive a Trento. Nella vita si occupa di marketing digitale al servizio di Archimede, pluripremiata società di marketing e comunicazione trentina. Dopo una lunga esperienza nel mare Adriatico, da anni frequenta le acque dolci del Trentino e dintorni: divulga la pesca a spinning, al colpo, il ledgering e la trota lago. È un pescatore poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Comunica attraverso la scrittura, la fotografia e i social network. Inoltre vanta collaborazioni passate con PescareOnline, I Segreti dei Pescatori, Pescare, il Pescatore d'acqua dolce e realtà aziendali italiane e internazionali come Trabucco, Decathlon Italia (marchio Caperlan), Rizov, Cogitech, Piscor, Sport Sile. Infine è top contributor per il blog di Pescaloccasione.

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