L'estate al porto di Molfetta
facebook
instagram
twitter
youtube

L'estate al porto di Molfetta

Da bambino, con l'arrivo dell'estate, la banchina del porto di Molfetta diventava il rifugio dei miei desideri. Terminata la scuola, mi precipitavo a pesca e lo facevo in pantaloncini corti e maglietta. Erano giorni in cui il porto presentava uno spaccato di vita variopinto. Gente che passava la serata seduta alle panchine (o alla peggio, portandosi una sedia da casa - malcostume diffuso), chi camminava percorrendo il molo, chi aspettava la spigola dei sogni mirando il galleggiante luminoso. Il tempo e lo spazio erano due misure che perdevano il fondamento scientifico, perchè assumevano una connotazione melliflua: il tramonto e le maree scandivano l'arrivo della notte, mentre il faro e le banchine indicavano i confini di geografia appartenente ad un microcosmo chiamato "porto".

 

Il mare fungeva da cemento, arricchendo la mia diversità interiore, perchè abbatteva le distanze e riduceva le barriere: alieutiche, culturali o sociali, esse scomparivano nel momento in cui, da piccolo, posavo il galleggiante sull'acqua. Man mano che la gente passava, flotte di curiosi venivano a farmi visita, e gli immancabili "vecchietti" mi intrattenevano con narrazioni, storie inverosimili, racconti di fantasmagoriche catture di spigole dal peso standard di sette chili e cinquecento grammi. In tale contesto si snodava il mio paradiso, contrassegnato da uno spazio dove i pensieri di pescatori incontravano quelli dei sognatori, degli audaci, dei pirati, dei briganti; uno spazio dove i pensieri giocavano con le fantasie nascoste nel cuore, lungi dal mescolarsi con la routine di una quotidianità, che spegneva gli entusiasmi e riduceva l'uomo a freddo calcolatore, estraneo ai sentimenti.

Autore

Marco de Biase

Direttore di Pescanet, classe 1983. Pugliese d'origine ma vive a Trento. Nella vita è Digital Avertising Specialist - Certificato Google e Facebook al servizio di Archimede, società di marketing e comunicazione. Dopo una lunga esperienza in mare, adesso frequenta le acque dolci del Trentino e dintorni, divulgando la pesca al colpo, il ledgering, lo spinning e la trota lago. Pescatore e fotografo poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Vanta collaborazioni passate con le riviste "I Segreti dei Pescatori" e Pescareonline.
POST RECENTI
Chiusura della pesca alla trota 2017

Chiusura della pesca alla trota 2017

Quest'anno, per la chiusura della Pesca alla Trota, ho deciso di fare le cose in grande. Desideravo da tempo tornare in Val di Non, sul torrente Pescara, che mi aveva regalato ottime soddisfazioni durante la precedente uscita nel mese di giugno. Tuttavia, impegni personali ed esplorazioni in acque lontane, mi avevano fatto desistere; quindi ero in attesa dell'occasione giusta per rivisitare quel meraviglioso torrente, popolato da trote affamate che meritavano un pezzo di Strudel prima del letargo invernale. E così è stato... sabato 30 settembre 2017. Arrivo sullo spot in mattinata inoltrata. Durante il percorso che mi porta da Trento alla Diga di Santa Giustina, scorgo colline, meleti e, finalmente, l'invaso, colmo di acqua. Lo spettacolo che si staglia dinanzi ai miei occhi è assolutamente
Un'emozione chiamata Avisio

Un'emozione chiamata Avisio

Tratto da un post pubblicato sulla pagina Facebook di Pescanet: Domenica pomeriggio di fine settembre; torrente Avisio in alta Val di Cembra, al confine con Cavalese e la val di Fiemme. Battuta di spinning in modalità no-kill. Immaginate di essere qui. Con me. Immaginate l'acqua che scorre, la metamorfosi degli alberi che tendono ormai al giallo, la natura circostante fatta di piante acquatiche, pietre, massi, uccelli che planano sulla superficie increspata. Chiudete gli occhi e immaginate. Immaginate tutto questo. Dopo qualche secondo, riapriteli. Non è un sogno. È una realtà. E si chiama... Avisio.    L'occhio scruta una moltitudine di particolari. Una correntina, una piana, un masso sulla destra. Il b
A pesca sul Fersina in Autunno

A pesca sul Fersina in Autunno

Tratto da un post su Facebook del 24 settembre. Siamo sul torrente Fersina, in Trentino. Ci troviamo in Valsugana, tra Civezzano e Pergine Valsugana. Battuta di spinning in modalità no-kill, a caccia di trote fario e marmorate. 6.30 del mattino. La sveglia suona. Il letto caldo mi avvolge. Accanto a me, mia moglie che dorme, ammaliante, assorta nel suoi sogni. Le bacio la fronte prima di lasciare il nostro nido d'amore. È ora di alzarsi, le trote del Fersina mi aspettano. Apro la finestra e noto che è ancora tutto buio: fuori, infatti, ci sono le prime luci dell'alba a riscaldare un fresco sabato si settembre. Consumo velocemente la colazione, poi indosso i pantaloni tecnici, la maglia, la felpa. Sistemo tutto il necessario nel gilet. Chiudo casa senza far particolare rumore e mi dirigo verso l'auto. La strada da percorrere è poca, per fortuna. Venticinque minuti di viaggio tra traffico inesistente e qualche
TOP
Per contatti: info@pescanet.it - Privacy Policy - C.F. DBSMRC83B05L109F