Pesca a trota lago col vetrino

Negli ultimi anni, l’evoluzione tecnica della trota lago ha spinto le case costruttrici a realizzare canne sempre più sensibili, telescopiche o in tre pezzi, mulinelli con bobine larghe che facilitano i lanci, esche sempre più micidiali, sia pastelle, sia “falcetti”, grub o imitazione di camole. E le zavorre? Anche per esse, la sperimentazione non ha conosciuto momenti di stop. Sono state introdotte migliorie sia nei materiali, sia nelle forme, per cercare di migliorare le pescate di tutti, dall’agonista all’amatore. Se non l’avete ancora capito, sto parlando del vetrino, immancabile protagonista di ogni battuta di pesca a trota lago.

 

Cos’è il vetrino?

Trattasi di una zavorra a forma di cilindro, realizzata in vetro, con un foro alle due estremità che consente al monofilo di scorrere al suo interno. Ci sono tante varianti in commercio, con misure e tipologie che vanno da 2 a 10/15 grammi (lunghi e delicati). La forma varia a seconda delle specifiche del vetrino: ce ne sono di lunghi, corti, larghi, stretti. Il vetro è il materiale prescelto perchè permette ai pescatori di pescare lentamente, senza troppo accelerare, e di rimanere in pesca in superficie o al massimo a mezz’acqua con una certa naturalezza, oserei dire “morbidezza”. Il vetrino, inoltre, è un deterrente importante, perchè aumenta il tempo in cui si può pescare in superficie e con una velocità ridotta rispetto ad altre soluzioni: galleggiante e piombino. La sua invisibilità è un jolly indiscusso e su questo dettaglio non c’è altro da aggiungere.

 

Quando e come pescare col vetrino

Il vetrino è impiegato nella pesca in superficie, quindi ne consegue che offrirà il massimo della sua efficacia quando le trote saranno apatiche, sospettose, e magari si muoveranno proprio a pelo d’acqua (o negli strati più alti). In tanti (me compreso) lo utilizzano nella seconda fase di una pescata, perchè nella prima si opera a piombino, poi si tenta a vetrino e se non funziona nemmeno così, si spera di fare colpo col galleggiante. Detto ciò, è importante fare attenzione al lancio ed al recupero: onde evitare fastidiosi inconvenienti come nodi o garbugli, sarà d’uopo rallentare la corsa del vetrino prima che vada a posarsi sull’acqua. Il trucchetto, di derivazione agonistica, ci metterà in condizione di entrare subito in pesca, senza dover recuperare filo a vuoto costituito da pance di nylon in eccesso sulla superficie del laghetto. Il recupero dovrà essere discontinuo, e la canna andrà sollecitata con la tremarella. Bisognerà recuperare, poi fermarsi, e continuare così con intervalli veloci. Una sorta di start and stop, come avviene nello spinning. La trota partirà fulminea verso l’esca e, spesso, l’attacco avverrà proprio nel momento di stop, quando saremo fermi e vedremo muovere lateralmente la sottile cima della canna.

 

Cosa serve per pescare col vetrino

La pesca col vetrino richiede canne leggere, con una lunghezza dai 3.80 metri fino ai 4.20 metri, con potenza di lancio da 2 a 6 grammi, massimo 8 grammi. Di solito questi attrezzi hanno azioni morbide, quindi garantiscono buone gittate nel lancio dei vetrini. I mulinelli avranno misura variabile tra 2000 e 3000, e saranno imbobinati con 0,14/0,18 al massimo. Oltre a canna e mulinello, per la pesca col vetrino c’è bisogno ovviamente di un vetrino, una perlina salvanodo, una girella tripla ed un terminale in fluorocarbon o fluorine (dello 0,12/0,16) ed un amo da trota del 6/10.

Montatura per pesca alla trota lago col vetrino 

Per prima cosa, inseriamo il vetrino sulla lenza madre. Passiamo anche la perlina salvanodo (i garisti consigliano di usarne una trasparente della Stonfo - evita possibili “sospetti”). Chiudiamo la lenza collegando una girella tripla. Prepariamo uno spezzone di terminale in fluorocarbon o fluorine dello 0,12/0,16 con una lunghezza variabile tra 90 centimetri e 150 centimetri. Terminali lunghi sono utilissimi per trote particolarmente sospettose, che sanno veramente leggere e scrivere (passatemi la battuta…). Più lungo sarà il terminale, e più muoverà l’esca in modo naturale, richiamando l’istinto predatorio delle trote iridee.

 

Il sonar, un vetrino nel vetrino!

Anni fa il mercato ha partorito un vero e proprio vetrino nel vetrino. Trattasi del sonar, un vetrino specialistico non molto facile da trovare, ma ancora disponibile nei negozi di pesca abbastanza forniti. Apparentemente, almeno ad una visione superficiale, non sembrano esserci differenze tra un sonar ed un vetrino standard. Tuttavia, osservandolo e scuotendolo come si fa per un ovetto Kinder, sarà possibile avvertire un piccolo rumore, una sorta di tic tic. Il mistero è subito svelato: all’interno del vetrino vi è un altro vetrino, più piccolo, che emette vibrazioni sonore durante il recupero. Ciò ricrea il rumore tipico dei pellet, nutrimento delle trote di allevamento, al quale continuano ad essere abituate anche dopo essere state seminate nel laghetto.

 

Gli inneschi sono importanti

Concludo parlando degli inneschi. Camole, falcetti, zuccherini, grub o lombrichi, l’importante è realizzare un innesco valido, che ruoti ad elica ad ogni recupero. Per essere sicuri che funzioni, provate a fare un test sotto la vostra postazione (faccio sempre così). Avere una lenza fantastica non serve: ciò che conta, oltre all’impianto di vetrino e terminale, è l’esca, che dovrà muoversi correttamente seguendo il richiamo del vetrino. Se l’impostazione sarà corretta, nessuna trota rinuncerà alle vostre esche, e concluderete la giornata facendo il pieno!

Marco de Biase

Marco de Biase

Direttore di Pescanet e di Pescare in Trentino.it . Classe 1983, coniugato, pugliese d'origine ma vive a Trento. Nella vita si occupa di Digital Marketing al servizio di un'importante società di marketing e comunicazione trentina. Dopo una lunga esperienza in mare, adesso frequenta le acque dolci del Trentino e dintorni, divulgando la pesca a spinning, al colpo, il ledgering e la trota lago. È un pescatore e fotografo poliedrico, ambizioso, audace, amante delle sfide. Vanta collaborazioni passate con le riviste "I Segreti dei Pescatori", Pescare, il Pescatore d'Acqua dolce e Pescareonline.

Articoli consigliati

I migliori articoli dall'archivio di Pescanet