Pesca a Ledgering in mare al cefalo

Durante un soggiorno autunnale in Veneto, a Jesolo, ho riscoperto il piacere del feeder fishing in mare. Tutto è nato dopo aver tentato la cattura dei miei amati cefali con la bolognese, alla foce del Sile. Purtroppo il pesce latitava, infatti si era spostato a distanza e l’unico modo per catturarlo era tentare la carta della pesca a fondo. Dopo una serie di tentativi sono riuscito nell’impresa, quindi eccomi a riversare i ricordi e la tecnica impiegata durante quella favorevole pescata della scorso anno, che mi ha ricordato quanto sia importante cambiare approccio pescando in mare, sperimentando tecniche alternativi. Il feeder fishing (o ledgering - che dir si voglia), per esempio! Entriamo subito nel vivo della questione con un approfondimento sulle attrezzature, la pastura, le esche e la montatura ideale.

 

Attrezzature per il feeder fishing in mare al cefalo

La pesca a ledgering (o feeder fishing) nasce nelle acque dolci. È stata impiegata con successo anche in mare e, ad oggi, è un’alternativa papabile a molte altre specialità della pesca da riva. Per pescare a ledgering in acqua salata è necessaria una canna (o anche 2) da 3,60 metri, un mulinello di taglia 3000/4000, un treppiedi (tripode) con appoggiacanna integrato, che consentirà alle canne di posizionarsi in modo corretto e con l’inclinazione giusta. Oltre a queste attrezzature, sicuramente essenziali, bisogna anche comperare del monofilo da pesca a ledgering (solitamente marrone o nero), una decina di pasturatori open end o cage feeder, una bustina di anti-tangle, delle perline salvanodo, girelle e un buon filo da terminale dello 0,14 o 0,16, possibilmente fluorocarbon. Questo è il minimo indispensabile per iniziare e per realizzare la montatura che spiegherò in seguito.

 

Pastura ed esche per il cefalo

La pesca a ledgering in mare con l'obiettivo della pesca al cefalo può essere effettuata pasturando con sfarinati o bigattini. Personalmente preferisco insidiare i muggini con pastura, quindi con sfarinati. Lasciamo perdere il bigattino, almeno per questa volta. La pastura richiede l’acquisto di pasturatori open end (con le due estremità aperte e piccole fessure sul corpo del pasturatore) o cage feeder (estremità aperte e ampie fessure sul corpo del pasturatore). Un pasturatore open end consente di pescare su ampie profondità, e rilascia la pastura al suo interno in tempi più lunghi. Il cage feeder, invece, permette di pescare su profondità limitate, quindi la pastura al suo interno esplode rapidamente al contatto con l’acqua, per via delle aperture su tutto il corpo del pasturatore. Al pescatore spetta la valutazione del pasturatore in base alla profondità e al desiderato rilascio della pastura. Una volta definito ciò, si può passare alla pastura. Composti da fondo, a base di pane e formaggio, vanno benissimo e non necessitano ulteriori integrazioni. Altre sostante potrebbero rendere la pastura più collosa, quindi avrebbe difficoltà nell’essere rilasciata dal pasturatore. Meglio non esagerare. L’esca principe, invece, resta il verme coreano, che va bene più o meno ovunque. Oppure, se non gradite l’invertebrato, pescate col bigattino.

Montatura per la pesca a ledgering

La lenza che propongo è un connubio di sensibilità ed efficacia. L’ho impiegata sia nella circostanza presentata per l’articolo odierno, sia in altre occasioni. In tutti i casi è risultata pescante, affidabile e vincente. Di cefali ne ho catturati e basta cercare su Google "marco de biase cefalo" per avere la conferma delle mie esperienze. La montatura è costituita da un trave dello 0,18 per il quale vi passa un anti-tangle in materiale plastico o in alluminio. Colleghiamo ad esso un pasturatore open-end o cage feeder da 20/30 grammi al massimo. Passiamo anche una perlina e chiudiamo il trave con un moschettone. Ad esso colleghiamo un terminale di almeno 70 centimetri dello 0,14 fluorocarbon, armato di un amo del n°8 a gambo lungo sul quale innescheremo un coreano intero, a penzoloni.

 

Come pescare il cefalo a ledgering

Prima di entrare in pesca, bagnate la pastura con dell'acqua di mare e dategli una consistenza più friabile rispetto al brumeggio che utilizzereste pescando a canna fissa o bolognese. Poi caricate il pasturatore, evitando di premere sulle estremità. La pastura deve sciogliersi! Non deve restare all'interno del pasturatore. Troppa pressione rischerebbe di creare un effetto tappo. Innescate pure il coreano ed entrate in pesca. Agli inizi può essere buona norma effettuare 3/4 lanci per creare il tappeto di pastura che dovrebbe ingolosire i cefali. Appoggiate pure la canna (o le canne) al treppiedi e mantenete il filo in leggera tensione, aprendo la frizione. La mangiata del cefalo è timida, con alcune tocche ben decifrabili, seguite poi da una partenza improvvisa che lascia poco spazio all'indecisione. La cima, ormai piegata, vi indicherà che il pesce ha abboccato. Evitate di ferrare con violenza: l'apparato boccale del cefalo è molto fragile; rischiereste di strappare l'esca di bocca! Meglio una ferrata convinta, ma non eccessiva. Consiglio infine, qualora le catture dovessero rarefarsi, di alternare bigattino e coreano. Spesso l'alternanza tra esche premia gli sforzi, e può garantire ottimi carnieri, anche per il cefalo.

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino.it . Classe 1983, coniugato, pugliese d'origine ma vive a Trento. Nella vita si occupa di Digital Marketing al servizio di un'importante società di marketing e comunicazione trentina. Dopo una lunga esperienza in mare, adesso frequenta le acque dolci del Trentino e dintorni, divulgando la pesca a spinning, al colpo, il ledgering e la trota lago. È un pescatore e fotografo poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Vanta collaborazioni passate con le riviste "I Segreti dei Pescatori", Pescare, il Pescatore d'Acqua dolce e Pescareonline.

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