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SET
11

Pesca allo storione in laghetto

Negli ultimi anni, con la nascita di numerosi specchi d’acqua artificiali strutturati per la pesca sportiva, sono state immesse in questi bacini numerose specie ittiche provenienti da diverse nazioni al fine di creare nuove discipline e soprattutto al fine di alimentare la passione dei pescasportivi dai neofiti ad i più esperti. Amur, pesci gatto e piranha africani, pesci gatto americani (Channel), trote iridee e storioni sono state le prime specie immesse all’interno di questi laghetti sin dagli esordi degli anni ’60. Tra queste serbiamo particolare attenzione allo storione, pesce rinomato per le sue pregiate e delicate carni bianche e per le sue pregevoli uova, di fatto conosciuto come una specie molto costosa sia per i gestori di queste attività sia per i rivenditori.



Lo storione presenta una forma corporea allungata e leggermente schiacciata sul dorso. La testa è ricoperta da uno strato osseo e il muso è allungato e affusolato. Possiede una piccola bocca posizionata verso la parte più grande del muso, anteriormente a questa spuntano i bardigli di piccole dimensioni. L’intero dorso è rivestito da una serie di placche ossee a rivestimento. La pinna dorsale invece è spostata verso la coda, anteriormente possiede due pinne laterali nella fascia inferiore vicino alla testa. In particolare nelle acque interne italiane ritroviamo tre tipologie di storione: storione americano (Trasmontanus); Pinocchietto (Baeri); storione comune (autoctono dei nostri bacini).



Ovviamente a seconda della tipologia, la colorazione va dai pigmenti scuri verdognoli fino alle tonalità molto chiare tendenti al bianco (soprattutto negli esemplari considerevoli). Generalmente lo storione è uno delle specie più grandi d’Europa per quanto riguarda le acque dolci, di fatti arrivano a sfiorare anche i 5 metri e mezzo negli esemplari adulti di sesso femminile, con un peso talvolta superiore ai 300 chili, mentre il maschio raggiunge al massimo le dimensioni di 2 metri. Frequentatore delle acque fredde presenta un’alimentazione molto vasta, comprendendo sia invertebrati, molluschi, crostacei, sia pesci vivi che morti (soprattutto nelle taglie più grandi).



Per la pesca di questi splendidi esemplari due sono le tecniche che vanno per la maggiore: la pesca al colpo e la pesca a fondo.
La lenza che va utilizzata per la prima tecnica è al quanto semplice: zavorra da 20 -30 grammi, perlina paracolpi o tubo in silicone, girella e terminale corto della lunghezza di 30 cm, amo robusto a gambo corto della misura del 4 – 5 in quanto saranno in prevalenza lombrichi di terra, pastelle a base di sfarinati animali già pronte, filetti di sarda, boiles di piccole dimensioni e formaggini ad essere innescati. Le attrezzature impiegate saranno di conseguenza robuste ed affidabili. Canne della lunghezza di 3,60 – 3,90 metri, mulinelli con un ottimo rapporto di recupero e taglia a partire da 2500 fino a 4000 ai quali monteremo su un monofilo dello 0.30 – 0.35. La pesca al colpo è altrettanto semplice. La montatura presenterà un galleggiante a pera rovesciata oppure a sfera dai 2 ai 4 grammi di peso, tourpille secca, pallettone o spallinata raggruppata verso il terminale, girella e terminale non superiore ai 30 cm di lunghezza, amo a gambo corto della misura 4 – 5.



Per la pesca di questa specie ittica vanno di sicuro impiegati alcuni accorgimenti. Lo storione è un pesce che si muove non molto velocemente sul fondo dei bacini idrici, ciò comporta che le nostre esche dovranno essere ferme sul fondo ma dovranno suscitare interesse e stimolare il senso olfattivo dello stesso. In che modo? Terminale accuratamente poggiato sul fondo, esche in movimento (innesco di più lombrichi turgidi e vivaci), esche di forte impatto olfattivo come pastelle al formaggio o ancor meglio i formaggini morbidi agganciati direttamente sull’amo del 2. Lo storione allamato non si esibisce in scatti fulminei o combattimenti vivaci, al contrario il suo movimento è lento ma di sicuro possente ma riuscirà a coglierci di sorpresa con qualche guizzo fuor d’acqua intelligentemente eseguito per tranciare di netto il nostro terminale. Gli storioni, a differenza delle altre specie estere, sono di sicuro i più apprezzati per la qualità del pescato e soprattutto per il divertimento che essi ci assicurano.
Autore

Pantaleo de Gennaro

Giovane ma esperto pescasportivo, nella vita è studente in farmacia. Cresciuto nel magico ambiente marino della costa pugliese, eccelle già in molte tecniche di pesca in mare e in acque interne. Compagno di viaggio ed avventure sin dagli esordi del Pescanet Team. Ricopre la carica di Vice Presidente in Associazione Pescanet.
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Lo so, è vero. A volte sono un po' estroso e mossista, come adora definirmi il mitico Bidumba, compagno di merenda nella compagine di Pescanet. Ho un vizio e cioè quello di migliorarmi come pescatore, sperimentando tecniche che mi propongono i colleghi giornalisti sulle riviste di pesca. Spesso non lo faccio notare, ma la continua ricerca alieutica si snoda proprio sui banchi di scuola come le scogliere o i porti della mia amata Puglia. Ebbi modo di approfondire la lenza col pallettone tanti anni fa ed inizialmente ammetto di averla sottovalutata, specie perchè non la reputavo di applicazione marittima. Erano tempi in cui preferivo lavorare di torpille, infatti così è stato per diverso tempo sia a tiro di canna fissa che durante le battute in compagnia della celeberrima bolognese. Le ho sperimentate tutte: spallinate regolari, contorte, torpilla secca, sistema multi-torpilla... insomma tutte.
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